Abbiamo visitato in anteprima la Luna di Pragmata

Tra superfici bianchissime, una bambina androide... e New York?

Abbiamo visitato in anteprima la Luna di Pragmata

A un mese esatto dall’arrivo di Pragmata (avete letto dal news del lancio anticipato?), siamo stati invitati da Capcom e da Plaion (distributore italiano del gioco) a provare il nuovo action della software house giapponese in uno stanzino segreto. La fetta di gioco messa a nostra disposizione non era la stessa presentata alla stampa in precedenza, ma un’altra, nuova e ambientata in una sezione di poco successiva. A poche settimane dal lancio, insomma, Pragmata sembra pronto a svelarsi un po’ di più.

Le ambientazioni lunari di Pragmata

Il primo impatto con Pragmata è filtrato attraverso l’estetica della base lunare in cui facciamo la conoscenza di Hugh, il nostro protagonista, e di Diana, l’androide con le fattezze di una bambina che ci accompagnerà nella nostra avventura, con un ruolo davvero decisivo, come vedremo a breve. I rimandi estetici portano immediatamente a Moon e a quel filone di pellicole fantascientifiche: ambienti di un bianco accecante, pulizia estrema, minimalismo che tranquillizza e al contempo inquieta. All’interno di questo ambiente ci viene concesso un po’ di tempo per fare la conoscenza di Diana, che nonostante l’aspetto è un robot controllato da IA e si porta dietro una grande dose di curiosità per il mondo reale, quello oltre questa stazione di produzione lunare, quello terrestre, di cui Hugh può fornirle testimonianze dirette.

Pragmata

Pragmata
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Questo ambiente, che contiene anche l’hub a cui tornare per applicare modifiche e potenziamenti al proprio equipaggiamento, rappresenta solo l'anticamera della nostra missione che si svolge in un’altra zona di questo insediamente lunare: una replica di New York ricreata attraverso la fibra lunare. Molto probabilmente più avanti nella storia saremo destinati a scoprire di più riguardo a questo futuristico sistema produttivo e le implicazioni che questo materiale ha avuto sulla società: in termini di gioco, invece, ci ritroviamo da subito immersi in una sorta di bizzarra città di Inception, la cui architettura basata sulla Grande Mela di un tempo stranisce e affascina. Ma soprattutto, concede spazio per battaglie in campo aperto. Ma a questo punto, è arrivato il momento di parlare del combattemento.

Il combattimento di Pragmata

La nostra presenza sulla base lunare, infatti, non è un’allegra passeggiata di salute: siamo stati chiamati in loco a risolvere un problemino decisamente inquietante, ovvero lo sbrocco del sistema di IA che gestisce la struttura. Detto in altri termini, tocca a noi ridurre a rottami informaci l’abbondante presenza di robot, dalle diverse forme (attenti aracnofobici), che affollano questa città lunare. Questa volta però la solita e abbondante dose di piombo non sarà sufficiente, o meglio, non lo sarà da sola. Buona parte delle nostre probabilità di successo sono infatti legate al supporto hacking fornito da Diana, anche se nella realtà del gameplay starà a noi metterlo in pratica con successo muovendo rapide le dita sul pad. .

Abbiamo visitato in anteprima la Luna di Pragmata

In concreto, mirando al nemico attraverso la pressione del consueto grilletto sinistro si aprono due opportunità: hacking e sparo (gestibili anche in contemporanea se le dita ve lo permettono). Premendo il grilletto destro, come sempre, parte un colpo; i quattro tasti canonici (triangolo, X, quadrato e cerchio sulla PS5 con cui abbiamo provato la demo) controllano l’avanzamento del hacking su una griglia quadrata di diverse dimensioni. Il nostro obiettivo è infatti quello di spostare il cursore dalla casella di partenza a quella di arrivo, eventualmente raccogliendo bonus ed evitando malus: premere Triangolo ad esempio ci sposta sulla casella superiore, mentre il Cerchio ci porta a destra, per intenderci. Sulla carta sembra complicato, ma con un filo di pratica viene abbastanza naturale. Ma soprattutto, ci si abitua in fretta a questa dinamica in cui le dita della mano destra si muovo furiosamente per risolvere quanto prima il mini-game per abbassare le difese dei robot, così che i pochi proiettili a nostra disposizione possa risultare efficaci.. Già, perché armi e munizioni sono molto meno abbondanti di quanto sperereste se vi trovaste su una base lunare controllata da una IA fuori controllo, perciò non resta che affidarsi a Diana, all’ambiente e al sangue freddo.

Le nostre impressioni su Pragmata

Un paio d’ore non sono tante, ma non capita spesso di passare un paio d’ore sulla Luna, no? Di ritorno sulla Terra proviamo dunque a mettere in fila i nostri pensieri. Il primo va di sicuro al RE Engine, già apprezzato su Resident Evil Requiem e qui alle prese con ambienti più ampi e liberi: insomma, se durante quella passeggiata cittadina all’inizio di Requiem avete desiderato di rivedere il motore Capcom alla presa con ambienti di questo tipo, sarete accontentati. Se il futuro della grafica si gioca sulla resa dei capelli, il RE Engine di sicuro saprà farsi trovare pronto!

Allargando un po’ di più lo sguardo, questa sezione ci ha offerto un assaggio di gameplay di Pragmata differente rispetto a quanto mostrato alla stampa finora. L’hacking è senza dubbio l'elemento cardine e funziona: ogni scontro gode di una componente aggiuntiva di frenesia e di imprevedibilità che trasforma le battaglie con gruppi numerosi in balletti tra preda e cacciatori. Molto interessante anche la verticalità delle ambientazioni, che richiedono l’utilizzo del jetpack per essere esplorate e del cervello per essere attraversate: la strada verso la prossima battaglia non è sempre ovvia. E la presenza di boss giganteschi, come quello di cui ci siamo trovati al cospetto, può regalare sviluppi davvero intriganti. Spunti suggestivi arrivano anche dal comparto narrativo, seppure sia di certo il più derivativo: il rapporto tra il protagonista e bambino/robot non è dei più originali, ma è declinato attorno alla nostalgia per la Terra e per le creazioni umane e può dare spazio a situazioni interessanti e molto vicine all'esperienza di noi umani oggi, fuori dallo schermo.

Abbiamo visitato in anteprima la Luna di Pragmata

Il nostro ritorno sulla Terra, dunque, è stato accompagnato da sensazioni decisamente positive: la chiave di volta di Pragmata sarà con ogni probabilità quel sistema di hacking, il vero elemento che differenzia l’action Capcom da altri titoli dello stesso genere. Per quanto abbiamo potuto vedere, questo nuovo sistema funziona piuttosto bene (e diverte, che non è un dettaglio), resta da verificarlo nelle fasi più avanzate del gioco, quando necessariamente dovrà risultare più complesso ed elaborato. Ci rileggiamo sempre su queste pagine tra circa un mesetto per il parere definitivo.

 

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