Turnbound: Anteprima di un Backpack Battles alternativo
Turnbound è un autobattler con combattimenti asincroni

Turnbound è uno di quei titoli che, una volta compresa la sua natura, riesce a insinuarsi lentamente nelle abitudini del giocatore fino a diventare un appuntamento fisso. L’opera di 1TK Games prende le fondamenta dell’autobattler e le fonde con una gestione dell’inventario che ricorda tanto i puzzle spaziali quanto una versione distorta e strategica del classico “inventory Tetris”, incastonando il tutto in una cornice fiabesca e inquieta, dove anime intrappolate sono costrette a combattersi all’interno di un tabellone infestato sotto lo sguardo beffardo di un misterioso gatto.

In Turnbound la preparazione è tutto
Il vero gioco, tirate le somme, è insito nella preparazione, non all’esecuzione. In Turnbound non si impartiscono ordini diretti durante gli scontri, dato che la natura da autobattler lo impedisce, si decide tutto prima, nel modo in cui si scelgono, dispongono e potenziano armi, reliquie e oggetti all’interno di una griglia limitata. Ogni tessera ha una forma, un orientamento e spesso effetti che si attivano in base alle adiacenze, trasformando lo spazio in una vera risorsa strategica. Una rotazione sbagliata o una sinergia mancata possono compromettere l’intero assetto, mentre una singola intuizione felice è in grado di innescare reazioni a catena devastanti. È proprio in questa fase che il gioco dà il meglio di sé, stimolando una riflessione costante e una sperimentazione quasi compulsiva.
La struttura roguelike scandisce il ritmo delle partite, con run che si sviluppano in una serie di round intervallati da momenti di gestione e acquisto. La presenza del PvP asincrono rappresenta uno degli aspetti più riusciti dell’opera: affrontare le “ombre” lasciate dalle build di altri giocatori dona un senso di competizione persistente senza mai imporre pressioni temporali, permettendo di prendersi tutto il tempo necessario per ottimizzare le proprie scelte. La possibilità di rivedere i combattimenti, analizzarne l’ordine di attivazione e comprenderne gli esiti aggiunge un livello di lettura approfondito che alimenta il desiderio di migliorare e riprovare.
Anche la selezione degli eroi, almeno nell’attuale fase di sviluppo, contribuisce in modo significativo alla varietà dell’esperienza. Le reinterpretazioni di figure iconiche come Alice, Sun Wukong e Robin Hood non sono semplici variazioni cosmetiche, ma veri e propri archetipi di gioco, ognuno con abilità e inclinazioni tattiche differenti che influenzano profondamente il modo di costruire la propria griglia. Questo enfatizza la sensazione di apprendimento progressivo e rende ogni run distinta, soprattutto quando iniziano a emergere combinazioni più complesse e specializzate.

Dal punto di vista artistico, Turnbound adotta uno stile colorato ma venato di malinconia, con un'estetica che richiama da vicino Hades. Naturalmente, trattandosi di un titolo in accesso anticipato, qualche limite è ancora percepibile. Il numero di contenuti, sebbene già considerevole, lascia intuire un potenziale di espansione evidente, e l’equilibrio di alcune sinergie potrebbe beneficiare di ulteriori rifiniture. Tuttavia, l’impressione è quella di un progetto costruito su fondamenta solide, con una visione chiara e una comprensione profonda di ciò che rende appagante l’interazione tra sistemi complessi. Rispetto a Backpack Battles, al momento, pecca un po' in "complessità", non tanto perché sia difficile in sé, ma perché il titolo di PlayWithFurcifer è comunque più immediato, mentre qui sembra un po' più macchinoso, anche se comunque è un genere piacevole e divertente.


