Ys X: Proud Nordics — Recensione: la versione definitiva che Falcom doveva fare subito
Nihon Falcom amplia, rifina e corregge ogni limite di Ys X: Proud Nordics è un action JRPG più profondo, più bello e più completo — con un solo, pesante difetto.

Con Ys X: Proud Nordics, Nihon Falcom torna a mettere mano a uno dei capitoli più interessanti e atipici dell’intera saga di Ys, proponendo una versione espansa, rifinita e decisamente più ambiziosa rispetto all’originale. Non si tratta di una semplice riedizione o di una remaster pigra, ma di una sorta di edizione definitiva, pensata per valorizzare al massimo l’esperienza su hardware attuale e, soprattutto, per correggere alcuni limiti strutturali emersi con il lancio iniziale.
Ys X è stato, fin dal suo annuncio, definito come un capitolo atipico e fuori dagli schemi, introducendo un nuovo sistema di combattimento, doppio protagonista fisso, ambientazione nordica fortemente ispirata a miti e leggende vichinghe, e un world design che spingeva più sull’esplorazione marittima che sul classico backtracking terrestre. Proud Nordics prende quella base e la espande in ogni direzione, rendendo il gioco più rifinito, più denso e, in definitiva, più rappresentativo di ciò che Falcom voleva creare fin dall’inizio.
Questa nuova versione non nasce solo per attirare nuovi giocatori, ma anche e soprattutto per convincere chi aveva già giocato Ys X a tornare a solcare i mari del Nord.
E, come vedremo, le motivazioni non mancano.

Una narrativa più matura: Adol, Karja e le isole Obelia
La trama di Ys X: Proud Nordics si colloca cronologicamente dopo gli eventi dei primi capitoli della saga, seguendo ancora una volta Adol Christin, il leggendario avventuriero dai capelli rossi, qui più giovane e inesperto rispetto alle sue incarnazioni più mature. Il contesto narrativo è quello delle isole Obelia, un arcipelago battuto da mari gelidi, popolato da clan nordici, mercanti, pirati e creature misteriose legate a un’antica minaccia.
Elemento centrale della narrazione è il rapporto tra Adol e Karja Balta, guerriera normanna appartenente a una delle fazioni dominanti dell’arcipelago. A differenza di altri compagni di avventura della serie, Karja non è una semplice spalla narrativa, ma è un personaggio forte, carismatico, spesso in contrasto con l’idealismo di Adol. Il loro rapporto, inizialmente forzato, cresce lentamente, alternando scontri ideologici, fiducia reciproca e momenti di sincera complicità.
Proud Nordics amplia sensibilmente il comparto narrativo rispetto all’originale. Le nuove scene, i dialoghi aggiuntivi e le quest secondarie inedite rendono il mondo più credibile e stratificato. Le fazioni locali non sono più solo comparse funzionali al gameplay, ma assumono un peso politico e culturale più marcato. Le tensioni tra i clan, il ruolo dei Normanni come “forza destabilizzante” e il mistero che aleggia sulle creature chiamate Griegr vengono narrati e scoperti con maggiore calma e profondità.
Non siamo di fronte a una storia rivoluzionaria e stravolgente, ma la scrittura è più matura rispetto ad altri capitoli della saga. Falcom dimostra di saper raccontare un viaggio di formazione che non passa solo dallo scontro con il male, ma anche dal confronto tra culture, visioni del mondo e responsabilità personali.

Il Duo Mode si affina: combattimento, esplorazione navale e progressione
Il gameplay resta il cuore pulsante di Ys X, e Proud Nordics interviene in modo deciso su quasi ogni suo aspetto. Il sistema di combattimento è ancora basato sul Duo Mode, che permette di controllare contemporaneamente Adol e Karja, alternandoli o facendoli agire in sinergia. La grande novità rispetto al passato non è tanto il concetto, quanto la sua rifinitura.
I combattimenti risultano più reattivi, leggibili e strategici. Il parry e la guardia condivisa sono stati ribilanciati, rendendo meno punitivi gli scontri iniziali ma più tecnici quelli avanzati. Le abilità speciali ora hanno animazioni più chiare e un feedback visivo migliore, permettendo al giocatore di leggere meglio il campo di battaglia anche nelle fasi più concitate.
L’esplorazione marittima, uno degli elementi più discussi dell’originale, è stata notevolmente migliorata. La nave risponde meglio ai comandi, le battaglie navali sono più dinamiche e meno ripetitive, e le attività secondarie legate alla navigazione risultano più varie. Le isole offrono dungeon meglio costruiti, con puzzle ambientali più intelligenti e meno basati sulla semplice reiterazione di meccaniche.
Anche la progressione dei personaggi beneficia di alcuni aggiustamenti importanti. L’albero delle abilità è più flessibile, permette build leggermente più personalizzabili e incentiva la sperimentazione. Le nuove abilità introdotte in Proud Nordics non stravolgono il sistema, ma lo arricchiscono quel tanto che basta per renderlo più profondo e gratificante nel lungo periodo.
In generale, il gameplay di Ys X: Proud Nordics riesce finalmente a trovare un equilibrio solido tra azione pura e strategia, senza sacrificare la velocità che da sempre caratterizza la serie.

Su Switch 2 e PS5: grafica, frame rate e colonna sonora riarrangiata
Su Nintendo Switch 2, Proud Nordics mostra chiaramente i muscoli. Il salto tecnico rispetto alla versione precedente è evidente fin dai primi minuti di gioco. La risoluzione è più alta, il frame rate più stabile e la distanza visiva nettamente migliorata.
I modelli dei personaggi sono più dettagliati, le texture più pulite e l’illuminazione dinamica dona maggiore profondità agli ambienti. I mari del Nord risultano più credibili, con effetti particellari migliorati, onde più naturali e riflessi che contribuiscono all’atmosfera fredda e ostile dell’ambientazione.
Anche il comparto sonoro beneficia di un trattamento di favore. Le musiche, da sempre punto di forza della saga, tornano in versioni riarrangiate o con nuovi brani inediti che mescolano rock a sonorità nordiche. Il sound design è più ricco, soprattutto durante le battaglie navali e gli scontri contro i boss.
Il risultato è un’esperienza che, pur non raggiungendo i livelli produttivi dei tripla A più famosi e blasonati, rappresenta comunque uno dei migliori esempi di JRPG action su Switch 2.

Quasi perfetto: i limiti che ancora pesano su Ys X
Ys X: Proud Nordics è, senza mezzi termini, la versione che Ys X avrebbe dovuto essere fin dal primo giorno. Falcom ha lavorato sodo sotto ogni aspetto, limando gli spigoli e potenziando i punti di forza, confezionando un action JRPG solido, coinvolgente e finalmente all’altezza del nome che porta.
Vero è anche che troveremo una struttura che alla lunga risulta ancora oggi essere un pò ripetitiva e con alcune meccaniche che, pur se implementate, sono meno profonde rispetto ad altri capitoli, ma il problema più grande che pesa come un macigno, è la totale assenza della localizzazione in italiano.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

Ys X: Nordics
In definitiva, Ys X: Proud Nordics è la scelta migliore per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo capitolo della saga ed un ritorno consigliato anche per i veterani. Non rivoluziona la serie, ma ne consolida le fondamenta, dimostrando ancora una volta perché Ys continui a essere una delle saghe action JRPG più longeve e rispettate del panorama videoludico giapponese.


