CinemArcord 2026, il cinema del passato è materia viva
Da Orchidea De Santis a Cinzia Monreale, passando per Fantozzi, Urs Althaus e le colonne sonore: due giorni nel cinema che non esce mai di moda
Per due giorni Daste Bergamo ha raccolto una fetta di quel cinema che normalmente sopravvive negli archivi dei collezionisti e nei ricordi degli spettatori. Lo scorso 12 e 13 settembre, la settima edizione di CinemArcord ha portato in città manifesti, locandine, manufatti originali, Home Video, colonne sonore, libri e memorabilia, affiancandoli a un programma di incontri con attori, registi, musicisti e autori.

La mostra-mercato rimane il cuore della manifestazione, ma è difficile considerarla soltanto una fiera del collezionismo. Il programma costruito dagli organizzatori ha infatti messo intorno allo stesso tavolo personalità appartenenti a epoche e territori molto diversi del cinema italiano.

Tra i nomi più attesi c'era Orchidea De Santis, che ha presentato la propria autobiografia Orchidea De Santis… e non è un nome d'arte, realizzata con Antonio Tentori. Protagonista di una lunga stagione del cinema italiano tra gli anni Sessanta e Settanta, l'attrice ha portato a Bergamo una testimonianza diretta di quel mondo. Tantissimi in coda in attesa del firma-copie.
Poster, libri, gadget, colonne sonore e film da collezione

Altro appuntamento particolarmente legato al cinema di genere ha visto protagonista Cinzia Monreale presso lo spazio di Rustblade Records, intervenuta per la presentazione della nuova edizione Home Video di Buio Omega di Joe D'Amato, film nel quale aveva recitato. Qui la fila per un autografo ha battuto il record di questa due giorni cinefila.

Il programma ha poi attraversato la commedia popolare con Urs Althaus, l'Aristoteles de L'allenatore nel pallone, e un omaggio a Fantozzi della domenica. Occasione di incontro tra cinema e musica: alla presentazione del libro Fantozzi, un mito italiano si è aggiunta quella del vinile de Il secondo tragico Fantozzi, con Franco Bixio, Fabio Frizzi e Vince Tempera, autori della colonna sonora.

Non è mancato neppure il rapporto fra cinema e musica, affidato alla band Calibro 35, protagonisti di un incontro sulle colonne sonore e il loro rapporto con l'immaginario cinematografico. La manifestazione ha infine acceso i riflettori su Ciro Ippolito, autore e protagonista di Arrapaho, proiettato a conclusione dell'evento nella sala Lo Schermo Bianco.

CinemArcord continua così a muoversi su un terreno particolare: da una parte gli oggetti che il cinema ha lasciato dietro di sé, dall'altra le persone che quella storia l'hanno costruita. Manifesti, vinili e supporti fisici non diventano quindi soltanto pezzi da collezione, ma punto di partenza per rimettere in circolo storie e memoria. A Bergamo il cinema è tornato così a vivere anche fuori dallo schermo, attraverso chi lo ha fatto e chi continua a conservarne le tracce.



