Halo: Campaign Evolved, recensione del remake di un classico

Master Chief torna in un remake rispettoso dell'originale

Halo: Campaign Evolved, recensione del remake di un classico
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Tornano tutti: una volta erano gli ex fidanzati, oggi sono i videogiochi di successo, destinati a riapparire ciclicamente sotto nuove vesti. Che sia remake o remastered, non c’è un grande classico, un successo commerciale o una riscoperta tardiva che sia sfuggito a questa regola. Nel caso di Halo: Combat Evolved siamo già al secondo ciclo di questo loop. Risale infatti al 2011 la precedente remastered, Halo: Combat Evolved Anniversary, che avrebbe fatto poi da apristrada alla Halo: The Master Chief Collection, raccolta rimasterizzata dell’intera saga (o quasi). 

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Con un ulteriore decennio abbondante sul groppone dell’avventura originale di Master Chief è arrivato dunque i momento per Microsoft di rinfrescare la leggenda della sua icona più grande con una nuova narrazione delle sue origini, riscrivendole dalle fondamenta. Se infatti Halo: Combat Evolved Anniversary riproponeva il gioco per la prima Xbox nella sua forma originale (addirittura anche dal punto di vista grafico con la possibilità di passare istantaneamente tra due differenti motori grafici), Halo: Campaign Evolved lo ricostruisce interamente, mattone per mattone, in Unreal Engine 5. 

Un nuovo Master Chief

Come evidente dal titolo, Halo: Campaign Evolved è un remake focalizzato sulla campagna single player dell'originale Halo; resta esclusa dunque la componente multiplayer, o meglio la sua anima competitiva, perché la possibilità di affrontare in co-op tutte le missioni non solo è presente, ma anzi risulta ampliata a 4 giocatori e aperta al cross platform (mentre il couch co-op è consentito solo su console). Il balzo grafico, su Xbox Serie X, è notevole anche rispetto alla nuova grafica della remastered (comunque vecchia di 15 anni), ma alterna scenari parecchio suggestivi ad altri meno di impatto. 

Halo: Campaign Evolved, recensione del remake di un classico

Non siamo di fronte a un remake grafico come quello ammirato poche settimane fa su Assassin's Creed Black Flag Resynced, per intenderci, ma l’Unreal Engine 5 fa nel complesso un buon lavoro e soprattutto non subisce cali nel framerate nemmeno nelle situazioni più concitate, in cui è chiamato a gestiscere una gran abbondanda di effetti particellari e fisici di diverse deflagrazione in rapida successione. In qualche modo, però, l'aspetto grafico di Halo: Campaign Evolved paga indirettamente la scelta filologica compiuta dagli Halo Studios nel mantenere quasi intatto il look del titolo originale, necessariamente più spoglio rispetto a quanto siamo abituati oggi. Se dunque l'intero gioco originale (seppur ricostruito e rimodellato in ogni suo elemento nel nuovo motore grafico) è ancora interamente presente in Halo: Campaign Evolved, ciò non significa però che non manchino le novità. 

Master Chief è sempre lui 

La novità più sgargiante di Halo: Campaign Evolved è rappresentata senza dubbio dalla nuova missione, che amplia la storia di Master Chief portandolo insieme al Sergente Johnson a esplorare le viscere di un vascello Covenant. Più di un prologo, un punto di collegamento tra Halo: Combat Evolved e Halo: Campaign Evolved, un’introduzione alle piccole variazioni al gameplay che differenziano ramake e fonte di ispirazione. Intanto si scatta, premendo lo stick sinistro, come ormai siamo abituati e come invece non accadeva nell’originale. E poi la barra della salute a ricarica. Ammodernamenti, forse indispensabili considerate le abitudini di gioco dell’odierna community di Halo, che senza dubbio influiscono positivamente sul gameplay rendendolo più fresco, per merito anche di tutta un’altra serie di piccole e meno evidenti migliorie che riguardano la posizioni dei nemici, i loro tempi di attacco e tanti altri dettagli necessari a far funzionare il nuovo approccio. Del tutto nuove invece sono le scene di intermezzo, ricostruite anche qui con un approccio filologico, senza però rinunciare alla spettacolarità o a un nuovo doppiaggio, utilizzato per altro anche per introdurre nuove linee di dialogo in-game che chiariscono meglio gli obiettivi assegnati. 

Halo: Campaign Evolved, recensione del remake di un classico

Halo, però, è passato alla storia soprattutto per il suo approccio rivoluzionario al FPS, con le sue battaglie in vaste vallate che offrivano fantasiose varianti tattiche e strategiche, alimentate dalla IA per nulla banale dei nemici. E questo torna tutto intatto in Campaign Evolved, anzi forse ancora più liscio e rifinito che mai, insieme a una difficoltà media ben più alta dello standard a cui siamo oggi abituati. Ma tornano anche (sempre per l'approccio filologico) il backtracking e le lunghe sezioni in interni tutti uguali che poco aiutano l'orientamento. Ma tutto ciò è di fatto solo un antipasto della modalità Campaign Remix che consente, dopo aver scovato almeno tre teschi, di applicare all'intera campagna una lunga serie di modificatori, più o meno influenti sul gameplay, per adattare ogni partita ai propri gusti.

Sul versante tecnico infine il lavoro svolto è buono, al netto di qualche sbavatura (su Series X si rileva un po' dinstuttering stranamente durante le scene d'intermezzo), estesa purtroppo anche al sistema di salvataggio che in più di un'occasione ha cristallizzato l'ultimo checkpoint qualche frazione di secondo prima di una morte certa, costringendoci a ripetere intere sezioni. 

Halo: Campaign Evolved

Versione Testata: Xbox Series X

8

Voto

Redazione

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Halo: Campaign Evolved

Halo: Campaign Evolved è un buon remake, che aggiorna un caposaldo dello shooter console ai tempi odierni, senza snaturarlo e con un'abbondante dose di rispetto del materiale originale. Forse si sarebbe potuto osare un po' di più, sistemando anche quei passaggi che oggi risultano un po' troppo ripetitivi, ma ha prevalso la volontà di conservare ed è comprensibile. Visivamente il lavoro svolto è buono, ma non eccezionale come visto altrove di recente. Qualche piccolo bug e qualche problemino nel sistema di salvataggio risultano ancora da sistemare.