La mano verde: Eris riporta in Italia Nicole Claveloux

La mano verde: Eris riporta in Italia Nicole Claveloux

Con ogni probabilità, non avete mai sentito parlare di Nicole Claveloux. Ed è un peccato, perché si tratta di un’autrice straordinaria e visionaria, che ha spaziato dall’illustrazione all’erotico al fumetto per bambini, segnando nel frattempo una tappa importantissima del fumetto francese ed europeo con la collaborazione con Metal Hurlant e la breve stagione femminista del magazine Ah!Nana, praticamente ignorata dall'editoria italiana se non per una fugace apparizione di un paio di pagine quasi mezzo secolo fa. Almeno fino ad oggi, perchè Eris Edizioni ha pubblicato per Lucca un volume dal titolo La mano verde e altri racconti, che raccoglie l’omonima storia pubblicata a episodi su Metal Hurlant nel 1978 e altri racconti di quel periodo per la maggior parte inediti in Italia. 

Nicole Claveloux è della classe del 1940. Dopo il diploma intraprende la carriera da illustratrice per la pubblicità prima e per libri destinati all’infanzia poi. Nel 1976 le sue strade incrociano quelle di Jeanne-Pierre Dionnet (fondatore della casa editrice Humanoides con Moebius, Druillet e Farkas) e di sua moglie Janic Guillerez, in procinto di lanciare la rivista femminista Ah!Nana, “costola” di Metal Hurlant nata sulla scia di altre iniziative simili già aparse in USA e Europa. 

Quando da Metal Hurlant le chiedono una storia lunga, da spezzettare in capitoli sulla rivista, Claveloux si rivolge a Edith Zha, che ha conosciuto nell'ambiente dell’editoria parigina. Nessuna delle due, prima di allora, aveva mai lavorato a una storia a fumetti di questo tipo. La collaborazione tra le due dà vita a La mano verde, un racconto che dà origine a una storia che si incastra perfettamente nei toni e nelle atmosfere della celebre antologia di horror & sci-fi a fumetti su cui fu originariamente pubblicata, ma che al contempo è anche qualcosa di completamente diverso. I testi realizzati da Zha sono suggestioni, mescolano sogni e colori, sequenze introspettive che Claveloux traduce per immagini in otto pagine tavole di fumetto. 

La mano verde: Eris riporta in Italia Nicole Claveloux

Lo fa, però, a modo. sua. Disegna su tavole di dimensioni identiche a quelle della stampa finale, usa prima i colori con inchiostri, tempere e aerografo e solo successivamente ingabbia le figure all’interno dei tratti di nero. Il risultato, che nella sua interezza compone La mano verde e i successivi episodi della storia raccolti nella prima parte del volume, sono una serie di tavole mozzafiato in cui Claveloux controlla le emozioni del lettore attraverso il dosaggio di un mix di colori acidi e figure eteree che conducono la lettura tra alterne fasi di straniamento, angoscia, psichedelia, surrealismo. Molti anni prima che qualcuno coniasse l’aggettivo lynchiano, i disegni di Claveloux ritmati sulle parole di Zha esplorano lo stesso affascinante spaesamento che avvolge il nostro cervello quando gli strumenti di decifrazione del reale usati quotidianamente perdono la loro utilità. 

La sbilanciata faida tra un uccellaccio parlante e una pianta appena arrivata nell’appartamento della protagonista conduce a un viaggio lisergico tra le inquietudini esistenziali tanto del pennuto, quanto della protagonista, tutti costretti a fare i conti con i residui tossici delle relazioni, i fallimenti, i limiti della comunicazione umana in contrasto con l’inafferrabilità dei desideri, impulsi che vanno oltre i sensi e ci trascinano in meandri reconditi dell’inconscio da cui emergono terrori ovattati dal tentativo di nasconderli. 

Nel bel volume cartonato pubblicato da Eris Edizioni trovano spazio poi altri racconti, più brevi, sceneggiati e disegnati interamente da Claveloux attraverso cui è possibile apprezzare i diversi stili di cui è capace l’autrice sia in termini grafici che tematici. Le divertenti e ciniche storpiature satiriche delle fiabe classiche si alternano a suggestioni lovecraftiane e avventure più oniriche e surreali, con un tratto che sa mutare e adattarsi al racconto, passando da linee sottilissime che omaggiano Moebius a segni più netti, figure imperscrutabili, grottesche o inquietanti, e ancora creature immaginarie dotate di grazia aliena. 

La mano verde: Eris riporta in Italia Nicole Claveloux

Importante punto di forza dell’operazione è poi l’apparato editoriale che apre e chiude il volume. Alle parole introduttive di Jean-Luis Gauthey, editore francese che nel breve saggio di apertura ricostruisce la genesi de La mano verde e gli altri racconti pubblicati su Metal Hurlant, fanno seguito in chiusura le note del traduttore, Boris Battaglia, che contestualizzano le scelte fatte sul testo tra cui il titolo stesso, oltre a un saggio di Paolo Interdonato che indaga gli oltre quarant'anni d’assenza dell’autrice francese dalle pubblicazioni italiane, senza trascurare tra i motivi la dimensione storicamente maschilista del mondo del fumetto italiano. 

Non solo, insomma, Eris ha proposto al pubblico italiano un’opera inedita, bellissima e in anticipo sui tempi, ma lo ha fatto assicurandosi di offrire al lettore tutti gli strumenti necessari per fruirne e comprenderla. In un momento in cui il fumetto gode di una diffusione senza precedenti, bisogna riconosce il merito a editori come Eris che si assumono dei rischi portando in stampa opere e autori lontani dal mainstream, pescando spesso anche tra i talenti indipendenti, ampliando l’offerta di fumetto disponibile e seguendo per altro una linea editoriale chiara e ben salda su valori e propositi ben definiti. 

 

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