GreedFall: The Dying World, scopriamo se il GDR di Nacon ha fatto il salto di qualità!
Tutte le novità, il gameplay e cosa aspettarsi dal nuovo RPG sel team Spiders

La storia di GreedFall: The Dying World e il ritorno a Teer Fradee
Il ritorno sulle scene del team Spiders significa una sola cosa: è arrivato il momento di leggere la nostra recensione di GreedFall: the Dying World! Parliamo di un GDR che punta forte su combattimento strategico, scelte narrative e un mondo affascinante da esplorare, immerso in una particolarissima atmosfera ispirata al XVII secolo. Siamo davanti al secondo episodio della saga di GreedFall, ma non giocheremo a un seguito del titolo originale, bensì a un prequel che si svolge 3 anni prima. Infatti, sebbene durante il primo periodo di early access su PC è stato utilizzato il titolo GreedFall 2, adesso ci riferiamo al gioco semplicemente con il nome GreedFall: The Dying World. Il team francese Spiders, facente capo a Nacon, da anni si dedica allo sviluppo di GDR con diversi spunti interessanti, ma nessuno di questi è mai riuscito a “sfondare”, restando nel limbo di quei giochi “doppia A” che avrebbero potuto fare di più, ma che per un motivo o per l’altro non ci sono mai riusciti. Per quanto all’epoca abbia trovato buoni spunti anche in The Technomancer e Bound By Flame, senza dubbio il primo GreedFall e Steelrising (quest’ultimo non proprio un GDR) hanno dimostrato che, con il tempo, le produzioni Spiders hanno fatto importanti passi avanti. Ho potuto testare la versione Xbox Series X di GreedFall: The Dying World per capire se gli sviluppatori francesi sono riusciti a fare il proverbiale salto di qualità o se siamo nuovamente davanti a un prodotto che è rimasto, in un certo senso, incompiuto.
GreedFall: The Dying World ci mette nei panni di Senza Radici, un nativo dell’isola Teer Frade
a storia di GreedFall: The Dying World e il ritorno a Teer Fradee
Il ritorno sulle scene del team Spiders significa una sola cosa: è arrivato il momento di leggere la nostra recensione di GreedFall: the Dying World! Parliamo di un GDR che punta forte su combattimento strategico, scelte narrative e un mondo affascinante da esplorare, immerso in una particolarissima atmosfera ispirata al XVII secolo. Siamo davanti secondo episodio della saga di GreedFall, ma non giocheremo a un seguito del titolo originale, bensì a un prequel che si svolge 3 anni prima. Infatti, sebbene durante il primo periodo di early access su PC è stato utilizzato il titolo GreedFall 2, adesso ci riferiamo al gioco semplicemente con il nome GreedFall: The Dying World. Il team francese Spiders, facente capo a Nacon, da anni si dedica allo sviluppo di GDR con diversi spunti interessanti, ma nessuno di questi è mai riuscito a “sfondare”, restando nel limbo di quei giochi “doppia A” che avrebbero potuto fare di più, ma che per un motivo o per l’altro non ci sono mai riusciti. Per quanto all’epoca abbia trovato buoni spunti anche in The Technomancer e Bound By Flame, senza dubbio il primo GreedFall e Steelrising (quest’ultimo non proprio un GDR) hanno dimostrato che, con il tempo, le produzioni Spiders hanno fatto importanti passi avanti. Ho potuto testare la versione Xbox Series X di GreedFall: The Dying World per capire se gli sviluppatori francesi sono riusciti a fare il proverbiale salto di qualità o se siamo nuovamente davanti a un prodotto che è rimasto, in un certo senso, incompiuto.
GreedFall: The Dying World ci mette nei panni di Senza Radici, un nativo dell’isola Teer Frade. Dopo aver superato le prove per diventare sapiente del proprio clan, verremo rapiti e portati sul continente Gacane, dove per un breve periodo resteremo imprigionati e faremo da cavia a degli strani esperimenti. Come in tutti i GDR che si rispettino, riusciremo ad evadere dalla nostra prigione e inizieremo una grande avventura dove il nostro desiderio di tornare a casa si intreccerà con intrighi, lotte tra fazioni e la Malicore, una malattia sconosciuta che sta iniziando a mietere sempre più vittime. La trama ha diversi richiami al primo GreedFall e andando avanti nella storia ritroveremo elementi che ci porteranno alla mente sia la storia principale e il DLC “La Cospirazione dei De Vespe”, ma anche se doveste essere a digiuno dalla saga, non avrete particolari problemi ad immergervi in questo mondo dalle raffinate tinte coloniali. La narrazione ha un buon ritmo e alterna momenti più tranquilli, in cui si indugia nell'esplorazione, a situazioni più concitate, riuscendo a mantenere alto l’interesse del giocatore e allo stesso tempo offrirgli situazioni in cui scoprire con più tranquillità cosa ha da offrire l’ambientazione.
La sceneggiatura e la scrittura del mondo di gioco sono di buon livello, così come la caratterizzazione dei personaggi che incontreremo, per quanto non manchino alcuni stereotipi già visti, ma bisogna dire che, indubbiamente, tutto funziona e va a creare un interessante sistema narrativo. Ci sono diverse fazioni in lotta e sullo sfondo c’è un particolare sistema di magia dove le arti occulte si mescolano alle forze della natura e non sarà affatto strano vedere uno scontro tra soldati con fucili e baionette contro guerrieri armati di spade e magia. Le nostre scelte andranno a cambiare il modo in cui fazioni e personaggi si rapporteranno con noi e non mancheranno dialoghi in cui prendere decisioni morali che avranno un peso non indifferente sullo sviluppo della storia, così da creare un impianto che, da giocatore di ruolo, mi sento di promuovere. Gli Spiders hanno saputo fare tesoro dei pregi di titoli più famosi e hanno aggiunto il loro amore per i GDR creando una lunga quest principale, tantissime missioni secondarie e un party variegato dove potrete anche vivere intense romance.
Il gameplay di GreedFall: The Dying World tra tattica, stealth e party
Il gameplay cerca di essere il più variegato possibile e tra un’esplorazione e l’altra potremo affrontare le situazioni che incontreremo sia a viso aperto, armi alla mano, sia in modalità stealth. Passare inosservati può essere utile in molte occasioni e oltre che nasconderci dentro cespugli o dietro muri avremo anche modo di indossare travestimenti. Gli NPC sono abbastanza reattivi, ma a volte non ci hanno notato anche se eravamo visibili. Il combattimento prende le distanze da quello del primo episodio e in GreedFall: The Dying World abbiamo un sistema basato sulla pausa tattica e sugli ordini da impartire a ogni membro del party. Ci sono tre modalità selezionabili che differiscono tra loro in base a quanto avremo un controllo approfondito su compagni e opzioni in battaglia. Il mio consiglio è di giocare a modalità “Tattica” per avere l’esperienza completa in cui potrete godere di un controllo assoluto, ma non mancano opzioni per dare indicazioni di massima ai compagni per snellire il proprio compito nelle situazioni meno pericolose. Le possibilità sono davvero tante e i nostri personaggi, in base alle loro classi, hanno accesso ad abilità differenti che permettono diversi approcci. Una grande varietà di armi ed equipaggiamento rendono la situazione ancora più varia, così come un ampio sistema di crafting. Certo, bisogna tenere conto di tantissime variabili e l’hub di combattimento non è proprio comodissimo, ma per chi ama i combattimenti tattici in stile Dragon Age c’è davvero molta carne al fuoco.
Il combat system funziona, ma l’intelligenza artificiale ha alcune falle che lasciano l’amaro in bocca, sia per quel che riguarda gli avversari, sia per i nostri compagni. Talvolta alcuni membri del party rimangono immobili, tanto in fase di esplorazione quanto di battaglia e siamo costretti ad andarli a recuperare per poterli portare al centro dell’azione. Alla stessa maniera, durante un combattimento, ho visto un mio compagno sconfiggere l'avversario che aveva davanti e rimanere fermo, senza andare in automatico a cercare un altro nemico. Gli antagonisti, poi, in alcuni casi non sembrano avere molte nozioni tattiche, tanto che più di una volta io e il mio party abbiamo attaccato frontalmente un fuciliere che, invece di allontanarsi per trovare una posizione vantaggiosa, è rimasto ad affrontarci faccia a faccia cercando di spararci da pochi centimetri di distanza. È proprio l'intelligenza artificiale ad avere alcune lacune e cambiare la difficoltà non aiuta, visto che si possono variare solo i parametri legati a danni subiti e inflitti, ma il comportamento avversario rimane identico. Detto questo non mancano alcuni scontri impegnativi, soprattutto contro i classici boss. Appare abbastanza chiaro che GreedFall: The Dying World sia un titolo che non punta a innovare, ma cerca di espandersi seguendo elementi già visti in altri GDR famosi, mescolando il combattimento alla Dragon Age con un sistema di dialoghi a risposta multipla e ambientando il tutto in una mappa molto vasta dove ci si sposta anche via nave e si visitano ambientazioni differenti, tra deserti, foreste e città.
Grafica e comparto tecnico di GreedFall: The Dying World
Dal punto di vista tecnico GreedFall: The Dying World non poteva certo sfoggiare una grafica da tripla A, vista anche la grandezza delle zone esplorabili e un budget che non conosciamo, ma di sicuro non deve essere stato stratosferico. Nonostante questo, il gioco riesce comunque a mostrare un discreto colpo d’occhio, soprattutto se si gioca in modalità “Grafica”. Certo, scegliendo l’opzione “Prestazioni” si guadagna un frame rate migliore, ma il mio consiglio è quello di abituarsi per le prime ore di gioco a qualche FPS in meno e godere di migliori texture e scorci più definiti. Certo, la differenza di fluidità si nota, ma vi assicuro che in questo caso, visto un gameplay dai ritmi non troppo elevati, meglio puntare sui dettagli visivi. Per quanto riguarda il sonoro, a parte il bellissimo main theme non si segnala nulla di memorabile e anche il doppiaggio inglese si assesta su una sufficienza senza particolari lodi. Segnalo, invece, una discreta traduzione in italiano di tutti i testi e vista l'enorme mole di righe da leggere, lo sforzo fatto da Nacon per il nostro pubblico, va assolutamente apprezzato.
Purtroppo, però, nonostante un lungo periodo di early access, è abbastanza chiaro che l’ottimizzazione di GreedFall: The Dying World sia ancora lontana da un livello apprezzabile. Partiamo dalle scritte a schermo che risultano davvero molto piccole e poco leggibili, anche giocando su pannelli di grandi dimensioni. Si salvano i sottotitoli dei dialoghi, dove si può scegliere di ingrandire i caratteri, ma tutte le altre informazioni da leggere vi faranno strabuzzare gli occhi e a questo si uniscono hub e menù non sempre chiarissimi. Se questi sono difetti comunque minori, purtroppo fanno capolino diversi bug e glitch che vanno a minare l’esperienza di gioco. Oggetti che scompaiono o appaiono all’improvviso, compenetrazioni errate tra poligoni, telecamera ingestibile quando si combatte in pendenza (ad esempio su scale), personaggi che iniziano a “saltellare” durante i filmati e persino qualche crash: queste sono le situazioni che mi sono capitate durante i miei test e che, purtroppo, vanno a rendere meno piacevole l’esperienza di gioco.
Un vero peccato, perché ancora una volta i ragazzi di Spiders dimostrano di avere una buona consapevolezza di quel che serve per creare un gioco di ruolo che possa piacere al pubblico degli appassionati, ma la resa finale di GreedFall: The Dying World patisce sotto diversi punti che impediscono al titolo di elevarsi quanto meriterebbe. La speranza è che con qualche corposo aggiornamento, GreedFall: The Dying World riesca a migliorarsi ulteriormente visto che, comunque, offre un impianto ruolistico e narrativo di tutto rispetto. Tanto i gamer quanto Spiders e Nacon meriterebbero che questo nuovo GreedFall riuscisse a dimostrare tutto il suo potenziale, anche perché un appassionato che si rispetti ha sempre voglia di mettere le mani su un buon GDR. Forse GreedFall: The Dying World riuscirà a diventarlo, ma per ora rimane un discreto titolo consigliato ai fan del genere che sono pronti a chiudere un occhio sui suoi problemi.
e. Dopo aver superato le prove per diventare sapiente del proprio clan, verremo rapiti e portati sul continente Gacane, dove per un breve periodo resteremo imprigionati e faremo da cavia a degli strani esperimenti. Come in tutti i GDR che si rispettino, riusciremo ad evadere dalla nostra prigione e inizieremo una grande avventura dove il nostro desiderio di tornare a casa si intreccerà con intrighi, lotte tra fazioni e la Malicore, una malattia sconosciuta che sta iniziando a mietere sempre più vittime. La trama ha diversi richiami al primo GreedFall e andando avanti nella storia ritroveremo elementi che ci porteranno alla mente sia la storia principale e il DLC “La Cospirazione dei De Vespe”, ma anche se doveste essere a digiuno dalla saga, non avrete particolari problemi ad immergervi in questo mondo dalle raffinate tinte coloniali. La narrazione ha un buon ritmo e alterna momenti più tranquilli, in cui si indugia nell'esplorazione, a situazioni più concitate, riuscendo a mantenere alto l’interesse del giocatore e allo stesso tempo offrirgli situazioni in cui scoprire con più tranquillità cosa ha da offrire l’ambientazione.
La sceneggiatura e la scrittura del mondo di gioco sono di buon livello, così come la caratterizzazione dei personaggi che incontreremo, per quanto non manchino alcuni stereotipi già visti, ma bisogna dire che, indubbiamente, tutto funziona e va a creare un interessante sistema narrativo. Ci sono diverse fazioni in lotta e sullo sfondo c’è un particolare sistema di magia dove le arti occulte si mescolano alle forze della natura e non sarà affatto strano vedere uno scontro tra soldati con fucili e baionette contro guerrieri armati di spade e magia. Le nostre scelte andranno a cambiare il modo in cui fazioni e personaggi si rapporteranno con noi e non mancheranno dialoghi in cui prendere decisioni morali che avranno un peso non indifferente sullo sviluppo della storia, così da creare un impianto che, da giocatore di ruolo, mi sento di promuovere. Gli Spiders hanno saputo fare tesoro dei pregi di titoli più famosi e hanno aggiunto il loro amore per i GDR creando una lunga quest principale, tantissime missioni secondarie e un party variegato dove potrete anche vivere intense romance.
Il gameplay di GreedFall: The Dying World tra tattica, stealth e party
Il gameplay cerca di essere il più variegato possibile e tra un’esplorazione e l’altra potremo affrontare le situazioni che incontreremo sia a viso aperto, armi alla mano, sia in modalità stealth. Passare inosservati può essere utile in molte occasioni e oltre che nasconderci dentro cespugli o dietro muri avremo anche modo di indossare travestimenti. Gli NPC sono abbastanza reattivi, ma a volte non ci hanno notato anche se eravamo visibili. Il combattimento prende le distanze da quello del primo episodio e in GreedFall: The Dying World abbiamo un sistema basato sulla pausa tattica e sugli ordini da impartire a ogni membro del party. Ci sono tre modalità selezionabili che differiscono tra loro in base a quanto avremo un controllo approfondito su compagni e opzioni in battaglia. Il mio consiglio è di giocare a modalità “Tattica” per avere l’esperienza completa in cui potrete godere di un controllo assoluto, ma non mancano opzioni per dare indicazioni di massima ai compagni per snellire il proprio compito nelle situazioni meno pericolose. Le possibilità sono davvero tante e i nostri personaggi, in base alle loro classi, hanno accesso ad abilità differenti che permettono diversi approcci. Una grande varietà di armi ed equipaggiamento rendono la situazione ancora più varia, così come un ampio sistema di crafting. Certo, bisogna tenere da conto tantissime variabili e l’hub di combattimento non è proprio comodissimo, ma per chi ama i combattimenti tattici in stile Dragon Age c’è davvero molta carne al fuoco.
Il combat system funziona, ma l’intelligenza artificiale ha alcune falle che lasciano l’amaro in bocca, sia per quel che riguarda gli avversari, sia per i nostri compagni. Talvolta alcuni membri del party rimangono immobili, tanto in fase di esplorazione quanto di battaglia e siamo costretti ad andarli a recuperare per poterli portare nel centro dell’azione. Alla stessa maniera, durante un combattimento, ho visto un mio compagno sconfiggere l'avversario che aveva davanti e rimanere fermo, senza andare in automatico a cercare un altro nemico. Gli antagonisti, poi, non sembrano avere molte nozioni tattiche, tanto che più di una volta io e il mio party abbiamo attaccato frontalmente un fuciliere che, invece di allontanarsi per trovare una posizione vantaggiosa, è rimasto ad affrontarci faccia a faccia cercando di spararci da pochi centimetri di distanza. È proprio l'intelligenza artificiale ad avere alcune lacune e cambiare la difficoltà non aiuta, visto che si possono variare solo i parametri legati a danni subiti e inflitti, ma il comportamento avversario rimane identico. Appare abbastanza chiaro che GreedFall: The Dying World sia un titolo che non punta a innovare, ma cerca di espandersi seguendo elementi già visti in altri GDR famosi, mescolando il combattimento alla Dragon Age con un sistema di dialoghi a risposta multipla e ambientando il tutto in una mappa molto vasta dove ci si sposta anche via nave e si visitano ambientazioni differenti, tra deserti, foreste e città.
Grafica e comparto tecnico di GreedFall: The Dying World
Dal punto di vista tecnico GreedFall: The Dying World non poteva certo sfoggiare una grafica da tripla A, vista anche la grandezza delle zone esplorabili e un budget che non conosciamo, ma di sicuro non deve essere stato stratosferico. Nonostante questo, il gioco riesce comunque a mostrare un discreto colpo d’occhio, soprattutto se si gioca in modalità “Grafica”. Certo, scegliendo l’opzione “Prestazioni” si guadagna un frame rate migliore, ma il mio consiglio è quello di abituarsi per le prime ore di gioco a qualche FPS in meno e godere di migliori texture e scorci più definiti. Certo, la differenza di fluidità si nota, ma vi assicuro che in questo caso, visto un gameplay dai ritmi non troppo elevati, meglio puntare sui dettagli visivi. Per quanto riguarda il sonoro, a parte il bellissimo main theme non si segnala nulla di memorabile e anche il doppiaggio inglese si assesta su una sufficienza senza particolari lodi. Segnalo, invece, una discreta traduzione in italiano di tutti i testi e vista l'enorme mole di righe da leggere, lo sforzo fatto da Nacon per il nostro pubblico, va assolutamente apprezzato.
Purtroppo, però, nonostante un lungo periodo di early access, è abbastanza chiaro che l’ottimizzazione di GreedFall: The Dying World sia ancora lontana da un livello apprezzabile. Partiamo dalle scritte a schermo che risultano davvero molto piccole e poco leggibili, anche giocando su pannelli di grandi dimensioni. Si salvano i sottotitoli dei dialoghi, dove si può scegliere di ingrandire i caratteri, ma tutte le altre informazioni da leggere vi faranno strabuzzare gli occhi e a questo si uniscono hub e menù non sempre chiarissimi. Se questi sono difetti comunque minori, purtroppo fanno capolino diversi bug e glitch che vanno a minare l’esperienza di gioco. Oggetti che scompaiono o appaiono all’improvviso, compenetrazioni errate tra poligoni, telecamera ingestibile quando si combatte in pendenza (ad esempio su scale), personaggi che iniziano a “saltellare” durante i filmati e persino qualche crash: queste sono le situazioni che mi sono capitate durante i miei test e che, purtroppo, vanno a rendere meno piacevole l’esperienza di gioco.
GreedFall: The Dying World è un GDR ambizioso che punta su narrativa, scelte morali e combattimenti tattici, ma che paga ancora qualche limite tecnico. Un vero peccato, perché ancora una volta i ragazzi di Spiders dimostrano di avere una buona consapevolezza di quel che serve per creare un gioco di ruolo che possa piacere al pubblico degli appassionati, ma la resa finale di GreedFall: The Dying World patisce sotto diversi punti che impediscono al titolo di elevarsi quanto meriterebbe. La speranza è che con qualche corposo aggiornamento, GreedFall: The Dying World riesca a migliorarsi ulteriormente visto che, comunque, offre un impianto ruolistico e narrativo di tutto rispetto. Tanto i gamer quanto Spiders e Nacon meriterebbero che questo nuovo GreedFall riuscisse a dimostrare tutto il suo potenziale, anche perché un appassionato che si rispetti ha sempre voglia di mettere le mani su un buon GDR. Forse GreedFall: The Dying World riuscirà a diventarlo, ma per ora rimane un discreto titolo consigliato ai fan del genere che sono pronti a chiudere un occhio suoi suoi problemi.
Versione Testata: Xbox Series X
Voto
Redazione

GreedFall II: The Dying World
Greedfall: the Dying World, purtroppo, non si discosta particolarmente dalle produzioni a cui il team Spiders (e Nacon stessa) ci ha abituato negli anni. Abbiamo tra le mani un titolo che dimostra tante ottime idee e una buona competenza ruolistica, ma inciampa sulla realizzazione. Il prodotto finale è godibile e offre molti spunti che chi ama i GDR potrà apprezzare, ma rimangono difetti che vanno ad abbassare un giudizio finale che poteva essere migliore. Mentre ci godiamo un mondo affascinante, tante scelte morali e un buon sistema di combattimento tattico, dobbiamo fare i conti con bug sparsi, una IA non sempre reattiva e un comparto grafico migliorabile con tante scritte a schermo minuscole (dove si salvano i sottotitoli). Non so dirvi se i problemi siano legati al budget a disposizione, alla necessità di più tempo per lo sviluppo o a una maturità ancora non completa del team, ma sicuramente posso confermare che Greedfall: The Dying World è una piccola pietra preziosa, per quanto grezza e nascosta da impurità che, si spera, saranno cancellate da futuri aggiornamenti e patch. Le capacità del team Spiders e le qualità dei suoi titoli non si discutono, ma per qualche motivo sembra mancare sempre il salto di qualità definitivo. Greedfall: The Dying World rimane un gioco consigliato ai gamer che amano i GDR e sono disposti a fare qualche compromesso con una realizzazione non proprio perfetta.


