Springsteen - Liberami dal Nulla: recensione del film in 4K
Girato nativo 4.6K, Dolby Digital Plus 7.1, ATMOS, DTS-HD MA 24 bit per l'audio e un bel making-of

Raccontare la vita di una leggenda della musica non è mai semplice, soprattutto quando si sceglie di concentrarsi su uno dei momenti più difficili del suo percorso artistico e personale. Diretto da Scott Cooper, Liberami dal nulla sceglie una strada in salita: nessun racconto celebrativo del mito, ma illuminare la scena su un passaggio fragile e profondamente umano.
Il film prende forma attorno alla nascita dell'album Nebraska, uno dei lavori più particolari della carriera del Boss. Pubblicato nel 1982, nacque in modo quasi intimo: registrato con mezzi essenziali e lontano dalle produzioni monumentali che avevano caratterizzato altri momenti della sua carriera. Tale dimensione diventa anche il tono del film, che mantiene un ritmo misurato e spesso malinconico.
Il Boss come non si era mai visto
Cooper evita il classico schema del biopic musicale pieno di concerti e momenti iconici. Qui la musica è presente ma parte della narrazione, senza dominarla. Al centro della storia i pensieri e le inquietudini di un artista che attraversa una fase emotiva complicata, segnata da depressione e una profonda sensazione di smarrimento. In un contesto in cui l'artista guardandosi allo specchio non apprezza più di tanto ciò vi è riflesso, l'avventura creativa di Nebraska assume un significato particolare.
Le canzoni diventano una forma di elaborazione personale, quasi un modo per mettere ordine nei pensieri meno luminosi. Il film suggerisce che quell’album non sia soltanto un passaggio artistico, ma anche una tappa fondamentale nel percorso con cui Springsteen ha iniziato ad affrontare il proprio equilibrio interiore.

Gran parte della riuscita del film passa dall’interpretazione di Jeremy Allen White, che restituisce un ritratto sorprendentemente intenso del musicista. L’attore lavora molto sui silenzi, gli sguardi e i piccoli gesti, costruendo un personaggio che comunica più attraverso le pause che con le parole. Il risultato è una presenza scenica fragile e credibile, lontana da ogni imitazione caricaturale.
Accanto a lui si distingue anche Jeremy Strong, nel ruolo del manager Jon Landau. Il rapporto tra i due personaggi diventa uno degli elementi più interessanti del film: equilibrio tra guida professionale e sostegno umano che evita i cliché tipici delle storie ambientate nell’industria musicale.

In definitiva Deliver Me From Nowhere non punta sullo spettacolo o la celebrazione nostalgica, opera più indicata ai fan del Boss che a quelli dell'ultima ora o coloro interessati a un più ampio biopic stile Rocketman o Bohemian Rhapsody. È piuttosto un ritratto introspettivo di un artista nel momento in cui dovette confrontarsi con i propri limiti. In mezzo a dubbi, vulnerabilità e ricerca personale, la nascita di Nebraska emerge come simbolo di un passaggio fondamentale: quello in cui la creatività fu anche forma di salvezza, in forma di 4 piste analogiche.
Springsteen - Liberami dal Nulla 4K: come si vede
Girato digitale a risoluzione nativa 4.5K (Arri Alexa 35) e completato su master 4K da cui si è partiti per la creazione dell'edizione UHD 20th Century Studios. Produzione centralizzata statunitense dedicata anche al mercato europeo. Formato immagine originale 2.39:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-66 doppio strato. Elementi in bianco e nero e colore tra passato e presente, dettaglio elevato anche in secondo piano e sensazione di essersi avvicinati all'operato del cinematographer Masanobu Takayanagi (Hostiles, State of Play, The Eagle, tra i tanti).

Ciò ha consentito di invigorire le riprese con toni colore pastosi che ben si fondono con elementi scenografici a cavallo tra fine '70 e inizio '80. Solidità raramente disturbata da inferiore tenuta nelle sfumature in background in assenza di luce piena. Neri quasi sempre profondi e convincenti, per uno spettacolo di tutto rispetto.
Springsteen - Liberami dal Nulla 4K: come si sente
Offerta audio buona per l'italiano, con Dolby Digital Plus 7.1 (1024 kbps), che apre su una scena narrativa tra musica, dialoghi e una colonna sonora mai realmente invasiva. Facendo peraltro la voce grossa subito nel prologo, con Born to Run dal vivo nel corso dell'ultima data del tour nordamericano per The River. La presenza di un impianto multicanale favorisce piacevoli sensazioni di immersività narrativa, anche quando in scena ci sono solo dialoghi dal centrale o una sola chitarra.
Springsteen Liberami dal nulla - Edizione 4K
Passare all'originale consente una sostanziale apertura all'intero soundtrack, con i dialoghi in inglese che aggiungono ulteriore enfasi, illuminando ancor di più la scena: Dolby TrueHD 7.1.4 e oggetti ATMOS per l'UHD, DTS-HD Master Audio 7.1 ( sempre 24 bit) per la controparte su BD-50 2K, con il DD Plus 7.1 italiano meno efficace (754 kbps).
Springsteen - Liberami dal Nulla 4K: dietro le quinte
Il BD-50 include un unico extra: making of (34') diviso in 4 parti con focus sulla produzione, immagini dietro le quinte e interventi di parte di cast e troupe. Sottotitoli in italiano.
Durata: 123'
Nazione: Stati Uniti
Voto
Redazione

Springsteen: Liberami dal Nulla
Intimo ritratto del Boss in uno dei momenti più difficili tra vita e carriera e la genesi di Nebraska. Uno spettacolo tecnico di eccellenza specie per la parte video e un bel dietro le quinte di circa 34' minuti sulla produzione.


