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Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza

L'eroe di Eternia finalmente sul grande schermo con buone idee e qualche eccesso

Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza
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He-Man torna al cinema dopo una lunga gestazione produttiva, puntando soprattutto sul divertimento. Lontano dalla nostalgia fine a se stessa, Masters of the Universe sceglie di costruire un'avventura capace di parlare a chi è cresciuto con la storica serie animata ma anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo di Eternia.

La storia prende le mosse dalla caduta del pianeta immaginario. Skeletor e la sua armata demoniaca conquistano il castello di Grayskull costringendo il giovane principe Adam alla fuga verso la Terra, durante la quale si separa suo malgrado dalla Spada del Potere. Passano gli anni, Adam cresce lontano dal proprio mondo e dal destino che lo attende, fantasticando sugli eroi di Eternia che conobbe da piccolo, fino al momento in cui il richiamo delle sue origini torna a bussare alla porta. Da quel momento il viaggio diventa quello classico dell'eroe chiamato ad accettare ciò che è sempre stato destinato a essere.

Un film che guarda ai bambini di ieri e di oggi

La scelta più interessante di sceneggiatori e regista non riguarda tanto la trama quanto il tono. Il film evita di chiudersi in un dialogo esclusivo con i fan storici e cerca invece un equilibrio tra omaggio e rinnovamento. Da una parte recupera personaggi, luoghi e suggestioni che appartengono all'immaginario classico di He-Man; dall'altra li presenta con un linguaggio immediato, pensato anche per le nuove generazioni.

L'equilibrio funziona per buona parte dell'avventura. I riferimenti al materiale originale sono numerosi e riconoscibili, ma non diventano mai una barriera per lo spettatore occasionale. Personaggi, ambientazioni e dinamiche vengono presentati con sufficiente chiarezza da permettere a chiunque di entrare rapidamente nella storia.

Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza

Nicholas Galitzine raccoglie l'eredità di He-Man

Gran parte del merito va anche al nuovo He-Man, Nicholas Galitzine. Sulla carta poteva sembrare una scelta insolita per interpretare Adam, ma il risultato convince. Nella prima parte del film riesce a trasmettere l'insicurezza e l'immaturità di un ragazzo che non ha ancora trovato il proprio posto nel mondo. Quando entra in scena l'eroe, cambia postura, presenza scenica e atteggiamento, senza però perdere completamente il lato umano del personaggio.

Skeletor mantiene il ruolo di minaccia principale e beneficia di una presenza scenica importante: il teschio illuminato da un sinistro bagliore rosso nasconde un antagonista che domina la scena. Di fatto, che dietro il trucco ci sia o meno Jared Leto resta più una questione marketing. Anche i comprimari contribuiscono a dare ritmo a una narrazione che alterna momenti più spettacolari ad altri decisamente più leggeri e ridanciani.

Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza

Sul piano visivo il film dimostra una cura superiore a quella che molti probabilmente si aspettavano, al netto dell'inevitabile CGI. Eternia appare viva e riconoscibile, con scenografie che richiamano l'immaginario classico della saga senza sembrare una semplice riproduzione della serie animata. L'integrazione tra effetti pratici e computer grafica risulta generalmente efficace, soprattutto nelle sequenze d'azione più ambiziose.

Il terzo atto perde un po' di misura

Dove il film mostra qualche limite è invece nella gestione dell'umorismo, presente fin dall'inizio e, nella maggior parte dei casi, contribuendo efficacemente al racconto. Alcune battute funzionano bene, specie quelle che giocano con gli aspetti più eccentrici dell'universo di Eternia. Per contro nella parte finale la sceneggiatura tende a insistere troppo su questo registro, proprio quando la storia avrebbe bisogno di lasciare spazio al peso emotivo delle scelte dei protagonisti e alla portata epocale dello scontro. Il film non ne esce compromesso, ma almeno per gli adulti c'è il rischio di percepire elementi stridenti ed eccessivi.

Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza

Anche la durata di 140' minuti avrebbe potuto beneficiare di una revisione in fase di montaggio. Alcuni passaggi intermedi dilatano il racconto senza aggiungere elementi davvero indispensabili alla crescita dei personaggi o allo sviluppo della vicenda. Si arriva ai titoli di codanon abbandonate la sala prima che finiscano, o perderete più di una sorpresa — con la sensazione di aver assistito a un blockbuster solido, consapevole del pubblico a cui si rivolge. 

Non punta a reinventare il fantasy cinematografico né a trasformarsi in qualcosa di più profondo di quanto prometta. Qui ci sono spettacolo, avventura e un forte senso di appartenenza a una mitologia che continua a esercitare fascino dopo oltre quarant'anni.

Masters of the Universe: He-Man torna con leggerezza

I fan storici troveranno numerosi richiami alla serie animata, ai giocattoli Mattel vecchi e nuovi e ad altre incarnazioni del franchise, oltre a un cameo particolarmente significativo che strappa inevitabilmente un sorriso ai cultori. Chi incontra He-Man per la prima volta si troverà davanti a un racconto semplice da seguire, ricco d'azione e costruito per intrattenere.

Masters of the Universe (2025)

Rating: Tutti

Nazione: Stati Uniti

6.5

Voto

Redazione

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Masters of the Universe (2025)

Masters of the Universe non è perfetto e avrebbe potuto dosare meglio durata e vena comica, soprattutto nel terzo atto. Resta un ritorno riuscito e divertente, capace di rispettare il passato senza restarne prigioniero e di rilanciare il mondo di Eternia con l'entusiasmo e il senso dell'avventura che ne hanno alimentato il successo per generazioni.