D-topia, una felicità dettata dall'IA - Recensione

Un'avventura in un mondo utopicamente perfetto, ma che fa sorgere qualche dubbio umano.

D-topia, una felicita dettata dall'IA - Recensione
Segui Gamesurf su Google

D-topia è solo uno degli ultimi titoli in cui si vede spuntare l'editore (e sviluppatore) Annapurna Interactive, un team di visionari che, non nascondiamolo, sa individuare produzioni squisitamente interessanti (Mixtape e People of Note sono solo gli ultimi della lista). E quindi ci siamo avvicinati al primo videogioco di Marumittu Games con estrema curiosità, affascinati non solo dallo stile grafico così minimalista, ma anche dal concetto (discussissimo) della vita umana affiancata dalle intelligenze artificiali.

D-topia è un gioco visionario, distopico per certi versi e che proietta in un futuro non troppo lontano in cui le IA supervisionano il "progetto Utopia" (un nome, un programma!) per un semplice obiettivo: creare un mondo felice e privo di qualsiasi tipo di problema. Ma talvolta non considerano le variabili umane, i problemi che scaturiscono da una società non convenzionale e che, per fortuna, non sono animate da un semplice linguaggio macchina: ed è questo il bello di essere persone in carne e ossa.

Questo videogioco mette in essere i rapporti umani tra i vari abitanti, ci fa stringere nuove amicizie e capire sempre con più ardore cosa significhi essere in possesso del libero arbitrio. D-topia è un'avventura che si conclude in circa 5 ore, molto lineare a dir la verità e che presenta la routine di un ragazzo in sei giorni di permanenza in questo mondo perfetto (sarà così?). Ma cosa ci aspetta di fatto in D-topia? Beh, scopriamolo nella nostra recensione. 

Gallery

Rendere il mondo un posto migliore

Siamo nel futuro, in un posto chiamato D-topia dove la "felicità" è gestita da un'avanzata intelligenza artificiale. Ci siamo appena svegliati diventando a tutti gli effetti dei residenti e, ovviamente, ci è stato affidato il nostro ruolo in questa società, ovvero quello di un adiuvante. Ci sentiremo spaesati, gli altri abitanti (selezionati rigorosamente) non fanno altro che parlarci della magnificenza del posto e si congratulano per il lavoro che ci è stato assegnato: in sostanza, avremo il compito di parlare con i residenti e fornire loro assistenza, oltre ad aiutarli nel momento del bisogno.

Vi chiederete? Ma se D-topia è un luogo sicuro e sereno, quali problemi potrebbero mai sorgere? Stando così le cose il nostro contributo non sarà poi così valido. Del resto, il progetto Utopia nacque nella cosiddetta "Vecchia Era": le riserve energetiche si esaurirono e bisognava correre ai ripari. L'IA ha progettato un ciclo perpetuo che non impoverisce le risorse e non distrugge l'ambiente, rendendo altresì la vita degli abitanti più sicura e confortevole all'interno dei distretti.

Ma anche una macchina ha un limite, non può intervenire in modo dinamico come fa un manutentore e non risolve problematiche strettamente legate all'animo umano. Ed ecco che Shiro, il ragazzo di cui indosseremo le vesti, verrà chiamato in causa per aiutare i cittadini, guadagnando stima e qualche credito extra che non fa mai male.

D-topia, una felicità dettata dall

Le giornate a D-topia sono scandite da una routine ben definita: Shiro si sveglia, si lava il viso, fa colazione, si prende cura del suo amato gattone, indossa la sua uniforme e si reca a lavoro. A essere onesti, ogni cittadino non avrebbe bisogno di lavorare grazie all'IA, ma una vita troppo comoda può indurre alla pigrizia. Ragion per cui, il lavoro ci nobilita e ci fa guadagnare dei punti con cui acquistare del cibo da asporto, scatolette per gatti (anche il paffuto amico ha bisogno di cibo) e componenti d'arredo per l'appartamento. Nessuno poi ci vieta di mandare punti ad altri residenti per ringraziarli di qualcosa (sono meglio di una gift card in quel mondo lì).

La domanda vera è: cosa fa esattamente Shiro? Non è proprio chiarissimo, ma sicuramente si occupa di manutenzione delle strutture e dell'IA stessa, problemi risolvibili da noi giocatori completando svariati rompicapi logici. Nulla di così complicato, in cui non occorre possedere delle spiccate doti matematiche/logiche, ma semplicemente un po' di spirito di osservazione: tuttavia, proseguendo con l'avventura le cose inizieranno un po' a complicarsi, soprattutto per via delle variabili e degli ostacoli presenti in ogni sequenza.

Dopo aver terminato il lavoro, la nostra missione da provetti cittadini non sarà sicuramente conclusa. Spostandoci da un'area all'altra faremo la conoscenza di diversi residenti, che ci racconteranno alcuni aneddoti e paure e che potremo ascoltare con molta cura dimostrandoci più empatici che mai. Così facendo, migliorerà anche il grado di amicizia e i vantaggi che ne susseguono per essere stati dei buon samaritani.

Durante le scorribande potremo anche interfacciarci nel mondo parallelo, ovvero una visuale in cui interagire con oggetti invisibili e pannelli di controllo per riparare svariati sistemi. E proprio qui che si incontreranno dei buffi topolini parlanti, che talvolta ci lanceranno anche il guanto di sfida al fine di risolvere diversi rebus. Come adiuvanti ci spetterà prendere anche delle decisioni che determineranno il destino dei residenti, entrando effettivamente nella fase chiamata ponderazione. Saremo chiamati a osservare, ad ascoltare e, più spesso del previsto, a essere magnanimi e fuori dagli schemi: del resto, è nostro compito aiutare i cittadini in difficoltà.

D-topia, una felicità dettata dall

Un'avventura forse troppo lineare

D-topia basa il suo gameplay su una routine ben definita che, ahinoi, rende le vicende piuttosto ripetitive. Anche se Shiro potrà parlare con chiunque voglia, non avrà una grande facoltà di scelta e dovrà seguire sempre e solo l'obiettivo principale, con qualche piccola deviazione in cui poter risolvere alcuni problemi della comunità. A fine giornata, si torna a casa, si aprono i pacchi (regali di amici e oggetti acquistati), si cena, ci si fa una doccia e si va a nanna.

Tutto questo, alle lunghe, risulta un po' noioso, anche se il vero fulcro del gioco risiede nella storia e nei risvolti dei personaggi che, giorno dopo giorno, stringeranno un rapporto sempre più duraturo. Gli amici ci scaricheranno i loro problemi e ascoltarli sarà la nostra priorità: le scelte che prenderemo con la ponderazione, poi, determineranno un bivio con diversi risvolti per ogni personaggio. Questo significa che aumenterà la rigiocabilità di D-topia in modo esponenziale, indirizzandoci verso risvolti diversi e dai tratti più che interessanti.

D-topia, una felicità dettata dall

La storia è ben scritta, d'altronde l'idea nasce da due ex menti di Level-5, ovvero Akira Mitsuhashi e Hiroco Shiino (fondatori di Marumittu Games). Ma quello che colpisce di più è la leggerezza con cui vengono raccontate le vicende che, al tempo stesso, affrontano anche temi più profondi e maturi che lasciano una buona sensazione nel giocatore (tra l'altro il gioco è anche tutto tradotto in italiano).

L'aspetto grafico così minimalista (ma assai espressivo) di D-topia ci ha colpito particolarmente, tanto da trasportarci con estrema convinzione in un mondo così squisitamente futuristico e utopico. Inoltre, il gioco fa pensare, fa riflettere sul segno che lasciano le intelligenze artificiali all'interno della società, affrontando dei problemi che potremo anche trovarci di fronte negli anni a venire, chi lo sa: che D-topia sia un videogioco estremamente lungimirante?

D-topia

Versione Testata: PC

7

Voto

Redazione

d-topia-recensione-gamesurf.jpg

D-topia

D-topia è un'avventura che mette l'accento sulla tanto chiacchierata intelligenza artificiale e come quest'ultima può essere una soluzione per una vita gratificante e ideale. Ma lì dove si annida la cosiddetta "perfezione", ci sono delle dinamiche in cui solo gli esseri umani possono intervenire grazie al libero arbitrio: e noi, come adiuvanti, avremo proprio il compito di intervenire lì dove si ferma la macchina.

Nei giorni (di gioco) che vivremo all'interno dei corridoi di D-topia, non apporteremo chissà quali grandi cambiamenti alla vita di questo mondo, ma rifletteremo su tante questioni, soprattutto su quelle etiche. Per quanto riguarda il gameplay, i rompicapo sono abbastanza stimolanti, tanto da far venire voglia di affrontarli nuovamente quando passi tanto tempo a dialogare con i vari PNG. 

A essere onesti avremo voluto scoprirne di più sulle dinamiche che hanno fatto nascere il progetto Utopia ma, ahinoi, sono state solamente accennate. Tuttavia, questo simulatore di vita quotidiana su D-topia è interessante e i vari personaggi sono stati scritti con estrema cura. Del resto, dietro a questo progetto, ci sono pur sempre due ex sviluppatori di Level-5... e crediamo non sia poco.