BioEden – Recensione dello strategico spaziale made in Italy
Bonifichiamo l’universo e ristabiliamo l’ordine cosmico!
L’estate di quest’anno ha fatto registrare una serie di record in tantissime città italiane ed europee con picchi di 40 grandi anche nelle fredde regioni del Nord Europa, segnando di fatto una delle estati più calde di sempre, o parafrasando Homer Simpson, una delle estati più fresche da qui in avanti.
El Nino, non è che l’ennesimo evento legato al cambiamento climatico, uno dei tanti coi quali pian piano stiamo imparando a convivere e che ormai occupano la maggior parte della conversazione pubblica di tutti i giorni.
L’attenzione ai cambiamenti climatici e le sue conseguenze ha fatto sì che queste tematiche entrassero a far parte anche della cultura pop, diventando la base narrativa per film, serie tv, libri e videogiochi.
Ed è seguendo questo filone che nasce BioEden, titolo strategico sviluppato dagli italiani di Broken Arms Games che ci dà l’arduo compito di mettere una pezza ai tanti errori del genere umano e trovare un nuovo pianeta da chiamare casa.
Sorpresa, l’umanità è spacciata. La Trama di BioEden

Tanto per cambiare, la terra versa in condizioni irreparabili a causa dell’impatto umano che ha portato a eventi climatici estremi e ha reso impossibile la vita sul pianeta.
L’umanità, o presumibilmente ciò che ne resta, si è riorganizzata in un ente, il Collettivo, che ha l’obiettivo di trovare un nuovo pianeta dove stabilirsi.
Ci viene assegnato un pianeta disastrato e decisamente non adatto alla vita umana, che dovremo quindi bonificare per permettere una serie di condizioni favorevoli.
Per fare ciò, ci verranno in aiuto le varie gilde in cui si è diviso il collettivo, ognuna con una visione e valori diversi.
La gilda della tecnologia ci proporrà di estrarre quanti più materiali possibile con l’obiettivo di costruire nuovi edifici e strutture che agevolino il ripristino del pianeta.
La gilda della natura invece spingerà per un operato che preveda il minor impatto possibile, quindi una restaurazione del pianeta più lenta e meno aggressiva.
La gilda degli esploratori stuzzicherà la nostra voglia di scoprire quali regioni e aree il pianeta ha da offrire.
La gilda della ricostruzione ci proporrà una visione orientata al riciclo dei materiali, imponendo una maggiore strategia nella priorità da seguire.
La gilda dei mistici invece opterà per un approccio incentrato alla scoperta dei segreti che il pianeta nasconde.
L’approccio e le modalità da seguire saranno comunque gestite dal collettivo che ci guiderà passo passo verso i punti focali della bonifica del pianeta.
Costruisci, ricicla, costruisci di nuovo. Il Gameplay di BioEden

Far sì che il pianeta assegnatoci sia in grado di accogliere gli esseri umani richiederà due fasi: da un lato bisognerà bonificare il pianeta, dall’altro riportare alla vita gli animali che si suppone saranno i primi a passeggiare su quelle terre.
Due compiti per nulla semplici.
La gestione delle specie animali avviene quasi unicamente in delle cupole dove bisogna creare le condizioni ambientali adatte ad ospitare i vari animali e favorirne la riproduzione; il tutto con l’obiettivo finale di rilasciarli liberi sul pianeta.
Ogni specie avrà necessità diverse, che vanno dalla flora presente nella cupola al livello di umidità e la temperatura giusta. Tutti fattori che alzano il livello di strategia nelle fasi più avanzate, quando bisognerà far convivere diverse specie totalmente diverse tra loro, erbivore e carnivore o appartenenti a biomi diversi, sotto lo stesso tetto.
Le cupole e i loro animali non sono altro che l’inizio poiché fuori di esse vi è un mondo pronto a essere salvato.
I pianeti offriranno biomi diversi dotati di risorse e problematiche diverse, a noi starà l’arduo compito di utilizzare queste risorse per risolvere i vari problemi.
Nella gestione del pianeta, BioEden prende le distanze dalla maggioranza dei giochi strategici. Invece di chiederci di creare imperi o città enormi e autosostenibili, BioEden spinge il giocatore a una gestione responsabile delle risorse.
Estrarre i materiali inquinanti aiuta nella bonifica del pianeta, tuttavia dare il via a una costruzione selvaggia e senza pianificazione conduce a un alto livello di impatto ambientale che finisce per portare ad eventi climatici inaspettati e catastrofi naturali.

La parola centrale è "Equilibrio", con il gioco che invita a fare solamente lo stretto necessario.
Ed è nella ricerca di questo equilibrio che emerge una delle meccaniche centrali di BioEden: il riciclo.
Ogni struttura può essere riciclata in qualsiasi momento ridando al giocatore tutte le risorse spese inizialmente per la costruzione.
Una meccanica che nelle prime fasi del gioco richiede una forte attenzione alla gestione delle varie strutture, ma che si tramuta poi in un continuo montare e smontare le varie strutture, eliminando di fatto il livello di sfida, già basso di suo.
L’unico vero elemento di differenziazione e di sfida è nella scelta gilda che si decide di seguire, tuttavia anche il quel caso a un certo punto il loop di gameplay risulta abbastanza ripetitivo poiché gli obiettivi comunicati dal collettivo sono pressoché sempre gli stessi.
Cozy e tanto pastello, il comparto tecnico di BioEden
I ragazzi e le ragazze di Broken Arms Games hanno definito BioEden un Cozy Management Game; una definizione che deriva non solo dalla palette color pastello capace di rilassare chiunque ma anche da una scelta stilistica fatta di forme arrotondate e animali che ricordano quelli reali con l’aggiunta di un pizzico di follia.
Purtroppo le cose belle da dire riguardo il comparto tecnico di BioEden finiscono qui.
Il design generale del gioco non brilla per fantasia, i biomi che si trovano sui pianeti non offrono questa enorme varietà nel game design, offrendo le stesse identiche sfide e necessità e le strutture non hanno alcun guizzo creativo da catturare l’attenzione.

La colonna sonora del gioco risulta troppo ripetitiva e fin troppo cozy e chill, soprattutto quando si gioca in tarda serata.
Una nota positiva da data al doppiaggio, il quale però si riduce a una serie di spezzoni che si contano sulle dita di una mano, quindi decisamente non abbastanza da reggere l’intero gioco.
Quanto è divertente ripulire lo spazio?
BioEden è un gioco che sembra puntare al minimo indispensabile senza osare in nessun aspetto.
Propone elementi e idee già viste nel mondo indie con un contorno di forme rotonde e colorate, offre un gameplay bilanciato che non pone alcuna vera sfida né sul piano strategico che gestionale, tocca una tematica attualissima quale quella del cambiamento climatico lasciandolo però sullo sfondo e senza mai approfondirlo, prova a fare ironia ma non riesce a strappare un sorriso.

Questo non vuol dire che BioEden non possa riuscire a donare qualche ora di intrattenimento, bensì che potrebbe avere qualche problema nell’attirare gli appassionati del genere strategico o i giocatori con qualche titolo sul groppone.
Al contrario, la semplicità nelle meccaniche e il gameplay loop estremamente ripetitivo possono renderlo un’ottima esperienza per chi proviene dal mondo mobile e cerca una porta di ingresso nel mondo degli strategici.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

BioEden – Recensione dello strategico spaziale made in Italy
L’attenzione ai cambiamenti climatici è la base narrativa di BioEden, strategico sviluppato dagli italiani di Broken Arms Games.
Con la Terra ormai irreparabile, il Collettivo ci affida il compito di bonificare un nuovo pianeta per renderlo vivibile, aiutati da diverse gilde con visioni differenti.
Il gameplay richiede di riportare alla vita le specie animali nelle cupole e di gestire il territorio con equilibrio e sostenibilità. La meccanica centrale del riciclo permette di smontare qualsiasi struttura recuperando i materiali spenti, ma questo continuo montare e smontare elimina di fatto il livello di sfida, rendendo il loop di gioco presto ripetitivo.
Sul fronte tecnico, BioEden vanta un’estetica cozy con una rilassante palette color pastello e forme arrotondate. Purtroppo il design generale non brilla per fantasia, i biomi offrono poca varietà, le strutture mancano di guizzo creativo e la colonna sonora risulta fin troppo ripetitiva.
In definitiva, BioEden punta al minimo indispensabile senza mai osare. Tocca una tematica attualissima lasciandola sullo sfondo e non pone vere sfide per i fan del genere. La sua estrema semplicità, tuttavia, lo rende un’ottima porta di ingresso nel mondo degli strategici per chi proviene dai giochi mobile.



