The Blood of Dawnwalker, la recensione dell'action RPG che promette libertà e sangue fresco!
The Blood of Dawnwalker è un RPG dark fantasy ambizioso e affascinante, capace di sorprendere con un mondo ricco di atmosfera, scelte e libertà.
The Blood of Dawnwalker: la trama del nuovo action RPG a tema vampiresco
The Blood of Dawnwalker è stato capace di attirare la nostra attenzione sin dal suo primo annuncio, tanto perché sviluppato dal team creato dai fratelli Konrad e Mateusz Tomaszkiewicz, quanto per una affascinante atmosfera gotico medievale. Eccoci arrivati al momento della nostra recensione di The Blood of Dawnwalker, dove scopriremo se siamo davvero davanti a uno degli action RPG più interessanti del panorama videoludico. Per l'occasione lo abbiamo giocato su PS5, ma voi potrete viverlo anche su PC e Xbox Series X/S. A prescindere dalla piattaforma su cui lo giocherete, la presenza dei Tomaszkiewicz e del loro neonato team, i Rebel Wolves, è un biglietto da visita di un certo spessore, visto che parliamo di due ex membri di CD Projekt Red con Konrad che è stato director di The Witcher 3 e a capo della produzione di Cyberpunk 2077. Un biglietto da visita
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The Blood of Dawnwalker ci porta nel 1347 a Vale Sangora, una sperduta zona immersa tra i monti Carpazi. Se Valle Sangora è una vallata di fantasia, il resto dell'ambientazione è assolutamente reale, tanto che ci sono svariati riferimenti alla storia e a personaggi vissuti all'epoca. Mentre la peste imperversa e i nobili esercitano un governo a dir poco sanguinario, compare Brencis, un vampiro o vrakhiri, come vengono qui chiamati i non morti succhiasangue, che decide di instaurare proprio a Sangora il suo nuovo feudo. Per quanto Brencis e i suoi seguaci siano decisamente violenti e crudeli, inizialmente sembrano portare un nuovo ordine per i cittadini, perché facendo bere a tutti il loro sangue vampirico, riescono a guarire la popolazione dalla peste e renderli immuni alle malattie. In cambio i vrakhiri prendono il dominio assoluto della valle e si arrogano la libertà poter bere il sangue delle persone per sostentarsi. In poco tempo i nobili dei vari villaggi vengono esautorati e Brencis si siede a capo di un sistema che assicura giustizia e salute, con molti cittadini che accettano il sacrificio essere diventati riserve di preziosa emoglobina. D'altro canto. sulla carta, è un bel passo avanti rispetto alla devastazioni della peste e alle angherie dei precedenti signorotti locali… a patto di chiudere un occhio sul fatto che Brencis e i suoi tre boiardi vampiri pretendono di essere letteralmente venerati, come in una sorta di religione blasfema.
The Blood of Dawnwalker
Con il passare del tempo alcuni popolani iniziano a tramare per imbastire una ribellione, anche perché il governo dei vampiri si rivela estremamente duro: basta lasciarsi scappare una parola contro Brencis per fare una bruttissima fine, tra torture e prigioni da cui è impossibile uscire. Il nostro eroe, Coen, è un ragazzo qualsiasi che si ritrova invischiato nella rivolta di Laslea, un piccolo villaggio della vallata. La repressione di Brencis è tremenda e la ribellione viene soffocata nel sangue e Coen si risveglia scoprendo di essere stato vampirizzato, diventando uno dei mostri che tanto odia. A differenza di Brencis e i suoi boiardi, però, Coen non teme la luce del sole e se si notte diventa un vampiro, di giorno resta un essere umano. Inizia, così, la sua avventura per cercare di salvare la sua famiglia, imprigionata da Brencis come ritorsione per la rivolta di Laslea. Coen avrà trenta giorni e trenta notti di tempo per riuscire nell'impresa, pena perdere i suoi cari e vedere Brencis guadagnare ancora più potere

The Blood of Dawnwalker: gameplay e mondo di gioco
Dopo un corposo prologo, inizia la nostra storia e sin da subito è chiaro come The Blood of Dawnwalker sia figlio di The Witcher, tanto nell'aspetto quanto nel gameplay, per quanto non si deve cadere nel tranello del pensare che ne sia un un semplice clone. Certo, il titolo dei Rebel Wolves non fa troppo per negare l'apparenza, a partire dall'ambientazione, legata a storia e folklore dell'Europa dell'est, e dal design di Coen, che sfoggia persino la stessa pettinatura di Geralt di Rivia. La struttura è classica, con una mappa in stile open world da esplorare, combattimenti da vincere e punti di interesse da scoprire di volta in volta. Coen si divide tra esplorazione, dialoghi e battaglie, crescendo grazie a un classico sistema ruolistico con cui, salendo di livello, aumenta le proprie statistiche e può sviluppare tre differenti alberi delle abilità. Questi sono legati alla doppia natura del protagonista che, appunto, cambia dal giorno alla notte.
Ci sono le abilità collegate al combattimento, utilizzabili in qualsiasi momento, mentre le abilità vampiriche possono essere sfruttate solo di notte. Di contralto, le arti magiche funzionano solo di giorno, andando a sistemare quello che rischiava di essere un enorme problema di bilanciamento, visto che tra rigenerazione e morsi vampirici, la forma notturna è, alla base, più utile e resistente. I Rebel Wolves hanno compiuto un attento lavoro che non nega i pregi dell'essere un non morto, ma li va a compensare sapientemente, soprattutto per i gamer che useranno un po' di attenzione nelle scelte sugli alberi delle abilità. Coen da vampiro può teletrasportarsi per brevi spazi, recuperare energia succhiando il sangue a avversari e animali, rigenerare le proprie ferite e via dicendo. Ma in forma umana, soprattutto dopo aver guadagnato qualche livello, stregoneria e abilità con la spada riescono a farsi sentire, in un sistema decisamente più ponderato. Se per imparare le magie e le arti della spada più evolute dovremo trovare e leggere dei manuali, più sfrutteremo le qualità dei vrakhiri, più avremo accesso a abilità sanguinarie, anche se saremo sempre più spinti a cedere al desiderio di sangue e azzannare qualche contadino.
La mappa di gioco è disseminata di luoghi d'interesse, missioni e azioni da compiere, che scopriremo esplorando o scaldando (grazie alle abilità vampiriche) delle torri di guardia che ci mostreranno il paesaggio circostante in puro stile Assassin's Creed, dove non mancheranno i classici punti interrogativi che ci indicheranno dove potrebbe essere interessante andare a ficcare il naso. Il gameplay di The Blood of Dawnwalker è fortemente basato sull'alternanza tra giorno e notte e ci saranno azioni specifiche che potremo compiere sono in uno dei due momenti. Alla base c'è un sistema legato allo scorrere del tempo e al fatto che tutto inizia con i famosi 30 giorni a disposizione per salvare la nostra famiglia. Non stiamo parlando di un passare delle ore in tempo reale, ma di un sistema che assegna ad alcune attività una durata specifica. Giorno e notte sono suddivisi in otto unità di tempo ciascuno e starà a noi decidere come utilizzarle. Solo alcune azioni andranno a consumare gli slot a nostra disposizione, mentre molte altre saranno ininfluenti da questo punto di vista. Ad esempio la classica esplorazione non farà scorrere il tempo, mentre intraprendere missioni, imparare abilità leggendo un libro o altre azioni specifiche, andranno a consumare segmenti temporali e scandiranno il passare tra giorno e notte.

The Blood of Dawnwalker: libertà d'azione e combat system
In tutto questo entra prepotentemente il concetto di libertà d'azione, con Coen che può decidere il da farsi. Certo, la linea di trama è sempre quella legata al combattere Brancis, ma potremo decidere come fare per arrivare al nostro risultato. Potremo diligentemente iniziare a indebolire i vrakhiri attaccando le loro truppe e rovinando i loro piani, sino a raggiungere gli scontri faccia a faccia con Brencis e i suoi boiardi, ma nulla vieta di metterci a esplorare un lungo e in largo Valle Sangora, potendo scoprire segreti dell'ambientazione e capire meglio la lore. Cercare alleati? Salvare ribelli? Magari non fidarsi di nessuno e proseguire da soli? Diventare un mostro sanguinario che cede al suo lato oscuro e utilizza chiunque come sacca di sangue, compresi i suoi possibili compagni? A voi la scelta, così come potrete decidere di prendere decisioni importanti in specifiche missioni, andando a cambiare le linee della trama, l'idea che gli NPC avranno di voi e come il mondo di gioco evolverà. Tanto nel piccolo quanto nel grande, al giocatore è lasciata una grande libertà e potrà facilmente vedere le conseguenze delle proprie azioni. Lo stesso limite dei trenta giorni offre diverse chiavi di lettura e potremo provare a raggiungere il nostro obiettivo prima del previsto e persino scoprire cosa potrebbe accadere se non dovessimo proprio raggiungerlo.
Non voglio entrare nel campo minato degli spoiler, ma con la giusta attenzione si possono notare dei cambiamenti in ciò che ci circonda anche dopo alcune missioni secondarie apparentemente di scarso interesse. Aver detto una certa frase piuttosto che un'altra potrebbe cambiare il comportamento di un NPC o aver risparmiato un avversario potrebbe crearci un futuro alleato o anche un assassino a piede libero che potrebbe tagliare la gola ad altri personaggi di cui troveremo i cadaveri e con cui non potremo più interagire. Naturalmente, tutto è più chiaro quando si tratta delle quest principali e saremo messi davanti a situazioni capaci di metterci più di un dubbio, sia per questioni morali, sia di mero interesse. Alcune scelte danno un netto cambiamento alla nostra avventura e fanno respirare un piacevolissimo sistema basato sulla libertà d'azione. Una apposita schermata ci permetterà di vedere la nostra situazione rispetto a Brencis e i suoi boiardi e potremo avere una visione completa di tutte le missioni possibili per mettergli il bastone tra le ruote e fare crescere la nostra fama di ricercati dai vrakhiri e i loro uomini. Anche questo avrà ripercussioni e più saremo ricercati, più ci saranno azioni contro di noi, come posti di blocco o aumento delle tasse di commercio per convincere il popolo a esserci ostile.

A questa enorme libertà d'azione si uniscono una ottima trama e un gameplay di qualità. La storia è narrata con dovizia di particolari e una regia di tutto rispetto, riuscendo a appassionare il giocatore come nelle migliori opere dark fantasy. Alcuni passaggi sono davvero coinvolgenti e rendono ancora più difficili e combattute le scelte da compiere. Coen è un buon protagonista, forse un po' troppo stereotipato nelle prime fasi del gioco, ma vive una crescita personale che ci fa affezionare al suo percorso. Il gameplay necessita di qualche ora di rodaggio, un po' per alcune scelte macchinose nell'utilizzo dei menù, un po' per il combat system che, sia nella parata sia nell'attacco, utilizza l'unione tra comandi di azione e direzionali. Fatto salvo l'utilizzo di abilità speciali e oggetti (differenziati in base alla forma vampirica o umana), attacco e parata possono essere direzionati in alto, basso, destra o sinistra e vanno a combinarsi con le azioni che starà compiendo il nostro avversario. Una sequenza di attacchi direzionati in diverse parti sarà molto efficace e, allo stesso modo, una parata fatta nella giusta direzione e al momento perfetto, permetterà di poter contrattaccare e mettere in grossa difficoltà il nemico. Questo potrebbe anche attaccarci con una mossa imparabile e, in questo caso, la strada migliore sarà quella di utilizzare la schivata. Inoltre Coen gode di invidiabili capacità di osservazione e, azionando l'apposito comando, può cercare nell'ambiente circostante oggetti o indizi, abilità che sfrutteremo molto spesso nelle fasi investigative di molte missioni.
Ci sono molte opzioni dedicate alla difficoltà e potrete rendere The Blood of Dawnwalker un'esperienza davvero complicata, rinunciando anche ai segnali visivi che aiutano a portare a segno i parry, ma anche molto semplice, se quello che più vi interessa è seguire la trama. La difficoltà base permette di prendere confidenza con il sistema e dopo qualche ora consente di districarsi in combattimento con estrema fluidità, andando a ricreare duelli che riescono a regalare sensazioni soddisfacenti e si traducono in battaglie estremamente spettacolari.
The Blood of Dawnwalker: grafica, audio e giudizio finale
Per quanto riguarda il lato tecnico, mentre aspettiamo la patch del day 1 che dovrebbe portare la modalità prestazioni a 60 FPS, abbiamo già una resa grafica di tutto rispetto. Valle Sangora è rigogliosa, ma selvaggia, i centri abitati sono pieni di vita (per quanto sotto il gioco di Brencis) e mostrano una ottima ricerca storica, mentre cripte e segrete sono cupe e tetre, con tutti questi elementi che concorrono a creare un'atmosfera di tutto rispetto. Modelli e ambientazioni sono ben realizzati e animati con attenzione, anche se alcuni NPC sono un po' sottotono. Già adesso, prima della patch già citata, la modalità grafica permette un colpo d'occhio più particolareggiato e 30 FPS, mentre la modalità prestazioni è più fluida, ma non si distacca poi molto dalla precedente per quel che riguarda la qualità visiva. Certo, ci sono alcuni artefatti come texture che caricano in ritardo quando si apre una scena e alcuni sporadici bug, ma nulla che possa rovinare l'esperienza di gioco in un mondo comunque molto vasto. Il comparto sonoro fa il suo dovere, ma non ci sono temi musicali memorabili, per quanto riescano a sostenere l'atmosfera. Segnalo con piacere un ottimo doppiaggio in italiano, merce sempre più rara nel mondo dei videogiochi e che merita una menzione d'onore.

Difficilmente riuscirete a portare a termine The Blood of Dawnwalker in meno di 40 ore, ma il mio consiglio è di prendervi tutto il tempo necessario per vivere Valle Sangora e imparare a conoscerla. Inizialmente potreste pensare che la creazione dei Rebel Wolves presenti troppi combattimenti e poca narrazione, ma con il passare del tempo scoprirete un'ambientazione piena di misteri, sfumature e lore, in grado di rapirvi e regalarvi una epica avventura. Se siete alla ricerca di un action RPG di qualità, The Blood of Dawnwalker è un titolo da tenere in assoluta considerazione. Rebel Wolves ha portato barili di sangue fresco al nostro hobby preferito, offrendoci un titolo consigliato a tutti gli amanti del genere.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

The Blood of Dawnwalker
Signori e signore, senza mezzi termini e senza girarci intorno, The Blood of Dawnwalker è semplicemente un gran videogioco. Rebel Wolves centra in pieno l'obiettivo e ci regala un'opera prima che entra dalla porta principale nel club dei migliori action RPG presenti sul mercato. Mai scontato e capace di dare nuova linfa (o nuovo sangue) al mito dei vampiri, The Blood of Dawnwalker offre combattimenti adrenalinici, una crescita stratificata e customizzabile, un buon comparto tecnico e una trama interessante e in grado di stimolare il giocatore, anche grazie alla possibilità di compiere scelte con un reale impatto sugli eventi. Certo, alcuni elementi mancano di rifiniture e alcuni meccanismi possono sembrare macchinosi, ma questo non toglie che le avventure di Coen sapranno intrattenervi e incatenarvi al controller. The Blood of Dawnwalker è una delle sorprese più belle e interessanti che il 2026 videoludico poteva regalarci.































