Finchè morte non ci separi 2: un sequel al sangue
La protagonista di Samara Weaving si trova nuovamente trascinata in un gioco mortale ancor su più ampia scala, tra sette sataniste e sorelle ritrovate. Al cinema.

Grace MacCaullay è miracolosamente sopravvissuta alla notte di villa Le Domas, solo per scoprire che quella era soltanto l'antipasto di un gioco molto più grande. Esiste infatti un'intera struttura rituale intorno alla famiglia che l'ha quasi uccisa, un sistema gerarchico di satanisti che si contendono un trono di potere ritualistico, da compiersi esattamente in quel macabro stile di lotte all'ultimo sangue nel quale Grace ha già avuto un suo bel da farsi.
In Finché morte non ci separi 2 con lei vi è per l'occasione la sorella Faith, con cui non aveva rapporti da anni ma che è stata contattata dalle autorità in seguito al suo ricovero in ospedale, con conseguenti accuse a suo carico del massacro che ha segnato quella sfarzosa dimora. Sulle tracce della protagonista si scatenano ben presto altre cinque potenti famiglie che fanno parte dell'Alto Consiglio: chiunque riuscirà a uccidere Grace prima dell'alba otterrà il dominio assoluto. Inseguite tra resort di lusso e trappole mortali, le consanguinee cercano di trovare un modo per arrivare incolumi al giorno successivo...

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto
Il primo Finché morte non ci separi (2019) era basato su un meccanismo narrativo di una semplicità quasi brutale: una sposa braccata dalla famiglia del futuro marito attraverso una magione vittoriana. Il film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett funzionava perché sapeva esattamente cosa voleva dire e come, senza pretese dell'originalità a tutti i costi ma con la consapevolezza di voler aggiornare le soluzioni archetipiche dello slasher con un'energia contagiosa. Era un film basato su un'unica idea, espansa alla perfezione nel giusto format, con la protagonista interpretata da Samara Weaving capace di renderlo un instant cult.

I registi e l'attrice sono tornati sul luogo del delitto e vi era perciò molta atteso su questo sequel che, diciamolo subito, non ha deluso le aspettative, potenziando anzi lo schema dell'originale con una nuova varietà di situazioni e di comprimari, all'insegna di un selvaggio e grottesco intrattenimento emoglobonico di genere. Si è espanso il fulcro alla base in un universo mitologico con le proprie regole e diramazioni in ogni angolo del mondo, con tanto di santoni e rituali di diverso genere che rendono il franchise aperto a reiterazioni potenzialmente infinite.
La Weaving è nuovamente irresistibile nella sua capacità di incarnare la lotta per la sopravvivenza come una sorta di stato d'animo permanente, affiancandole per l'occasione una sorella - una sodale Kathryn Newton - parimente combattiva e un folto gruppo di antagonisti all'insegna dell'eterogeneità, con tanto di guest star d'eccellenza del calibro di Sarah Michelle Gellar, Elijah Wood e David Cronenberg in ruoli chiavi o breve cameo.
Le vie della violenza
Quando il film decide di ingranare, il divertimento torna a scorrere, sporco di sangue e ironia. È proprio in questa dimensione di puro delirio action che il film trova la sua vera ragione d'essere: una satira sui ricchi e sulla massoneria ancor più rabbiosa e attuale, che trasforma la violenza in una forma di liberazione collettiva, fino a quell'epilogo dove una scena di massa regala un avvincente tripudio di morte e cupidigia del "tutti contro tutti".

Curiosamente proprio in questi giorni è uscito nelle sale italiane un altro titolo concettualmente molto simile, ovvero Ti uccideranno (2026), dove anche lì una giovane donna si ritrova asserragliata a doversi difendere, armi in pugno, da una setta satanica all'interno di un grattacielo. In Finché morte non ci separi 2 come detto le ambientazioni sono maggiormente differenziate rispetto al predecessore, ma il succo non cambia e la missione di Grace sarà ancora una volta segnata dal motto "uccidi se non vuoi essere uccisa".
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Rating: TBA
Durata: 108'
Nazione: USA
Voto
Redazione

Finchè morte non ci separi 2
Samara Weaving è nuovamente magnetica e luminosa, anche quando ricoperta da litri di sangue finto: una ormai non più insospettabile macchina da guerra quando il gioco si fa duro, accompagnata per l'occasione da un cast generoso non soltanto numericamente, ma anche popolato da volti amati e riconoscibili dal grande pubblico. Sequenze d'azione realizzate con mestiere e un divertimento di genere che nei momenti migliori è pienamente genuino rendono Finché morte non ci separi 2 un sequel all'altezza, che introduce una mitologia potenzialmente espandibile all'infinito, con tutte le accortezze del caso.











