senseibravo senseibravo

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico 

L’extraction shooter di Hologryph e TowerHaus è tornato, più rifinito e avvincente di prima. Nuove modalità, più opzioni e ancora qualche acciacco, ma stavolta ne vale la pena 

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico
Segui Gamesurf su Google

Verso la fine di marzo dello scorso anno, Sand tentò di muovere i primi passi in quel di Steam. Il piano originale prevedeva un playtest privato, seguito da uno pubblico, per poi uscire in early access. Le cose però non andarono come previsto e il titolo scomparve dai radar. Ve ne parlai nell’anteprima dell’epoca, in cui evidenziai una premessa molto intrigante, piagata però da gravi lacune di natura tecnica. Il gioco non stava in piedi. Dopo mesi di aggiornamenti da parte degli sviluppatori, oggi la produzione tinyBuild ci riprova e stavolta sembra aver ingranato come si deve.

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico 

Sulla carta, Sand, ribattezzato Sand: Raiders of Sophie, non è cambiato granché. Se volete una panoramica più dettagliata, potete fare riferimento al vecchio articolo. Riguardo alle novità, è sufficiente avviare l’applicativo per tirare un sospiro di sollievo. I tempi di caricamento si sono accorciati, ci sono molti più server attivi, e la latenza è stata ridotta al minimo (nel mio caso tra i 15 e i 20 millisecondi più o meno ovunque). Il gioco sceglie per voi la regione ottimale, ma potete passare a quella che preferite, anche perché i progressi sono legati alle singole aree.

L’editor dei Trampler mi sembra più pratico e dettagliato, e gli alberi degli sblocchi sono stati resi più interessanti con l’aggiunta di armi e risorse da acquistare, oltre a nuovi compartimenti per il proprio mech. Le procedure per partire in spedizione non sono cambiate, ma ora è possibile scegliere tra due modalità: quella classica, in cui andare a zonzo senza meta ed estrarre quando si vuole, e una in stile battle royale, con i confini della mappa che si restringono gradualmente, costringendo i giocatori a essere sempre in movimento e a ingaggiare più spesso. I round di quest’ultimo tipo durano circa un’oretta se volete fare cassa in tempi relativamente brevi (o esplodere male e perdere tutto).

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico 

Il gameplay di Sand resta indicato per sessioni in compagnia, diciamo con almeno tre o quattro membri dell’equipaggio. Come prima, si può viaggiare in solitaria, sebbene alternare timone, torrette, abbordaggi e razzie sia stancante e poco efficiente, oltre che rischioso. In compenso, i server consentono di partecipare a round con una densità analoga al proprio gruppo, dai capitani tuttofare alle ciurme più nutrite. Non ho incontrato molta gente durante le mie partite, ma suppongo perché il titolo non sia particolarmente gettonato come esperienza in singolo. Le community in cui trovare colleghi, girando il codice della propria sessione, non mancano, ma non dispiacerebbe poterlo fare direttamente in-game.

Una volta scesi in campo, si notano subito i miglioramenti apportati dalla beta. Ci si muove più agilmente sia sul ponte che per le scale, il Trampler è più reattivo, anche se non digerisce ancora troppo bene gli spazi più angusti e dissestati, ma soprattutto il motore grafico è più prestante. Vero, da allora ho fatto qualche piccolo upgrade alla mia macchina, ma l’ottimizzazione è sicuramente migliorata, con un frame rate mediamente elevato e senza crolli. Permangono episodi di stutter.

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico 

La presentazione più solida consente di apprezzare meglio gli scorci di Sophie, un posticino davvero atmosferico nonostante la desolazione, e valorizza il gunplay, di suo pregevole grazie all’eccellente sound design. I mutanti sono più minacciosi e sembrano interagire in maniera più efficace con il terreno (o almeno non li ho visti incapaci di aggirare un ostacolo o incastrati nei muretti). Ogni tanto potreste persino incontrare degli enormi ragni meccanici, che non vedono l’ora di caricarvi e prendervi a cannonate. Una gradita aggiunta che può cogliervi impreparati, per quanto capiti di trovarli imbambolati e poco responsivi ai colpi.

Personalmente non ho riscontrato grosse problematiche, tuttavia spulciando le recensioni su Steam emergono un bel po’ di giocatori che lamentano disconnessioni, con conseguente perdita del loot, e cheater che ti spuntano dentro casa e ti cacciano a pedate passando dalle pareti. Le opinioni in merito sono discordanti, ma tenetene comunque conto. E tenete d’occhio le news.

Sand: Raiders of Sophie, di nuovo sui mech tra le dune dopo un anno sabbatico 

In queste due settimane dal debutto, Sand è già stato ottimizzato con diverse patch, tra fix, migliorie e bilanciamenti, e altre sono in cantiere. C’è una roadmap ben definita e la volontà di portarla avanti, le vendite sono buone, così come il conteggio degli utenti in-game. Un ottimo inizio, insomma, che fa ben sperare sul futuro dell’opera. L’early access è sempre un azzardo, ma la strada imboccata pare quella giusta. Come già ribadito in passato, se avete un paio di amici con cui condividere l’esperienza, tenetelo vivamente in considerazione.