Hive Blight: Anteprima di un autobattler intrigante a base di insetti
Hive Blight prevede che scegliate bene i vostri eroi

Non è certamente il primo autobattler che ci sia capitato di giocare, ma devo dire che anche se ancora un po' acerbo, mi sono divertito a provare le prime fazione di Hive Blight. Ambientato in un mondo miniaturizzato abitato da clan di insetti, il gioco mette il giocatore al comando di una spedizione destinata a fronteggiare una piaga fungina che avanza inesorabile, una forza corruttrice capace di deformare e assoggettare qualsiasi creatura viva. L’atmosfera è quella di un regno sull’orlo del collasso, un ecosistema fragile in cui antiche rivalità devono essere accantonate di fronte a un nemico comune.
Hive Blight appartiene al genere degli autobattler roguelite: una combinazione che fonde la pianificazione strategica con la rigiocabilità tipica delle run sempre diverse. Prima di ogni scontro il giocatore sceglie, potenzia e schiera le proprie unità, mentre la battaglia vera e propria si svolge automaticamente, lasciando che le creature combattano seguendo la loro IA e le abilità innate. Proprio per questo, ogni decisione presa nella fase di preparazione risulta fondamentale. La scelta delle sinergie, la posizione in campo, la natura dei potenziamenti raccolti lungo la strada e l’equilibrio complessivo della squadra definiscono l’esito di ogni scontro.

Gimme Hive
Nel gioco (attualmente) potete scegliere tre clan principali, ciascuno caratterizzato da un’identità precisa. I Vespadas incarnano la potenza offensiva più pura, specializzati in assalti diretti e indebolimenti rapidi inflitti agli avversari. Il Silent Cabbale, invece, esprime la propria forza attraverso tattiche d’imboscata, veleno persistente e manovre più subdole, ideali per logorare lentamente le truppe nemiche. Lo Sweet Symphoney, infine, si affida a un approccio più mentale e di supporto, centrato su capacità di cura, manipolazione, controllo e ribaltamento psicologico dello scontro. All’inizio di ogni partita, la scelta di un’alleanza tra due clan plasmando l’intera run, determinando quali unità saranno disponibili e quali combinazioni potranno emergere in battaglia.
L’ecosistema di unità è estremamente vario e permette approcci molto diversi. Ogni insetto possiede statistiche uniche e abilità peculiari, dando vita a un sistema di crescita che va oltre il semplice potenziamento numerico. Le unità possono cambiare radicalmente ruolo in funzione degli oggetti assegnati, dei ciondoli trovati, delle benedizioni ottenute negli altari e dei rischi accettati tramite pozioni misteriose incontrate lungo il percorso. La struttura roguelite insiste molto sulla sperimentazione: le run non sono mai identiche e invitano il giocatore a testare combinazioni sempre nuove per scoprire sinergie impreviste, a volte potentissime, altre volte difficili da controllare.
Durante l’esplorazione si attraversano territori infestati dalla piaga, con mappe ramificate che impongono scelte continue tra rischi e ricompense. Ogni nodo può rappresentare un combattimento regolare, uno scontro d’élite, un incontro narrativo, un altare, una forgia o un mercato improvvisato dove investire le risorse accumulate. La gestione dell’economia interna — sia essa in forma di nettare, energia o materiali rari — diventa un ulteriore strato strategico: investire troppo presto può indebolire le fasi successive, mentre accumulare senza criterio rischia di far perdere slancio nelle prime battaglie.

Uno degli aspetti più affascinanti è la gestione dei boss, che chiudono ciascun capitolo offrendo incontri pensati per mettere alla prova non solo la potenza del gruppo ma anche la sua coesione. Sono scontri che richiedono un’attenta lettura delle meccaniche avversarie e spesso costringono il giocatore a ripensare parte della propria formazione per adattarsi ai punti di pressione individuati dall’IA nemica. L’accesso a nuovi oggetti, nuovi tipi di unità e poteri ancestrali rinvenuti in luoghi sacri permette di creare costruzioni uniche e di superare anche le sfide più impegnative.
C'è ancora tanto lavoro prima di potersi dire pienamente soddisfatti del prodotto. Dal punto di vista estetico è certamente piacevole, buoni i perk e la componente che mescola la scelta delle creature con sinergie interessanti, ma l'amalgama e il bilanciamento fa sentire tutta la legnosità iniziale, anche se francamente già ora mi permetto di consigliarvelo se amate questo genere, le premesse ci sono tutte per un divertimento futuro assicurato e già ora trascorrete parecchio tempo su di esso.


