Chad Powers Stagione 2 — Recensione: Glen Powell cresce, si ride meno ma si riflette di più
La seconda stagione di Chad Powers arriva su Disney+ il 3 settembre con tutti e sei gli episodi: meno commedia pura, più tensione, segreti e personaggi che finalmente crescono. Glen Powell convince ancora nel doppio ruolo di Russ e Chad.
Grazie a Disney+ abbiamo avuto modo di vedere in anteprima tutti gli episodi della seconda stagione di Chad Powers, la serie con Glen Powell nei panni di Russ Holliday e del suo improbabile alter ego. La nuova stagione arriverà su Disney+ il 3 settembre con tutti e sei gli episodi.
Per capire da dove riparte la storia, serve un piccolo passo indietro. Russ Holliday era un promettente quarterback professionista, la cui carriera era stata distrutta da un grave errore. Anni dopo, deciso a tornare in campo, sceglie di nascondere la propria identità e inventa Chad Powers, un giovane talento sopra le righe che riesce a entrare nei South Georgia Catfish. Accanto a Glen Powell ritroviamo Perry Mattfeld nei panni di Ricky, Quentin Plair come Coach Byrd, Wynn Everett come Tricia Yeager, Frankie Rodriguez come Danny e Steve Zahn nel ruolo di Coach Jake Hudson.
La prima stagione costruiva la propria forza soprattutto sulla comicità e sull'assurdità del travestimento, giocando continuamente sulla bugia che Russ doveva mantenere per poter continuare a vivere come Chad. Ma, dietro le risate, iniziavano già a nascere rapporti destinati a diventare sempre più importanti.
Ed è proprio da questi rapporti che parte una seconda stagione decisamente diversa.
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Un cambio di tono: Chad Powers 2 sceglie la profondità sulla risata
Se la prima stagione era principalmente una commedia costruita sulla situazione assurda e sulla doppia identità e sul travestimento di Chad, questa seconda parte allarga parecchio il proprio raggio d'azione.
Si ride meno, questo lo si capisce sin da subito, ma non significa che manchino i momenti esilaranti. Semplicemente, la comicità non è più l'unico motore della storia. A questa si aggiungono momenti di tensione, azione e riflessione, mentre le relazioni tra i personaggi diventano molto più profonde e, soprattutto, complicate.
La bugia di Russ continua naturalmente a essere centrale, ma questa volta le conseguenze diventano più pesanti. Ogni rapporto sembra costruito su qualcosa che non viene detto, su una verità nascosta o su una scelta che prima o poi dovrà essere affrontata.

Quando Chad diventa più reale di Russ: l'evoluzione del doppio ruolo
L'aspetto più interessante rimane comunque il rapporto tra Russ e Chad.
Quello che era nato come un semplice espediente per tornare a giocare a football comincia a trasformarsi in qualcosa di molto più personale. Chad non è più soltanto il personaggio che Russ interpreta, poiché ha costruito amicizie, legami e sentimenti propri.
Russ si ritrova quindi sempre più condizionato dall'identità che ha creato. E mentre cerca di proteggere il proprio segreto, deve anche fare i conti con quello che Chad rappresenta realmente per lui.
È qui che la serie trova una dimensione più matura, senza perdere completamente quella leggerezza che aveva caratterizzato la prima stagione.
Segreti, bugie e colpi di scena: la stagione che alza la posta
La seconda stagione aumenta anche la componente narrativa. I rapporti tra i personaggi diventano più intensi, le bugie si moltiplicano e i segreti iniziano progressivamente a venire fuori.

Non manca la tensione e, soprattutto, non manca la voglia di sorprendere. La storia inserisce più di un colpo di scena, alternando momenti di azione a situazioni più intime e personali. Le persone iniziano a mostrare il loro vero volto e alcune dinamiche cambiano proprio quando sembrava che tutto fosse ormai definito.
Il football rimane naturalmente la base della serie, ma questa volta è soprattutto lo sfondo sul quale si muovono personaggi che hanno molto più da perdere rispetto alla stagione precedente.
Voto
Redazione

Chad Powers Stagione 2 — Recensione: Glen Powell cresce, si ride meno ma si riflette di più
Chad Powers – Stagione 2 ci è piaciuta e ci ha soddisfatto proprio perché non prova semplicemente a ripetere la formula della prima.
È una stagione nella quale si ride meno, ma si riflette di più. Ci sono più interazioni tra i personaggi, rapporti che si complicano, momenti di tensione, azione, segreti, bugie e diverse sorprese che accompagnano la storia fino alla conclusione.
Glen Powell continua a funzionare molto bene nel doppio ruolo e, soprattutto, riesce a rendere credibile l'evoluzione di un personaggio che ormai non può più essere considerato soltanto una maschera.
La prima stagione puntava maggiormente sulla comicità. La seconda sceglie invece di far crescere i suoi protagonisti e di mettere alla prova i legami costruiti fino a questo momento. Il risultato è un prodotto più maturo, forse meno immediato, ma comunque piacevole e capace di offrire qualcosa di diverso.














