I Cesaroni - Il ritorno: la settima stagione stasera su Canale5
Claudio Amendola, questa volta anche nelle vesti di regista, torna nella serie ambientata alla Garbatella, tra dolorosi addi e new-entry. I primi due episodi in prima serata.

Una lettera appesa all'albero dei desideri della stazione Termini: a questa missiva ad opera di un bambino si deve il comeback sul piccolo schermo de I Cesaroni, almeno a quanto sostiene il volto storico Claudio Amendola, che per l'occasione siede anche dietro la macchina da presa. Il desiderio di un piccolo spettatore, vero o romanzato che sia, ha fatto così tornare in televisione una delle serie italiane più amate dal grande pubblico, a quasi dodici anni dall'ultima stagione.
La famiglia della Garbatella rifà così la sua comparsa su Canale 5 dal 13 aprile con dodici episodi in sei serate, esattamente due decenni dopo la prima puntata. E lo fa in un momento in cui il revival televisivo è diventato una strategia lucrativa oltre che sentimentale - basti pensare al ritorno di Beverly Hills 90210 su Sky, o a quello di Malcolm su Disney+ - cavalcante quell'effetto nostalgia che dopo gli anni Ottanta e Novanta si appresta ora a rinvigorire anche produzioni del nuovo millennio.

Chi si rivede...e chi no
Una nuova stagione che parte da una premessa tragica anche nella realtà. Antonello Fassari, l'indimenticabile Cesare Cesaroni, è infatti scomparso nell'aprile 2025, proprio mentre le riprese erano prossime all'inizio. L'intera settima stagione è dedicata a lui, con l'affiato nostalgico che si tinge così di ulteriori sfumature, ritrovandosi a fare i conti con l'assenza irreversibile di chi incarnava alcuni di quei personaggi ormai familiari nelle case di molti italiani.
Di assenze a dire il vero ve ne sono parecchie, anche se fortunatamente in questo caso gli attori mancanti sono vivi e vegeti. Mancano figure chiave come Elena Sofia Ricci, Alessandra Mastronardi, Micol Olivieri, Max Tortora: d'altronde anche nelle migliori famiglie reali i conflitti e le divisioni sono all'ordine del giorno, figurarsi in quelle di finzione.

Il personaggio di Giulio, interpretato dallo stesso Amendola, è ancora al centro di tutto, con la bottiglieria storica della Garbatella messa a rischio da difficoltà economiche e dalla decisione del fratello Augusto, un confermatissimo Maurizio Mattioli, di vendere le sue quote. Marco convive con la nuova compagna Virginia, mentre l'arrivo di Marta, la figlia avuta con Eva e cresciuta a New York, rischia di cambiare tutto anche nelle dinamiche scolastiche, con le suggestioni da teen-movie nostrano a emergere timidamente nei primi due episodi. Tra i nuovi ingressi troviamo Ricky Memphis e Lucia Ocone, che portano situazioni inedite, e la guest-star Paolo Bonolis nei gratuiti panni di se stesso.
Il tempo che cambia
Quello che I Cesaroni ha rappresentato nel panorama televisivo tricolore degli anni Duemila è difficile da misurare, soprattutto considerando che la serie era nata come adattamento della spagnola Los Serrano, dalla quale si è progressivamente distaccata sempre più acquistando una propria, caratteristica, fisionomia, fortemente contestualizzata al contesto capitolino.
La Garbatella è diventato il set naturale di un'italianità bonaria e complicata, e in questa settima stagione Amendola cerca di aggiornare il format ai tempi che corrono, finendo però per pagare una certa svogliatezza nell'affrontare effettivamente i cambiamenti di un Paese e di una società profondamente mutati, nel bene e nel male. Il rischio di banalizzare certe tematiche, soprattutto quelle tra i banchi di scuola - che sembrano uscite da un immaginario ormai sorpassato - e di proseguire ciclicamente tra discussioni sentimentali e questioni familiari che sembrano non tener conto del mondo che avanza, rendono quest'antipasto meno lucido e consapevole di quanto potenzialmente auspicabile.

Certamente I Cesaroni - Il ritorno si trova davanti a una doppia difficoltà, ovvero parlare ai fan storici e al contempo cercare di attirarne di nuovi, in un palcoscenico seriale e mediatico assai diverso e assoggettato alle logiche del mercato streaming: basterà l'anima popolare a giustificarne il ritorno o era meglio lasciare il ricordo che fu? Ai posteri e alle prossime puntate l'ardua sentenza.










