Tutto ciò che serve sapere per tornare a seguire la WWE su Netflix
Un ripasso tra i volti vecchi e nuovi della WWE
Benché sia rimasto quasi sempre disponibile via abbonamento tra Sky e Discovery+, il rapporto d’amore tra il wrestling e l’Italia si è interrotto bruscamente nel giugno 2007, a seguito da vicenda che coinvolse in prima persona il celebre e amato wrestler della WWE Chris Benoit. La decisione di Mediaset di interrompere le trasmissioni in chiaro dei programmi della WWE ha avuto come effetto quello di staccare momentaneamente la spina al forte legame che si era creato tra gli spettatori italiani e il wrestling americano, simile per intensità a quello detonato negli anni ‘90 grazie alla Hulkamania e alle telecronache in italoamericano di Dan Peterson.
In realtà, non si è mai trattato di un distacco completo. Le trasmissioni della WWE (la World Wrestling Entertainment, la federazione di wrestling più nota e rilevante al mondo) hanno continuato ad andare in onda in Italia, ma sui canali a pagamento di Sky, riducendo drasticamente il bacino di pubblico. Nonostante ciò, il rapporto tra l’Italia e la WWE non si è mai davvero interrotto: certi amori fanno giri immensi e poi ritornano, come testimoniano i diversi show dal vivo portati in Italia dalla compagnia anche in questi anni di calo di popolarità.

Dal post-pandemia la WWE sta vivendo un periodo rinnovato successo in Europa e il recente ritorno di fiamma per il wrestling in Italia (favorito dal più facile accesso via social o abbonamenti) insieme alla migliore dimestichezza con l’inglese dimostrata dal pubblico italiano negli ultimi house show hanno convinto la compagnia a programmare in Italia un PLE (Premium Live Event), Clash in Turin che si svolgerà a Torino il 31 maggio. Con l’inserimento nel pacchetto Netflix di tutti i programmi WWE, che include quindi non solo le puntate di Raw e SmackDown, ma anche anche NXT e tutti gli altri show inclusi i PLE un tempo a pagamento, è facile immaginare che la popolarità del wrestling sia destinata a risalire dalle nostre parti. Per aiutare un po’ tutti a recuperare il tempo perso, abbiamo preparato uno speciale con tutto ciò che c’è da sapere per riprendere (o iniziare) con la WWE su Netflix.
Che fine hanno fatto John Cena e gli altri?
Come intuibile, essendo passati quasi due decenni, gli atleti dell'epoca hanno abbandonato quasi tutti il ring. Chi da pochissimo, come John Cena che ha celebrato la sua carriera con un tour di addio nel 2025, purtroppo macchiato da una parentesi da heel (cattivo) ben poco riuscito per colpe esterne (ne parliamo nei prossimi paragrafi). Altri, come Triple H che ora è il boss della WWE (ne parliamo meglio sempre tra poco) o The Undertaker, hanno appeso gli stivali al chiodo già da più o meno tempo. Di quella generazione pochi lottatori sono ancora in attività, come Rey Mysterio. Il luchador messicano ora addirittura condivide il ring col figlio Dominik: sì, proprio quello della paternità contesa con il compianto Eddie Guerrero.
Tra i talenti di quel periodo che hanno possono dire la loro sul ring spicca Randy Orton, protagonista del Main Event della prima notte di WrestleMania 42, all'inseguimento del quindicesimo titolo mondiale in carriera. Altri (mi riferisco a Edge e Chris Jericho) sono impegnati con una nuova federazione rivale, la AEW, di cui parleremo tra poco. Due volti che all'epoca, invece, erano parecchio giovani e che, dopo lunghe peripezie, ancora militano nella compagnia sono Cody Rhodes e CM Punk: anche di loro però è il caso di parlarne più avanti.
Che fine ha fatto Vince McMahon?
Gli spettatori della WWE dell’epoca si ricorderanno senza dubbio di Vince McMahon, l’istrionico proprietario della World Wrestling Entertainment che si era ritagliato il ruolo on screen dell’istrionico proprietario della federazione! Il confine tra realtà e fantasia è sempre stato parecchio labile: Vince McMahon ha portato sulle schermo e nelle storyline della sua federazione la figura di un capo burbero e irascibile, in grado di cambiare idea da un minuto all’altro e di umiliare pubblicamente chi osava contraddirlo. Se ricordate, subito prima della morte di Chris Benoit, Vince era addirittura protagonista di una storyline culminata con l’esplosione della limousine su cui era appena salito.
Se quella storyline era sopra le righe, per altro stoppata per celebrare Benoit prima che si sapesse la natura del suo gesto per poi cancellare ogni traccia del lottatore canadese dagli archivi della federazione, il resto della carriera di Vince McMahon non è stato certo più sobrio. Prima ha messo in scena la trama del figlio illegittimo, culminata in un discutibile finale che vedeva coinvolto un lottatore affetto da nanismo. Dopo di che Vince ha chiuso la sua carriera da lottatore attivo facendo pace sul ring con Bret Hart, wrestler con cui aveva chiuso i rapporti, sempre per colpa di un episodio poco piacevole, da più di un decennio.
Dopo essersi lentamente allontanato dalla luce dei riflettori, collezionando comunque sporadiche apparizioni, Vince McMahon ha annunciato il suo ritiro dalla WWE nel 2022, mantenendo però le quote in suo possesso e, tornando al timone del CdA nel 2023. A gennaio 2024 però è stato costretto a dimettersi per la pubblicazioni di alcuni documenti riguardanti la sua condotta ai vertici della compagnia negli anni passati, non però di un’ultima assurda apparizione in diretta TV per ridere dei suoi guai, come se nulla fosse.
Cosa è successo alla WWE?
Nel corso del 2023, la WWE ha trovato un accordo per la propria cessione con Endeavour, la società che possiede la UFC, la principale federazione di arti marziali miste. L’operazione ha portato alla creazione di una nuova società, chiamata TKO Group Holdings, al cui interno convivono UFC e WWE.
Il passaggio di gestione non è stato indolore. Al comando della catena decisionale permane Paul Levesque, in arte Triple H, ex wrestler nonché marito di Stephanie McMahon (la figlia di Vince), ma TKO ha più volte imposto il proprio volere dall’alto nei momenti topici. Per altro, ai vertici di TKO siede The Rock, il quale in più occasioni ha deciso di inserirsi il proprio personaggio nelle storie più importanti, ovviamente con un ruolo di grande rilievo. L'anno scorso ad esempio The Rock ha giocato un ruolo chiave nel passaggio tra i cattivi di John Cena, senza però trovare modo di partecipare al capitolo più importante di quella storyline a WrestleMania.

Anche quest'anno, nel periodo che conduce a WrestleMania, TKO ci ha messo lo zampino, imponendo la presenza di Pat McAfee, influencer che orbita intorno al mondo sportivo, in una delle storyline più importanti. Lo stato di tensione tra le diverse anime della società è evidente, al contempo però sotto TKO è arrivato l'accordo con Netflix che può potenzialmente espandere come mai prima la portata del brand /WWE.
Inoltre, come già accennato, la WWE ha ora una federazione concorrente solida e credibile, come non accadeva da tempo. Si tratta della AEW, All Elite Wrestler, federazione fondata da alcuni wrestler, tra cui Cody Rhodes all’epoca fuori dalla WWE, col supporto di un imprenditore con parecchi capitali e tanta passione per il wrestling. Lo stile della AEW è diverso da quello della WWE, meno focalizzato sull’intrattenimento e più sulla tecnica in ring. Nella battaglia tra le due federazioni la WWE pare ancora solidamente in vantaggio, ma la presenza di un concorrente agguerrito è un segnale che la federazione non può ignorare.
Chi sono i protagonisti in WWE oggi?
Il roster di RAW e SmackDown è più nutrito che mai. I quattro incontri per il titolo di WrestleMania però illustrano bene chi siano le figure di spicco della federazione. Nella divisione femminile, la Women World Champion Stephanie Vacquer ha dovuto difendere il titolo contro Liv Morgan, vincitrice della Royal Rumble, mentre nel roster di SmackDown la titanica WWE Women Champion Jade Cargill ha affrontato la sfidante Rhea Ripley, ormai una veterana nonostante la giovane età.
Nella divisione maschile invece la prima notte di WrestleMania 42 ha visto il già citato Randy Orton all'assalto del titolo di Undisputed WWE Champion del campione in carica Cody Rhodes, figliol prodigo tornato sui suoi passi dopo aver lasciato la WWE anni fa, fondando addirittura la AEW prima lungo il percorso. Nel Main event della seconda notte di WrestleMania 42 è stato invece CM Punk a entrare sul ring da World Heavyweight Champion per affrontare Roman Reigns. Quest'ultimo, interprete di Akuma nel prossimo film di Street Fighter nonché discendente di una numerosa famiglia di wrestler samoani, ha sostanzialmente portato sulle sue spalle la federazione nell'ultimo lustro, ricoprendo i panni del campione cattivo, dominante e manipolatori per oltre 1000 giorni, in una delle migliori storyline mai sviluppate in WWE.
Qual è il momento migliore da cui riprendere?
Idealmente, la risposta dovrebbe essere WrestleMania 42. Storicamente, in questo celebre evento annuale la WWE mette in scena il culmine delle proprie storyline, impacchettate con dei bei video riassuntivi prima delle botte sul ring. Quest'anno però questa tradizione video si è persa, sostituita da una produzione video più scarna, sia per l’invasiva presenza di spot pubblicitari, sia per alcune scelte come il poco tempo riservato all'azione sul ring, rispetto a tutto il contorno (anche le seconda serata in questo senso è stata decisamente meglio, rispetto alla prima).

Per questa ragione dunque, forse il miglior episodio di rientro è quello di Raw successivo a WrestleMania, quello in onda nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 aprile in Italia, in cui storicamente si assiste al “pilot” della nuova stagione, con ritorni, sorprese e l'avvio di nuove rivalità.


