Unfamiliar: una tesa spy-story a sfondo familiare
Genitori di una ragazza sedicenne, i protagonisti sono una coppia di ex-agenti dell'intelligence tedesca, prossimi a fare i conti con un vecchio nemico. Su Netflix.

Simon e Meret Schäfer stanno celebrando il sedicesimo compleanno della figlia Nina nel loro appartamento di Berlino, come qualsiasi coppia apparentemente ordinaria. Ma i protagonisti di Unfamiliar non sono come tutte le altre famiglie borghesi: i coniugi infatti hanno sempre tenuto nascosto alla ragazza la loro reale identità. Non sono semplici genitori ansiosi, ma bensì ex agenti del BND - ovvero il Bundesnachrichtendienst, il servizio di intelligence estera della Germania che ha sede nella capitale.
Proprio durante quell'occasione di festa ricevono una richiesta d'aiuto da un uomo ferito, e la loro illusione di normalità rischia di sgretolarsi in pochi istanti, cambiando tutto per sempre. Dopo aver condotto il contuso nella safe house per disertori, luogo dove nascondono informatori e asset in pericolo che necessitano di scomparire momentaneamente dai radar, comprendono di essere caduti in una trappola. Un loro vecchio nemico, che pensavano di aver sepolto in un lontano passato, è infatti arrivato in città, pronto a fargliela pagare per un torto di sedici anni prima...

Storia di famiglia in un intelligence
Unfamiliar, nuova miniserie tedesca approdata su Netflix il 5 febbraio, è stata realizzata da Gaumont Germany, casa di produzione che già nel 2020 aveva convinto critica e pubblico con Barbarians, serie in costume ambientata durante l'occupazione romana della Germania. Dal punto di vista qualitativo ci troviamo davanti ad un'operazione parimente convincente, che ha fortunatamente conquistato la platea di abbonati che ora si staranno chiedendo quando sarà annunciato il rinnovo per una seconda stagione, dato l'epilogo ben più che aperto al termine dei sei episodi che compongono questo primo arco della storia.

Storia che a conti fatti è uno spy-thriller più maturo del solito, poggiante su una narrazione privilegiante le conseguenze emotive dell'azione rispetto all'azione stessa. La tensione crescente che già dopo i primi minuti avvolge i personaggi in un abbraccio claustrofobico, va di pari passo con lo scavo psicologico dei personaggi, insinuandosi nelle crepe di un matrimonio già in crisi, ulteriormente compromesso da quei colpi di scena legati ad un passato di bugie e segreti, ora pronto a riaffiorare in tutta la propria ineluttabilità.

In molti hanno notato alcune similitudini con The Americans, che aveva ridefinito le aspettative per i drammi spionistici incentrati su coppie sotto copertura. Unfamiliar parte però dal presupposto che il peggio sia ormai alle spalle, e quindi la situazione in cui i protagonisti si ritrovano appare parzialmente inaspettata. La malattia di lui, affetto da un aneurisma che rifiuta di farsi curar, e il ritorno di un collega / vecchia fiamma per lei, accende ulteriori dinamiche, oltre a quella che il pubblico scoprirà essere la storyline principale, resa ampiamente intuibile già dal primo episodio per coincidenze e tempistiche.
Il cielo sopra Berlino
Il tutto all'insegna di atmosfere cupe, con un climax opprimente che riflette idealmente l'estetica della Berlino contemporanea, città che diventa in diverse occasioni vera e propria co-star della vicenda. Vicenda che in altre mani avrebbe potuto rischiare di complicarsi nelle varie sottotrame, tra talpe, tradimenti e ricatti, ma che qui trova una perfetta linearità, capace di rendere l'insieme estremamente chiaro anche nei passaggi potenzialmente più spinosi.

La chimica tra i due protagonisti, interpretati dagli ottimi Susanne Wolff e Felix Kramer, è palpabile e pregna di non detti, di rancori sopiti, di un sentimento che deve decidere che strada percorrere, se il futuro li vedrà ancora assieme o meno. Ma prima ancora che salvare un amore forse finito, dovranno pensare a proteggere la persona che più per loro conta al mondo e a fare i conti con una menzogna che portano avanti da troppo tempo. A tal proposito risulta assai efficace la gestione dei flashback che ci mostrano la coppia sedici anni prima durante la missione in Bielorussia, alla base poi degli eventi attuali: una volta tanto i viaggi a ritroso non sono inseriti in modo gratuito, ma in maniera coesa al resto del racconto, centellinando le rivelazioni e dandole così il giusto peso.
I colpi di scena sono pochi e precisi, alcuni anche sorprendenti, e permettono di arrivare al finale di stagione con una curiosità costante, anche quando ormai sembrava detta o chiarita pressoché ogni cosa. Ma è proprio nella sua secchezza, a tratti piacevolmente old-school, e nella consapevolezza di cosa voler raccontare senza troppi giri di parole o voli pindarici a rendere Unfamiliar una serie preziosa e avvincente, tra le migliori viste negli ultimi mesi nel panorama streaming e non.
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Rating: TBA
Nazione: Germania
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Redazione

Unfamiliar
Un'operazione accattivante, dove la crisi coniugale tra i due protagonisti viene usata per dissezionare le tipiche dinamiche da spy-story, in un costrutto narrativo che sfrutta i ponderati colpi di scena con intelligenza e cura con finezza le dinamiche in seno ai numerosi personaggi, principali o secondari che siano. Molto è chiaro sin da subito in Unfamiliar e questo permette al pubblico di concentrarsi sul peso delle scelte sbagliate, sui tentativi di correggere suddetti errori per dare forma ad un nuovo futuro, facendone tesoro. Sei episodi dove non mancano azione e tensione, sempre e comunque al servizio di quell'intreccio familiare che si dipana organicamente tra passato e presente, flusso coeso di rivelazioni e rese dei conti, pronte a trascinare l'anima più ludica di una serie che sa come e cosa intende raccontare.












