SAW – Abbiamo visto la 4 Film Collection 4K
Le origini della saga horror che ha cambiato il torture movie in un box da 1000 copie

Quando arrivò nei cinema nel 2004, pochi avrebbero immaginato che Saw sarebbe diventato uno dei franchise horror più longevi e influenti del nuovo millennio. Nato quasi come una scommessa a bassissimo budget da parte di James Wan e Leigh Whannell, il film rivoluzionò il thriller horror contemporaneo costruendo un gioco al massacro dominato da trappole mortali, manipolazione psicologica e un senso costante di disperazione fisica e morale. Da quel momento la figura di John Kramer, alias Jigsaw, interpretato da Tobin Bell, è entrata di diritto nell’immaginario horror contemporaneo accanto ai grandi boogeyman del passato.
La Plaion Pictures Italia ripropone ora i primi quattro capitoli nel box da collezione che permette di seguire l’evoluzione completa della saga dalle sue origini fino alla trasformazione del mito di Jigsaw in qualcosa di molto più grande del singolo individuo. Un percorso che parte da un thriller sporco e minimale ambientato quasi interamente in un lurido bagno abbandonato e arriva a un mosaico narrativo sempre più complesso fatto di flashback, giochi temporali, trappole elaborate e personaggi destinati a raccogliere l’eredità del killer.
Saw 2004 - L’inizio della trappola che cambiò l’horror moderno
Il primo film resta ancora oggi il più sorprendente. Due uomini si risvegliano incatenati in un bagno lercio senza sapere perché. Sul pavimento un cadavere, una pistola e una serie di cassette registrate che li costringono a partecipare a un gioco perverso orchestrato da Jigsaw. L’idea geniale del film non era soltanto la brutalità delle trappole, ma il modo in cui trasformava la sofferenza fisica in un perverso percorso morale. Kramer non si considera un assassino: secondo la sua filosofia le vittime hanno sempre una possibilità di salvarsi ma solo attraverso il dolore, il sacrificio e la consapevolezza del valore della vita.
Con pochissimi mezzi, il film costruiva una tensione crescente culminata in uno dei finali più iconici dell’horror moderno. La rivelazione del “cadavere” al centro della stanza accompagnata dalle note di “Hello Zepp”, iconico tema dell’intera saga composto da Charlie Clouser, è diventata un momento cult assoluto, replicato e reinterpretato nei capitoli successivi senza mai perdere completamente il proprio impatto.
Saw II - Il gioco si espande
Il successo inatteso portò rapidamente alla realizzazione di Saw II, girato in tempi strettissimi ma capace di espandere l’universo della saga in modo intelligente. Questa volta non c'è una coppia intrappolata, ma un intero gruppo di individui rinchiusi in una casa disseminata di trappole mortali. Parallelamente il detective Eric Matthews cerca di catturare Jigsaw, trovandosi però coinvolto in un gioco psicologico molto più grande di lui.
Il secondo capitolo amplia enormemente la figura di Kramer. Se nel primo film era quasi una presenza invisibile, qui diventa il centro della scena: parla, provoca, manipola e spiega parte della propria filosofia. Saw II inizia anche a costruire quella continuità narrativa che renderà il franchise diverso da gran parte degli horror seriali dell’epoca. I collegamenti con il primo episodio sono continui e il finale dimostra ancora una volta quanto la saga ami giocare con il tempo, la percezione e l’inganno.
Saw III: dolore, vendetta e follia
Con Saw III la serie compie un ulteriore passo avanti verso territori ancora più cupi e disturbanti. John Kramer è ormai consumato dal cancro al cervello e costretto a letto, ma continua a dirigere i suoi giochi attraverso Amanda Young, sopravvissuta del primo film diventata sua seguace. Parallelamente un uomo devastato dalla perdita del figlio viene trascinato in un percorso costruito per costringerlo a confrontarsi con il desiderio di vendetta.
Saw III accentua in maniera evidente l’aspetto gore della saga, introducendo alcune delle trappole più brutali e memorabili dell’intero franchise. Ma è anche il capitolo che approfondisce maggiormente il rapporto tra Kramer e Amanda, mostrando come la filosofia di Jigsaw possa essere interpretata e deformata da chi decide di ereditarne il ruolo. Dietro il sangue e le mutilazioni emerge il lato tragico di personaggi ormai incapaci di distinguere redenzione e follia.
Saw IV: l’eredità di Jigsaw
Saw IV raccoglie le conseguenze di tutto ciò che era accaduto nei film precedenti e trasforma definitivamente la saga in un gigantesco puzzle narrativo. Il film si apre con l’autopsia di Jigsaw, morto alla fine del terzo episodio, ma la sua presenza continua a dominare ogni evento. Attraverso flashback e nuovi giochi mortali vengono svelati dettagli fondamentali sul passato di John Kramer, sulle origini delle sue trappole e il modo in cui il suo pensiero sia destinato a sopravvivere oltre la morte.
Saw IV rappresenta il momento in cui la saga smette definitivamente di essere soltanto una serie di torture elaborate e diventa un universo narrativo interconnesso, dove ogni dettaglio può avere conseguenze nei capitoli successivi. È anche il film che sancisce definitivamente l’idea centrale del franchise: Jigsaw può morire, ma la sua eredità continuerà a vivere attraverso chi sceglierà di portarne avanti l'opera.

Saw Film Collection - Versioni Theatrical e Director's Cut
Rivisti oggi, i primi quattro film mostrano l’evoluzione di una saga che ha segnato profondamente il cinema horror degli anni 2000. Non soltanto per la violenza esplicita o per le invenzioni sadiche delle trappole, ma per la capacità di costruire un intreccio sempre più ambizioso attorno a uno dei villain più riconoscibili del cinema contemporaneo. Il box Plaion permette così di tornare alle origini di un fenomeno che, nel bene e nel male, ha ridefinito il concetto stesso di horror seriale moderno.
I film sono presentati con montaggi diversi, eccetto il primo film, dove il disco 4K e 2K offrono sempre la “Director's Cut”, dicitura che negli anni ha creato parecchia confusione tra gli appassionati. Qui vale la pena un approfondimento sulla questione.

A differenza per esempio di Saw III, che possiede versioni realmente molto diverse tra loro, il primo Saw non ha una vera Director’s Cut radicalmente alternativa alla Theatrical uscita in sala nel 2004. Le edizioni Home Video americane contribuirono alla circolazione di una variante “Unrated/Uncut”, poi ribattezzata in alcuni mercati proprio “Director’s Cut”.
Le differenze sono limitate ma presenti: qualche dettaglio gore più esplicito, inquadrature alternative durante la mutilazione del Dr. Gordon, piccoli cambi di montaggio e leggere variazioni nel finale. In alcuni casi certe scene risultano persino leggermente più corte rispetto alla theatrical, motivo per cui la durata resta praticamente identica. La nuova edizione italiana di Plaion Pictures Italia e Midnight Factory utilizza proprio questa “Director’s Cut”, ormai diventata il montaggio standard più diffuso del film nel mercato Home Video moderno. I rimanenti film sono visionabili nella versione Theatrical 4K + Director's Cut 2K su disco BD-50 separato. Saw II: Theatrical 93', Director's Cut 95'; Saw III: Theatrical 108', Director's Cut 114'; Saw IV: Theatrical 93', Director's Cut 96'.

Saw Film Collection - Come si vede
Un appunto importante è legato al master di partenza, perché secondo le nostre ricerche i 4K di Saw e Saw II sono stati realizzati partendo da master sempre 4K, i due successivi capitoli da materiale 2K riscalato. Tutti i 4K hanno beneficiato di nuova color con HDR-10/Dolby Vision, avvicinando ulteriormente la visione ai concept originali dei rispettivi cinematographer, con il primo e il quarto riportati con negativo a elevata sensibilità 500 ASA e conseguente immagine granulosa e “ruvida”.
Ad avvicinarsi a un risultato davvero eclatante c'è il primo film, come sempre con ambientazioni cupe e scarsa illuminazione favorite in presenza di schermo OLED, come nel caso del nostro Panasonic Z85 55”. Qui l'HDR ha consentito un'ulteriore rifinitura per luci e colori, per uno spettacolo tutto da gustare fino nei minimi particolari. Al netto di master 4K/2K di partenza, il salto di qualità rispetto alle precedenti edizioni 01/Eagle Pictures è palpabile, con superiore contrasto, con variazioni cromatiche dove per esempio il sangue appare ancora più scuro e denso.

Formato immagine per tutti 1.85:1 (3840 x 2160/24,97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato. Il secondo capitolo resta tecnicamente sulla falsariga del primo, dove probabilmente è stato utilizzato lo stesso negativo 500 ASA, con copiosa grana di fondo per un quadro d'insieme comunque più dettagliato anche in secondo piano. Un gradino sotto III & IV, entrambi riscalati da DI 2K, dove saltano meno all'occhio le differenze con le controparti Full HD, benché l'inferiore compressione dinamica delle luci lasci la sensazione di maggiore vicinanza al girato nativo, con alcuni elementi in secondo piano che scivolano inevitabilmente più in ombra.
Saw Film Collection - Come si sente
DTS-HD Master Audio 5.1 italiano e inglese (16 bit), dove la traccia nostrana presenta comunque alcuni inserti in inglese con sottotitoli. La traccia localizzata offre un ascolto dignitoso, senza particolari guizzi o elementi a suffragio della colonna sonora, specie per i due canali posteriori. Ascolto che dal secondo film in poi alterna transizioni più dinamiche, alimentando i momenti più raccapriccianti. Si sale di coinvolgimento passando all'originale, dove aumenta la spazialità, la ricchezza su ciascun canale discreto e ulteriore profondità del subwoofer. Del resto stiamo parlando di opere che hanno sulle spalle anche oltre 20 anni di vita.

Saw Film Collection - I ricchi contenuti speciali
Questa splendida edizione da 1000 copie numerate costruisce un archivio estremamente completo dedicato all’universo di Jigsaw. Gli otto dischi inclusi nel cofanetto raccolgono infatti commenti audio storici, making of, comparazione tra storyboard e girato finale, featurette e materiali retrospettivi che permettono di seguire l’evoluzione della serie dall’interno. Oltre 5 ore di materiale che documenta la sorprendente crescita produttiva di una serie passata nel giro di pochi anni da piccolo horror indipendente a fenomeno globale capace di ridefinire il torture movie moderno.
Saw
Sul disco UHD troviamo 2 commenti audio: il primo con il regista James Wan, lo sceneggiatore e protagonista Leigh Whannell e Cary Elwes, il secondo con i produttori Marc Burg, Gregg Hoffman e Oren Koules. Il Blu-ray 2K aggiunge invece la parte più corposa degli extra a partire dal documentario “Game Changer: L’eredità di SAW”, dedicato all’impatto culturale del film sull’horror moderno. Presenti anche il cortometraggio originale che diede vita al progetto, il making of “Hacking Away at SAW”, approfondimenti dedicati a Billy il Pupazzo e una sequenza alternativa in storyboard.

Saw II
Il disco UHD include 3 commenti audio differenti, compresi quelli del regista Darren Lynn Bousman, di Donnie Wahlberg e dei produttori esecutivi Wan e Whannell. Il Blu-ray 2K approfondisce ulteriormente il dietro le quinte con interviste retrospettive a Bousman e Tobin Bell, documentari sulla lavorazione, focus sugli oggetti di scena e storyboard dedicati ad alcune delle trappole più iconiche del film, dalla fornace alla celebre “needle pit”.
Saw III
Sul disco UHD 3 differenti commenti audio che coinvolgono regista, produttori, direttore della fotografia e montatore storico della saga Kevin Greutert. Sul Blu-ray 2K trovano spazio featurette dedicate all’evoluzione del personaggio di Amanda, la costruzione delle trappole e il processo di scrittura e regia del film. Materiali che mostrano molto bene come, a partire da questo episodio, la saga stesse diventando sempre più complessa sia dal punto di vista tecnico che narrativo.
Saw - 4 Film Collection Edizione limited 1000 copie Plaion Pictures
Saw IV
Disco UHD con 2 commenti audio al film, con Darren Lynn Bousman e l’attore Lyriq Bent, l’altro con i produttori della serie. Sul Blu-ray 2K diversi contributi retrospettivi tra cui “Fine dei Giochi” e “Il lavoro continua”, nei quali Bousman e Tobin Bell ripercorrono l’evoluzione della saga e il peso crescente del personaggio di John Kramer nell’immaginario horror contemporaneo. Completano il materiale il diario di produzione del regista, focus sugli oggetti di scena, una scena tagliata e perfino il videoclip musicale degli X Japan.
Per tutti, le seconde e terze linee di commento sono in originale senza sottotitoli in italiano, il resto dei materiali sono sottotitolati.
Il box include 4 cartoline con artwork dai poster originali e un poster A4 con creatività originale legata al franchise realizzata da Paolo Barbieri.
Rating: Tutti
Nazione: USA
Voto
Redazione

Saw (2004)
La Plaion Pictures ripropone i primi quattro Saw in un cofanetto a tiratura limitata numerata 1000 copie che racconta l’evoluzione della saga da thriller-horror claustrofobico a universo narrativo dominato dall’eredità di Jigsaw. Le edizioni 4K HDR/Dolby Vision migliorano contrasto e resa visiva, mentre i dischi includono versioni Theatrical/Director’s Cut e numerosi contenuti speciali, offrendo una delle raccolte Home Video più ricche dedicate al celebre franchise horror.


