Star Trek: Starfleet Academy: promesse e primi amori nell'ultima frontiera
Su Paramount+ sono disponibili i primi due episodi della nuova serie legata all'iconico franchisce fantascientifico, incentrata questa volta su dei giovani cadetti alle prime armi.

Trentaduesimo secolo. A centoventi anni da un evento catastrofico che ha mandato in frantumi la Federazione dei Pianeti Uniti, riducendola a un arcipelago di mondi isolati e diffidenti, la Starfleet Academy riapre finalmente i battenti nello storico campus di San Francisco. È un ritorno dal forte valore simbolico: per la prima volta dopo oltre un secolo, una nuova classe di cadetti si appresta a intraprendere il percorso che ha forgiato leggende come Kirk e Spock, pur consapevole di ereditare un universo molto più fragile e ostile di quello affrontato da cotanti predecessori.
A supervisionare questo delicato nuovo inizio è il Capitano Nahla Ake, al comando della USS Athena, nave stellare che funge anche da Accademia mobile. Mezza Lanthanite, Ake ha vissuto abbastanza a lungo da ricordare la Federazione nel suo periodo di massimo splendore, prima del collasso. Figura eccentrica e poco ortodossa, si rannicchia sulla poltrona di comando come fosse il divano di casa, incarnando una leadership lontana dall’austerità classica della Starfleet.
Il reclutamento più problematico è quello di Caleb Mir, giovane umano e vecchia conoscenza del Capitano. Separato dalla madre Anisha quindici anni prima a causa di una decisione presa proprio da Ake, Caleb accetta di frequentare l’Accademia solo a una condizione: che il Capitano lo aiuti a ritrovare la donna, dispersa da anni. Hacker ribelle dalle spiccate capacità ingegneristiche, il ragazzo dovrà fare i conti con il proprio passato e imparare a integrarsi con gli altri cadetti.

Tra Terra e spazio, tutto può accadere
Star Trek: Starfleet Academy si apre con un voice-over affidato ad Ake, che introduce il contesto di questa nuova diramazione dello storico franchise, ora disponibile su Paramount+ con i primi due episodi. Un progetto che punta ad ampliare i canoni di una saga da sempre piuttosto “abbottonata” nei suoi modus operandi, tentando qui di parlare alle nuove generazioni attraverso protagonisti giovani, ancora in addestramento, e dinamiche che guardano apertamente al racconto high-school, traslate però in un contesto fantascientifico peculiare. Una scelta che rischia di far storcere il naso ai puristi, ma che sulla carta offre tanto potenziale quanto insidie evidenti.

Il primo episodio dedica ampio spazio alla costruzione del rapporto conflittuale tra Caleb e Ake: una dinamica prevedibile nella struttura, ma resa efficace dalle interpretazioni. Holly Hunter, attrice Premio Oscar, è semplicemente irresistibile nel ruolo, mescolando una verve giocosa e quasi svagata a una profonda saggezza maturata attraverso secoli di esperienza e dolore. La sua Ake è una figura stratificata, segnata da scelte passate e determinata a espiare guidando questa nuova generazione di “esploratori” verso un futuro migliore.
Verso l'infinito e oltre?
L’universo narrativo attinge a piene mani dal patrimonio creato da Gene Roddenberry e successivamente ampliato da Alex Kurtzman, qui produttore esecutivo: Klingon, Khionian, Betazoidi, nuove specie come i Dar-Sha e persino esseri olografici popolano un melting pot ancora tutto da esplorare. È presto per capire come verrà sfruttata questa ricchezza nel corso dei dieci episodi previsti, ma già nel primo viene introdotta una minaccia che catapulta rapidamente lo spettatore nel vivo dell’azione. Un avvio sostenuto che lascia poco spazio all’ambientamento, rimandato a una seconda puntata più riflessiva, impegnata a delineare le future dinamiche relazionali.
Il problema principale è che l’attenzione sembra concentrarsi in modo eccessivo su Caleb, con il rischio di relegare gli altri cadetti a semplici comprimari e di rendere fin troppo centrale la storyline legata alla ricerca della madre. A incarnare il possibile villain di stagione troviamo un irriconoscibile Paul Giamatti nei panni di Nus Braka, ibrido Klingon-Tellarite e pirata spietato a capo dei Venari Ral, legione in guerra con la Federazione. Braka condivide un passato complesso con Ake ed è in possesso di informazioni cruciali su Anisha.

Il rischio caricaturale è alto, ma è una sensazione che aleggia sull’intera operazione, apparentemente decisa a proporre qualcosa di nuovo a tutti i costi, senza che le fondamenta narrative risultino ancora del tutto solide. Resta da capire se la serie saprà trovare un equilibrio tra avventura, formazione e dimensione emotiva, gestendo meglio ritmo e coralità. Per ora, il giudizio resta sospeso, in attesa di scoprire cosa ci riservi davvero lo spazio profondo, là fuori, in quell’ultima, leggendaria frontiera.













