The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

Girato nativo 4.6K e spettacolo che prosegue in ATMOS anche se in lingua inglese

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K
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La seconda stagione di The Last of Us non chiede allo spettatore di affezionarsi ma lo costringe a farlo per poi metterlo alla prova. Se il primo capitolo televisivo aveva costruito un equilibrio fragile tra intimità e orrore, questa nuova tornata di episodi decide di spezzarlo, interrogando con più ferocia la domanda che aleggia fin dall’inizio: fin dove può spingersi l’amore quando diventa ossessione?

L’adattamento del videogioco The Last of Us Part II sceglie una strada particolare: non racconta l’intera vicenda del secondo capitolo, ma ne mette in scena solo una parte. È una decisione che pesa sull’architettura narrativa. Da un lato permette di concentrarsi su snodi emotivi precisi, dall’altro lascia volutamente delle fratture aperte. Per chi conosce già la struttura del materiale originale, la scelta ha una sua coerenza, ma arrivando alla serie senza riferimenti videoludici non manca la sensazione di incompletezza.

Eppure dal punto di vista produttivo siamo davanti a un ulteriore salto di qualità. La stagione è più compatta: 7 episodi e nessuna deviazione percepita come superflua. Il ritmo è deciso ma non affrettato. Al contrario sorprende la volontà di fermarsi nei momenti più delicati, lasciare spazio a silenzi, sguardi ed esitazioni. La tensione non nasce solo dagli Infetti o dalle sequenze d’azione – che sono più ambiziose e spettacolari – ma dalle crepe nei rapporti umani.

In tal senso il lavoro di Craig Mazin e Neil Druckmann dimostra una maggiore sicurezza rispetto alla prima stagione. Non c’è più il bisogno di replicare fedelmente il gioco scena per scena. L’ordine degli eventi viene riorganizzato per adattarsi meglio al linguaggio televisivo. Alcune scelte funzionano in modo brillante, altre risultano meno naturali, con dialoghi che talvolta conservano una rigidità quasi “da gameplay”. Ma nel complesso l’operazione è più consapevole.

Al centro rimane il rapporto tra Ellie e Joel. Bella Ramsey interpreta un’Ellie profondamente diversa rispetto a quella che avevamo conosciuto: meno ingenua, più indurita, temprata dalla sopravvivenza e da un dolore che non lascia scampo. È una performance fisicamente ed emotivamente estenuante, sostenuta con un’intensità che raramente vacilla. Se qualcuno dovesse rimpiangere la leggerezza del primo capitolo, è bene ricordare che questa trasformazione è il cuore stesso della storia.

Accanto a lei Pedro Pascal conferma la sua capacità di rendere Joel una figura paterna complessa, capace di gesti estremi e scelte moralmente ambigue. Il loro legame resta il perno emotivo della serie, ma questa stagione allarga l’orizzonte. Dina, interpretata da Isabela Merced, introduce una nuova dinamica, più luminosa ma non meno fragile. È un contrappunto essenziale alla spirale di rabbia che avvolge Ellie.

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

Poi c’è Abby. L’ingresso di Kaitlyn Dever era stato accolto con qualche perplessità legata all’aspetto fisico rispetto alla controparte videoludica. Dubbi che la serie dissolve rapidamente: la sua Abby non ha bisogno di muscoli scolpiti per imporsi. È la determinazione quasi glaciale a definire il personaggio. La sua presenza altera gli equilibri e amplia il discorso morale della stagione, spostando l’attenzione dal semplice conflitto tra “eroi” e “antagonisti” a una zona molto più ambigua.

Sul piano visivo l’impatto è notevole. Le sequenze più spettacolari raggiungono una scala che ricorda, per ambizione, alcune battaglie di Game of Thrones. L’orrore è messo in scena senza filtri, ma non diventa mai fine a sé stesso. È il contesto il terreno su cui si muovono personaggi costretti a scelte impossibili.

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

Il vero nodo resta la struttura. Questa stagione ha un effetto stile Impero colpisce ancora: non offre una chiusura rassicurante ma si interrompe nel mezzo di un conflitto più grande. È una scelta coraggiosa, coerente con la volontà di rispettare la complessità dell’opera originale, ma che rischia di lasciare una parte del pubblico in sospeso. Chi conosce il gioco saprà che il percorso è pensato per essere speculare e frammentato. Chi guarda solo la serie potrebbe avvertire frustrazione, soprattutto sapendo che il seguito non arriverà immediatamente.

Nel complesso la seconda stagione di The Last of Us conferma l’eccellenza produttiva di HBO e ribadisce di avere di fronte a una delle migliori trasposizioni videoludiche mai realizzate. Non è un capitolo consolatorio. È più cupo, più divisivo, più esigente. Vale la visione a patto di accettare che questa storia non offre conforto ma domande. Come i suoi protagonisti lascia lo spettatore nel mezzo della tempesta, in attesa del terzo e conclusivo capitolo della saga.

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

The Last of Us stagione 2 4K - Come si vede

Rispetto alla prima stagione (3.4K) stavolta il girato ha superiore risoluzione video (4.6K), il che dovrebbe aver consentito di arrivare a un master 4K restando presumibilmente in tale ambito anche nell'importante fase di post-produzione CGI e l'iniezione di creature, effetti e scenografie. Rispetto alla prima stagione (Arri Alexa Mini) la qualità visiva delle nuove puntate (Arri Alexa 35) ha compiuto un ulteriore passo avanti. Girato 1.78:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su 3x BD-100 triplo strato su cui sono state divise le 7 puntate + extra.

Il quadro visivo è estremamente definito e la componente “digitale” non sacrifica la naturalezza ma anzi valorizza scenografie e texture. Il Dolby Vision gioca un ruolo fondamentale nel rafforzare la gamma cromatica e la dinamica delle luci con una maggiore flessibilità rispetto all'HDR-10: si passa da tonalità calde e avvolgenti a blu e grigi più rigidi che accentuano l’atmosfera ostile degli ambienti innevati. Particolarmente riuscita l’integrazione tra set fisici e interventi digitali. Il villaggio di Jackson, costruito realmente per la produzione, beneficia di una profondità visiva notevole, mentre gli sfondi generati in post-produzione si fondono in modo convincente con il resto degli elementi.

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

Il livello di dettaglio su costumi e superfici è eccellente, con una nitidezza che esalta materiali, tessuti e imperfezioni. Le sequenze più scure, presenti soprattutto negli episodi finali, mettono alla prova il formato e la catena hardware: l’HDR migliora leggermente la leggibilità nelle ombre, ma senza stravolgere l’impianto fotografico volutamente cupo. Per contro risulta meno convincente qualche effetto CGI legato a esplosioni e fiamme, che in certi momenti appare meno realistico rispetto al resto della produzione. Nel complesso un comparto video di riferimento, capace di valorizzare pienamente l’ambizione visiva della serie.

The Last of Us stagione 2 4K - Come si sente

Traccia Dolby Digital 5.1 (640 kbps) per l'italiano, ascoltabile ma non così esaltante attraverso l'impianto HT, dove spesso si sente la mancanza di maggiore presenza scenica dai canali posteriori. Subwoofer con dignitosa profondità.

The Last of Us stagione 2: amore, vendetta e fratture in 4K

Salto notevole passando all'originale Dolby TrueHD 7.1 (24bit, 11 oggetti ATMOS) che apre a uno scenario a tratti travolgente, ricco di elementi da ogni singolo canale, forte di una dinamica e di una ricchezza di elementi discreti caricando l'adrenalina del momento. I soli dialoghi dal centrale restituiscono una maggiore corposità e carisma, regalando non poche emozioni.

The Last of Us stagione 2 4K - Gli extra

Extra ricchi anche in questa seconda stagione.

Disco 1

Qui troviamo elementi dedicati soprattutto agli approfondimenti “Inside the Episode” relativi ai primi tre episodi. Si tratta di brevi featurette che analizzano scelte narrative, registiche e produttive, con interventi del cast e dei creatori. È presente anche un’opzione Play All” per una visione consecutiva.

Segue uno sguardo rapido ma interessante alla costruzione dei set con Growing the World of The Last of Us, mentre Welcome to Jackson (Set Tour) accompagna tra le strade della cittadina ricostruita per la serie. Infine Battle of Jackson, Deconstructed è un approfondimento più corposo che smonta una delle sequenze più complesse dal punto di vista tecnico e logistico.

The Last of Us stagione 2 4K - Edizione box amaray

The Last of Us stagione 2 4K - Edizione box amaray
48,98

Disco 2

Si prosegue con gli “Inside the Episode” dedicati alle puntate 4 e 5, ancora una volta corredati da opzione di riproduzione continua. Il focus si sposta poi sui personaggi principali: Joel’s Journey to Season 2 ed Ellie’s Journey to Season 2 offrono brevi riepiloghi dell’evoluzione dei due protagonisti, mentre una serie di mini-featurette propone rapidi ritratti di Joel, Ellie, Abby e Dina. Tra i contenuti più leggeri spicca Mushroom Taste Test, momento curioso e informale in cui alcuni dei membri più giovani del cast si confrontano con l’elemento simbolo della serie.

Disco 3

Si completa il quadro con gli approfondimenti sugli episodi 6 e 7. Il tono si fa più intimo con il Q&A tra Pedro Pascal e Bella Ramsey, seguito da una conversazione tra Isabela Merced e Young Mazino. Non mancano contributi dedicati a singole sequenze come Stalker Showdown, Deconstructed e momenti più spontanei raccolti in Camera Roll. Completano il disco uno speciale sugli stunt e le scene d’azione (In Action), approfondimento esteso sul percorso di Ellie (Ellie’s Path) e un dettagliato dietro le quinte sugli effetti visivi con Beneath the Surface: The Visual FX of The Last of Us, che esplora il lavoro tecnico dietro le sequenze più spettacolari. Sottotitoli in italiano ovunque.

The Last of Us (titolo provvisorio)

Rating: TBA

Durata: 0'

Nazione: USA

8.5

Voto

Redazione

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The Last of Us (titolo provvisorio)

Girato e post-produzione video restando (presumibilmente) nell'ambito della risoluzione video 4K, favorendo ulteriormente il risultato tecnico anche in virtù del Dolby Vision. Solito AC-3 italiano 5.1 che comunque regala qualche momento interessante, ma per uno spettacolo totalizzante è d'obbligo passare all'originale DolbyTrue HD 7.1 con oggetti ATMOS. Extra di livello, all'altezza dell'opera.

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