Addio a Pino Colizzi, voce iconica del cinema
Tra le interpretazioni più carismatiche quella di Martin Sheen in Apocalypse Now

La scomparsa di Pino Colizzi riporta al centro dell’attenzione un’arte tutta italiana: il doppiaggio come interpretazione, non semplice traduzione. Formatosi all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, Colizzi ha attraversato teatro, televisione e sala di registrazione con la stessa autorevolezza costruendo uno stile riconoscibile, colto e profondamente umano.
Tra le voci più belle che hanno fatto la storia del Cinema

Il suo timbro elegante ha accompagnato alcune delle performance più celebri del cinema americano. Ha dato voce a Robert De Niro ne Il Padrino parte II, restituendone lo stratega e uomo d'onore con misura magistrale. Ha dato intensità e ironia a Jack Nicholson ne L'onore dei Prizzi, mentre con Michael Douglas in Black Rain - Pioggia sporca (foto sotto) ha modulato rabbia e cinismo con raffinata precisione.
Indimenticabile anche il suo lavoro su Christopher Reeve nei 3 Superman, dove seppe equilibrare eroismo e vulnerabilità. La sua voce resta scolpita tra le pietre miliari del Cinema, come quella data a Richard Gere ne I giorni del cielo, Jeff Goldblum in Terrore dallo spazio profondo, Alain Delon in Per la pelle di un poliziotto, Warren Beatty in Reds e Martin Sheen in Apocalypse Now (foto sopra) solo per citarne alcuni.

Colizzi non si limitava a “prestare” la voce: la cesellava attorno all’attore, rispettandone il respiro e amplificandone le sfumature. Anche dopo il ritiro dal doppiaggio attivo nel 2010, ha continuato a dirigere e formare nuove generazioni, trasmettendo un’idea alta e artigianale del mestiere.
In un’epoca in cui si celebra giustamente la versione originale, la carriera di Pino Colizzi ricorda quanto il doppiaggio italiano abbia saputo trasformarsi in vera e propria arte interpretativa, capace di lasciare un segno duraturo nella memoria collettiva.


