Fire Emblem: Fortune's Weave, la nostra anteprima dello strategico per Switch 2!
Fire Emblem: Fortune's Weave, tra novità di gameplay, trama e combattimenti strategici

Fire Emblem: Fortune's Weave, cosa sappiamo del gioco?
In uscita il prossimo 17 Settembre, Fire Emblem: Fortune's Weave è l’attesissimo nuovo episodio della saga strategica sviluppata da Intelligent Systems, naturalmente in esclusiva per Nintendo Switch 2. Dopo aver passato molto tempo in compagnia del gioco, sono pronto a farvi leggere la nostra anteprima di Fire Emblem: Fortune's Weave, per quanto sarà necessario mettere in saccoccia tante altre ore di gioco per poter fare una recensione definitiva. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sappiamo di Fire Emblem: Fortune's Weave.
Il marchio di Fire Emblem è, dal lontano 1990, sinonimo di strategia giapponese a turni, tanto che faccio estremamente fatica a trovare uno dei capitoli principali della saga che non sia riuscito a appassionarmi. Certo, possiamo ricordare qualche episodio sottotono o con alcuni elementi migliorabili, ma resta il fatto che, quando si parla di Fire Emblem, ci si attenda sempre qualcosa di memorabile. Fire Emblem Engage, uscito nel 2023, ci ha regalato un gameplay profondo ed elaborato, ma ha lasciato un po’ a desiderare riguardo alla trama e alla qualità di interazioni tra personaggi, con dialoghi frivoli e un hub di gioco, il Somniel, avaro di emozioni. Inutile dire che stiamo parlando di difetti minori, ma per tutti i fan, Fire Emblem: Fortune's Weave è chiamato a compiere un ulteriore salto in avanti rispetto al predecessore, continuando a offrire una giocabilità degna della saga.
In Fire Emblem: Fortune's Weave interpretiamo un eroe richiamato dalla morte dalla dea Fortuna. Fortuna ci dona i suoi poteri legati ai viaggi nel tempo, in modo da poter tornare indietro di diversi anni, a quando l’impero di Dagan era ancora florido e non devastato dagli attacchi del potentissimo demone Balor. A questo punto la nostra storia si intreccia con quattro personaggi: il giovane Cai, lo spadaccino Dietrich, la regina Theodora e la musicista/ballerina Leda. Ognuno di questi, prima dell’avvento di Balor, si trova presso Dagsion, la ricca e bellissima capitale di Dagan, proprio durante l'importantissimo Torneo dei gladiatori, una competizione che vede sfidarsi i più grandi guerrieri del mondo per decretarne il più forte. Al vincitore, andrà un ambitissimo premio, cioè poter esprimere un desiderio. Tramite i poteri conferitici da Fortuna, potremo impersonare ognuno dei quattro protagonisti e vivere le loro avventure che si incroceranno. Grazie a dei pilastri presenti nel quartier generale del nostro personaggio, potremo muoverci da un protagonista all’altro, portando avanti parallelamente le varie linee di trama, in un sistema che promette interazioni a vari livelli. Per quanto ho potuto giocare sino a oggi, non posso ancora dire quanto saranno grandi i cambi di trama in base a quello che faremo, ma si respira un’atmosfera molto interessante.

Fire Emblem: Fortune's Weave, tra storia e gameplay
Ognuno dei quattro personaggi principali ha una storia interessante e matura, per quanto non manchino alcuni stereotipi tipici della narrazione videoludica nipponica, ma già dalle prime ore di gioco siamo su livelli decisamente più soddisfacenti e profondi rispetto a quelli di Engage. Vendetta, valori per cui lottare e, perché no, la ricerca della perfezione di se stessi in quanto guerrieri, sono sentimenti che donano a Fire Emblem: Fortune's Weave un’anima forte e umana e che, se la narrazione saprà mantenersi su alti livelli sino alla fine, potranno rendere la trama del gioco decisamente memorabile. Grandissima importanza è data alla caratterizzazione dei personaggi, tra protagonisti e attori secondari che riescono a fare in modo che il giocatore empatizzi con loro e si affezioni a molte delle personalità che si incontrano. Inutile dire che, in breve tempo, si finisce per avere una lista dei propri alleati preferiti.
Il gameplay, per quello che ho potuto vedere, vive di momenti separati e confluiscono delle classiche battaglie a scacchiera. Se avete già esperienza con la saga, non farete alcuna fatica ad immergervi nel combat system di Fortune’s Wave, visto che le basi ricalcano il sistema che sfrutta movimenti e azioni da compiere un turno alla volta, su mappe più o meno grandi. La base è sempre la solita: ci si muove e si sceglie cosa fare, tra attacchi, magie, uso di oggetti e funzioni di supporto. La componente strategica è, ancora una volta, preponderante e riesce a tramutare ogni battaglia un una sfida all'intelletto del giocatore, soprattutto portando al massimo il tasso di sfida. Proprio per quanto riguarda il livello di difficoltà, quello base mi è sembrato un po’ troppo semplice, mentre quello più difficile richiede un grado di impegno che stimola l’ingegno e sprona a sfruttare al meglio tutte le possibilità a propria disposizione. Sono presenti due modalità di gioco, una con permadeath (consigliata) e una senza che, però, a mio modo di vedere va a togliere a Fire Emblem: Fortune's Weave uno dei suoi più importanti strumenti di immedesimazione: affezionarsi alle unità e combattere con intelligenza per riuscire a far sopravvivere tutti, continua a essere una leva importantissima nelle dinamiche che spingono i gamer a dare il massimo.

In Fire Emblem: Fortune's Wave non compare un vero e proprio triangolo delle armi, ma ognuna di esse ha delle specifiche che la rendono più utile in specifiche situazioni. La spada aumenta i danni quando si portano dei doppi colpi, l’arco è letale contro le truppe volanti, la lancia contro quelle a cavallo e via dicendo. Insomma, non il classico sistema “carta sasso forbice”, ma una variante che ci si avvicina.
La novità principale è il sistema di mosse ardenti, specifiche solo di alcuni personaggi. Potentissime ed efficaci su vari livelli, le mosse ardenti vanno utilizzate con parsimonia, in quanto consumano punti vita di chi le sfrutta e sono legate a un indicatore di ardore. Utilizzando le mosse ardenti andremo a riempire l'indicatore e vedremo migliorare le nostre statistiche, ma se dovessimo abusare delle stesse arti, finiremo per perdere i bonus acquisiti. Il sistema pone ulteriore spessore strategico sulle battaglia, per quanto sia un po' più snello di quello di Engage. Quindi, il combat system di Fire Emblem: Fortune's Wave funziona e anche bene, riuscendo a tenere alto il nome della saga, con delle variazioni sul tema che si incastrano a dovere nei meccanismi che tutti conosciamo. Torna la possibilità di riavvolgere il tempo e ognuno dei protagonisti riceverà in regalo dalla dea Fortuna un sacchetto di sabbia che permetterà di correggere gli errori fatti e, magari, salvare un personaggio da una fine ingloriosa.
Fire Emblem: Fortune's Weave, le novità e le conferme
L’hub principale è la città di Dagsion, dove si svolgono i giochi gladatori e dove possiamo trovare tante strutture come negozi, taverne, bacheche per scoprire missioni secondarie e, naturalmente, tanti personaggi da reclutare grazie a un sistema di doni e fama: più saremo conosciuti grazie alle nostre imprese, più saremo in grado di convincere forti guerrieri a unirsi alle nostre fila. Dagsion è chiaramente ispirata all’architettura romana e l’anfiteatro al suo interno non può che richiamare il Colosseo e le sue sfide tra gladiatori. Al suo esterno, la mappa del mondo permette di muoverci in tantissimi luoghi di interesse, tra battaglie classiche e luoghi da esplorare. Proprio questa è la maggiore novità riguardo alla struttura di gioco, visto che parliamo di sezioni dove il gameplay di Fire Emblem: Fortune's Weave va a ricalcare quello dei JRPG. Con una visuale in terza persona ci si muove in veri e propri dungeon e quando si incontrano degli avversari li si combatte in un sistema a turni che sembra preso di peso da un gioco di ruolo giapponese, in cui potremo lasciare l’incombenza della battaglia anche all’intelligenza artificiale. Il sistema ricorda una funzione di Fire Emblem Echoes: Shadow of Valentia, remake del secondo Fire Emblem, uscito nel 2017 su Nintendo 3DS, ma qui la fase di combattimento è estremamente più snella. Naturalmente queste fasi non vanno ad eliminare le epiche battaglie strategiche, che rimangono il cuore pulsante del gioco. Per quel che ho potuto vedere a oggi, questa innovazione lascia un po’ il tempo che trova e rappresenta una variazione sul tema inserita in alcune situazioni della trama e in missioni secondarie, ma non sembra avere una profondità tale da poter soddisfare il palato dei fan di FIre Emblem. Chissa se, sul lungo periodo, dimostrerà di avere qualcosa da dire in grado di arricchire realmente l’offerta ludica.
In uno stile che ricorda molto da vicino Fire Emblem: Three Houses, tra una sezione e l’altra della trama avremo del tempo libero da gestire a nostro piacimento, andando a poter scegliere tra varie attività da svolgere tra esplorazioni, allenamenti, servizi ai templi delle divinità il sempre utile riposo e altro ancora. C’è un vero e proprio sistema strategico che, con il passare del tempo, emerge in queste situazioni: come utilizzeremo il tempo a nostra disposizione avrà un reale impatto sulla crescita dei personaggi e delle fila del nostro gruppo.

Torna il sistema di crescita dei personaggi legati a esami da superare per poter cambiare classe. Acquistando specifici biglietti per accedere alle prove, vedremo, in base alla nostra situazione, a che classi potremo aspirare. In base alle nostre qualità e alla nostra esperienza, avremo una certa percentuale di possibilità di passare l'esame e cambiare job. Per intenderci, se volessimo diventare soldati e dovessimo vedere la percentuale al 100%, sostenendo l'esame saremmo certi di avere successo, mentre se vedessimo un 30%, il tentativo potrebbe rivelarsi un azzardo con il risultato di aver buttato via un biglietto di accesso agli esami. Le classi sono tante e adatte a ogni tipologia di strategia e, rispetto al passato, si segnalano delle novità come i Cavalieri Ostrich, letali combattenti in sella a veloci e pericolosi grossi uccelli bipedi simili a struzzi. I quattro protagonisti, tra l'altro, hanno delle qualità uniche che li rendono sostanzialmente differenti tra loro, sia in battaglia che al di fuori e vanno ad arricchire ulteriormente un gameplay già sontuoso, rendendolo una macchina quasi perfetta che riesce a creare dipendenza.
Fire Emblem: Fortune's Weave, tecnicamente parlando
Tecnicamente, Fire Emblem: Fortune's Wave è un piccolo gioiello, non tanto perché muova un numero incredibile di poligoni a un frame rate granitico (per quanto non abbia notati rallentamenti), ma per una direzione artistica capace di utilizzare a dovere la tecnica del cell shading, che trova il suo massimo nella realizzazione della città di Dagsion e nei modelli dei personaggi. Questi ultimi sono figli sia di una sceneggiatura attenta, sia di un design capace di regalarci tanti combattenti unici e particolareggiati. Lo stile è colorato, ma riesce a non stonare anche nelle situazioni più drammatiche e nei filmati, la regia mostra inquadrature di tutto rispetto e in grado di cogliere il pathos della situazione. Le musiche sono di alta qualità come tutto il sonoro e si fanno notare alcuni ottimi arrangiamenti di brani che hanno fatto la storia di Fire Emblem. Ottimi i due doppiaggi disponibili, quello giapponese e quello inglese, mentre tutti i testi vantano una puntuale traduzione in italiano, scelta che dimostra l'attenzione che Nintendo ha verso il nostro mercato.
Sembra difficile che andando avanti nella mia esperienza con Fire Emblem: Fortune's Wave ci possano essere delle sorprese negative che riescano a rovinare l'esperienza che abbiamo vissuto sino a ora, ma attendiamo la recensione definitiva per un giudizio completo, fermo restando che le mie impressioni dopo svariate ore di gioco sono estremamente positive. Tra l'altro segnalo anche la possibilità di sfruttare i Joy-Con 2 in modalità mouse, semplificando la vita a chi non ama unire le parole "strategia" e controller: il risultato è più che soddisfacente. Porto con me soltanto due dubbi: il reale valore delle sezioni di esplorazione dei dungeon e l'evoluzione della trama e degli intrecci tra personaggi. Ancora un po' di pazienza e potremo sapere tutto di Fire Emblem: Fortune's Wave... il 17 Settembre è sempre più vicino!

Versione Testata: Switch 2

Fire Emblem: Fortune’s Weave
Il primo impatto con Fire Emblem: Fortune's Weave è stato ampiamente positivo. Intelligent Systems dimostra, ancora una volta, di sapere dove mettere le mani quando si tratta di dare vita a un nuovo capitolo della sua saga più famosa. Per quanto visto sino a oggi, la trama appare molto più elaborata rispetto al comparto narrativo di FE Engage e sembra offrire spunti davvero interessanti. La formula dei pilastri e delle trame parallele garantisce una coralità che promette di fare faville, anche grazie a una maggiore attenzione verso temi e toni maturi. Sul campo di battaglia, il gameplay è già una sicurezza, così come tutto ciò che riguarda la crescita e la personalizzazione dei personaggi. L’unica vera incognita riguarda le sezioni esplorative con combattimenti rapidi, che dovranno essere valutate sulla lunga durata per capire se rappresentino una novità capace di arricchire concretamente l’esperienza o, al contrario, una semplice variazione sul tema poco ispirata. Una cosa, però, è già certa: tornare a calcare i campi di battaglia della saga di Fire Emblem è, come sempre, entusiasmante. Non resta quindi che attendere di poter giocare Fire Emblem: Fortune's Weave nella sua completezza, così da potervi offrire un giudizio definitivo su quello che, ad ogni modo, sembra già essere un capitolo estremamente ispirato di una saga che non ha certo bisogno di presentazioni.



