Recensione Legacy of Kain: Ascendance - Un ritorno a Nosgoth tra luci e ombre
Tra il fascino della narrazione di Elaleth e i limiti di un gameplay platform fin troppo basico: l'analisi completa del nuovo capitolo.

Quando si parla della saga di Legacy Of Kain sembra esserci sempre quel presentimento di star parlando di qualcosa con un passato glorioso che si è perso nei meandri del tempo.
Alcuni parlano di una saga incapace di innovarsi, altri invece di strategie aziendali non ottimali: come quella di Eidos di focalizzarsi su Tomb Raider o di Square Enix di cancellare Legacy of Kain Dead Sun.
Fatto sta che il franchise è rimasto silente per più di 20 anni, o almeno fino al 2022 quando Embracer ha acquistato i diritti del franchise, mettendoli nelle mani di Crystal Dynamics dando poi il via a una serie di operazioni remastered atte a sondare il terreno in vista di un futuro ritorno.

Ritorno che è stato annunciato nello scorso State Of Play, quando dopo l’annuncio della Remastered di Defiance ci siamo trovati davanti alla presentazione di Legacy Of Kain: Ascendance; nuovo capitolo della saga che promette di accompagnarci di nuovo a Nosgoth alla scoperta delle sue storie e dei suoi segreti.
Legacy Of Kain: Ascendance. Un nuovo gioco per vecchie storie
Ascendance arriva con delle grosse aspettative e responsabilità. Non solo ha il dovere di portare avanti la saga, ma anche di raccontare qualcosa riguardo Raziel, Kain e Nosgoth che valga la pena vedere, ascoltare e giocare.
Con questa consapevolezza, Crystal Dynamics si è affidata a chi la saga la conosce per bene: Bit Bot Media che già in passato ha lavorato alla graphic novel Legacy Of Kain: The Dead Shall Rise, che va ad esplorare il passato di Raziel nel suo ruolo di luogotenente di Kain attraverso l’introduzione di Elaleth, vampira che aiuta Raziel a comprendere di più sulle sue origini da umano e sarafan.

Legacy Of Kain: Ascendance riparte proprio dalle pagine della graphic novel; riprende il personaggio di Elaleth e lo utilizza per raccontare il dietro le quinte degli eventi che hanno plasmato Nosgoth e i suoi pilastri, buttando al contempo anche le basi per il futuro della saga.
Tra passato e futuro, la trama di Legacy Of Kain: Ascendance
Come detto, Legacy Of Kain: Ascendance introduce il personaggio di Elaleth, sorella di Raziel che è stata tramutata in vampiro ed è alla ricerca di un paradosso temporale che le permetta di riportare in vita il suo amato Mathias.
L’incipit per quanto banale è funzionale alla narrazione poiché permette a Elaleth di entrare in contatto con tutti quei personaggi che nel corso degli anni hanno plasmato e impattato sul destino di Nosgoth, facendo sì che la nostra vampira possa metter il suo zampino su questi.

Nel suo viaggio, Elaleth ha infatti chiesto aiuto a Moebius, il quale onde evitare che questa intralciasse i suoi piani per Raziel, l’ha condannata a vagare incessantemente per le linee temporali.
Elaleth è stata però salvata da Ky’Set’Syk, una figura metà umana e metà hylden, che ha donato alla vampira i poteri della magia hylden e l’ha aiutata a sfuggire alla maledizione di Moebius.
Grazie alla protezione di Ky’Set’Syk, Elaleth riesce a immettersi negli eventi che hanno plasmato Nosgoth influenzando le vite di Raziel e Kain molto più di quanto loro possano immaginare.
Il gameplay deludente di Legacy Of Kain: Ascendance
Se la storia di Ascendance riesce ad essere intrigante, anche grazie a una base di altissimo livello, lo stesso purtroppo non si può dire della proposta ludica del titolo; la quale è decisamente al di sotto delle aspettative.
Legacy Of Kain: Ascendance è un action-platform 2D in pixel art contornato da cutscene in 3D che alle volte cercano di rimandare allo stile PS1 e altre volte propongono uno stile anime.
Il gioco permette di controllare ben 4 personaggi: la già citata Elaleth, Raziel nella sue vesti di guerriero sarafan e vampiresca e Kain.

Al netto dei 4 personaggi, la proposta ludica del gioco è veramente basica. Ascendance prova a dare l’impressione di aver strutturato 4 gameplay diversi, ma la realtà è che al netto della possibilità di Elaleth e Raziel di usare le ali - in sessioni che ricordano il giustamente dimenticato Flappy Bird - e quella di Kain di oltrepassare dei cancelli, la proposta ludica si limita a 2 attacchi - uno semplice con spada e uno dall’alto - coi quali superare i vari nemici.
Alla fine di ogni livello vi è poi una boss fight che si limita all’elementarissimo schivare l’attacco nemico e attaccare subito dopo: ripetere per qualche minuto e il gioco è fatto.
Le aree di gioco sono poi molto lineari, con alcune deviazioni possibili per raccogliere i vari collezionabili e pergamene nascoste in giro che però non sono per nulla essenziali nell’economia di gioco.
Legacy Of Kain: Ascendance, una proposta artistica tra alti e bassi
L’annuncio di un gioco in 2D in pixel art ha fatto storcere il naso a tantissimi fan, tuttavia va ricordato che esistono titoli in 2D di ottima fattura, vedasi Celeste o Blasphemous 2, e titoli in 2D che lasciano l’amaro in bocca. Legacy Of Kain: Ascendance appartiene alla seconda categoria.
Se l’uso della pixel art è una scelta stilistica del team di sviluppo che può piacere o non piacere, è d’obbligo osservare che questa scelta non riesce a trasmettere la maestosità delle ambientazioni di Nosgoth o le atmosfere tipiche della saga.
Mentre scorrono le immagini su schermo è impossibile non pensare ad Ascendance come un’operazione al risparmio, che segue quella voglia di sondare il terreno già avviata con le due remastered di Soul Reaver e Defiance.

Un accenno va fatto anche alle cinematiche che falliscono sia nel ricreare lo stile PS1 - Legacy Of Kain Soul Reaver rappresentava l’avanguardia all’epoca - che nel proporre uno stile anime che sembra una produzione Netflix a basso budget.
Tutt’altra storia vale per l’audio del gioco, il quale vanta il ritorno dei doppiatori originali: Michael Bell (Raziel), Simon Templeman (Kain), Anna Gunn (Ariel), e Richard Doyle (Moebius), i quali, nonostante il peso degli anni, riescono ad offrire una prova di altissimo livello.
La soundtrack del gioco è stata invece affidata a Klayton, nome illustre che ha già lasciato la sua firma su produzioni cinematografiche e videoludiche di altissimo livello e che per Ascendance ha preparato una serie di tracce che spaziano dall’elettronica al metal, giocando molto con il tema originale di Legacy Of Kain.
Legacy Of Kain: Ascendance - vale la pena tornare a Nosgoth?
Legacy Of Kain: Ascendance è un gioco dal sapore dolceamaro.
Il titolo riesce nell’impresa, complicata, di proporre qualcosa di nuovo in quel di Nosgoth e lo fa mettendo in campo un personaggio che si presenta come il tassello perfetto per raccontare il dietro le quinte dei fatti che abbiamo vissuto in passato e per creare nuovi elementi narrativi su cui costruire il futuro del franchise.

Tuttavia, il gioco fallisce nella sua proposta ludica. Ascendance è un forte passo indietro rispetto a ciò che abbiamo visto e apprezzato in passato; non solo per la formula proposta, ma soprattutto per il modo in cui questa formula è stata declinata.
È oggi difficile capire quali siano i piani di Embracer e Crystal Dynamics per Legacy Of Kain. Dopo due remastered atte a sondare il terreno, Ascendance è sicuramente un gioco da provare per scoprire i retroscena degli eventi accaduti a Nosgoth, ma non è la proposta che i fan si aspettavano dopo più di 20 anni di attesa.
Quindi, la domanda che mi pongo è la stessa con cui ho concluso la recensione della remastered di Defiance: Siamo sicuri che la saga di Legacy Of Kain si meriti tutto ciò?
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

Recensione Legacy of Kain: Ascendance - Un ritorno a Nosgoth tra luci e ombre
Legacy Of Kain: Ascendance è allo stesso tempo tutto ciò che volevamo e che non volevamo dal franchise.
Crystal Dynamics e Bit Bot Media usano agilmente il personaggio di Elaleth per raccontare il dietro le quinte degli avvenimenti che hanno plasmato Nosgoth e per introdurre tutta una serie di elementi narrativi che vanno a preparare il terreno per il futuro della saga.
Dall’altro lato della medaglia vi è però una proposta artistica e ludica che non può soddisfare chi ha atteso più di 20 anni per un nuovo capitolo. Ascendance rappresenta, salvo un comparto audio e una soundtrack al livello delle produzioni passate, un’involuzione tecnica sotto tutti i punti di vista.
Se si è amanti dei platform 2D o si riesce a sorvolare su una proposta ludica e artistica al risparmio, allora si può godere di una storia ben narrata che pone le basi per un futuro che si spera viaggi su altri binari.


