Flashback 2: recensione del ritorno al 1992

Flashback 2 di Microids è il ritorno all'action-platform del 1992

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C’è stato un tempo in cui Delphine Software e il rotoscope hanno dato vita a due degli intramontabili classici della fine dell’era Commodore-Amiga e l’avvento del Personal Computer: Another World e Flashback, che erroneamente, per alcuni, girava la leggenda metropolitana che uno fosse il seguito dell’altro, mentre erano solamente figli della stessa software house.

Prima di proseguire..mi è venuto un Flashback

Per quanto siano gusti personali, i due giochi sopraccitati sono due pietre miliari, ma anche profondamente diversi, dove Another World richiedeva maggiore attenzione ai puzzle ambientali, Flashback era maggiormente incentrato sull’azione e un maggior focus sulla fase platform, una perfetta evoluzione di Impossible Mission apparso qualche anno prima, per quanto avere memoria di questi titoli vi farà sentire indubbiamente vecchi. Correva l’anno 1992 e l’eroe si era ritrovato, poco prima dei titoli di coda, su una nave alla deriva, in un universo sconosciuto e senza quindi la possibilità di tornare a casa, salvo ibernarsi e sperare per il meglio.

In questo capitolo il protagonista inizia l'avventura con un atterraggio di fortuna di Conrad (lo stesso protagonista del primo capitolo quindi) e la ricerca dell’amico Ian apparentemente scomparso. Già le prime fasi evidenziano alcuni elementi che vengono poi confermati lungo il cammino: il primo tra tutti è un discreto lavoro sulla grafica, ottime le luci e in generale gli ambienti che ben si differenziano l’uno dall’altro, anche per arredamento diverso, ricco di oggetti e ben costruito, così come il protagonista, dotato di un abbigliamento che fa un po’ da richiamo a quello tipico dei primi anni ’90, così da fare un doppio richiamo al suo antecedente.

Flashback 2: recensione del ritorno al 1992
Il mercato in cui iniziano le vicende...

In antitesi però con la parte estetica c’è quella del comparto animazioni; rotolare ha dei tempi estremamente (ed inspiegabilmente) lunghi tra l’inserimento del comando e l’esecuzione, rendendo le schivate in combattimento abbastanza inutili e in generale “fastidiose” e nello stesso tempo anche il movimento dello stesso richiede dei tempi di qualche secondo in ritardo, per avere un senso.

Non vi dirò (o forse sì?) che ho trovato un glitch che mi ha letteralmente infilato nel pavimento – dovrete rivedere la diretta su Twitch per quello – ma è nelle fasi di shooting che si raggiunge un fastidioso senso di “operazione buttata lì” con lo spawn di nemici messi a caso, senza troppa voglia di farci del male o in generale senza che nessuno abbia studiato in che modo sfruttare le fasi d’azione affinché abbiano un senso o che siano almeno piacevoli.

Alla buona idea di gestire il nostro campo di forza, attivabile alla bisogna, per deflettere alcuni colpi, ci si ritrova invischiati in scontri o con nemici fuori dal nostro campo visivo, o che non riusciamo ad agganciare correttamente, che compaiono e scompaiono senza un reale mordente o voglia di fare, privi di IA e che ci butteranno in situazioni più paradossali che divertenti.

La scrittura non è fondamentale in questi giochi, ma qui siamo a dei livelli davvero bassissimi, con alcune quest in cui dobbiamo “cercare un uomo alto con la barba” - wow che indagine! - o “porta il pacco al punto A e al punto B” - che originale e senza nemmeno un briciolo di falsa motivazione per darci modo di indurci ad andare -. Gli ambienti variano e sono più o meno gli stessi del gioco originale, potremo guidare la famosa moto della sequenza originale del primo capitolo, ma anche qui senza guizzi emotivi di nessun tipo, con l'aggiunta di più problemi di level design che di bug veri e propri.

Flashback 2: recensione del ritorno al 1992
Il richiamo al primo capitolo è indubbio...

Questo gioco manca totalmente di cura, di level design o di idea di fondo che non sia quella di mettere insieme una serie di ambienti (per altro decenti da vedere), ma senza un briciolo di cuore. Prenderebbe la sufficienza strappata con la forza solo perché tecnicamente non è malissimo e qualche idea c’è, come pure qualche richiamo ed easter egg che ve lo faranno voler provare solo se siete super fan della serie, ma anche qui se è in offerta e da prendere con le pinze, altrimenti proprio non ce la farebbe. Perfino arrampicarsi e saltare era fatto meglio nel ’92, con un sistema che aggancia gli appigli, super scriptato e nel 2023 non si può proprio vedere.

Peccato per essersi dimostrata un’occasione persa, forse qualcosa si può risolvere in corso d’opera, ma sul fronte dell'intrattenimento ho seri dubbi che si riesca a mettere mano a quello specifico elemento, certi seguiti spesso è meglio immaginarli e lasciare che sia la nostra mente a sognare il resto.

Flashback 2

Versione Testata: PS5

5.5

Voto

Redazione

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Flashback 2

Flashback 2 affonda la memoria del classico gioco Delphine Software in un profondo baratro di banalità. Del finale, incredibile, del classico del 1992 rimangono frammenti sparsi, come se fosse un reboot, ma nemmeno del tutto, ci sono poche idee e assemblate in modo grossolano, anche se per altro prosegue la maledizione dei seguiti della software house originale, come Fade to black per Flasback o Heart of The Alien per Another World.