I cinque samurai: La nuova leggenda delle armature - un ritorno divisivo
Trentacinque anni dopo gli eventi della serie originale, il mondo è di nuovo in pericolo e cinque giovani guerrieri devono opporsi alle forze del male.
Esistono anime che hanno definito un'epoca e una generazione, diventando parte indelebile dell'immaginario collettivo. I 5 Samurai, realizzato nel 1988 da Sunrise, mescolava l'estetica pseudo medievale dei leggendari guerrieri nipponici, con armature mistico-tecnologiche che richiamavano ad un altro grande cult allora contemporaneo quale I cavalieri dello zodiaco, con leggere suggestioni shonen e un senso dell'epica a tratti straripante. I trentanove episodi della serie classica, che sembravano molti di più agli occhi di un bambino del tempo in quanto oggetto di frequenti trasmissioni in loop, avevano conquistato una notevole nicchia di appassionati, tanto che poi vennero realizzati due OAV a proseguirne le avventure.
Quei cinque adolescenti dotati di armature leggendarie sono diventate icone cult, tra modellini e action-figure più o meno raffinate che ne hanno portato avanti il mito nello scorrere degli anni. Vi era perciò molta attesa relativa all'annuncio di un nuovo progetto inerente il franchise, e già i primi trailer facevano intuire un notevole stacco rispetto all'opera originaria. Ora che il primo episodio è disponibile su Anime Generation e annunciato su Crunchyroll, scopriamo cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova incarnazione della saga.
I 5 samurai: spazzare via il ricordo
Il prologo, parzialmente ricalcante nelle premesse quello del primo storico episodio anni Ottanta, getta immediatamente le basi narrative: un'unità di Samurai Troopers governativi, indossanti le sottoarmature che i fan ben conoscono, risponde a un'invasione demoniaca nel cuore dell'affollata Shinjuku. Arago è tornato dopo trentacinque anni di letargo, intenzionato ad assoggettare l'intero Giappone: i demoni a sua disposizione sono spietati e uccidono innocenti come nulla fosse, con l'intervento dei samurai che si rivela un fallimentare buco nell'acqua. E qui la prima sorpresa, con i presunti protagonisti essere in realtà delle "marionette", scelti esclusivamente per il loro aspetto e per conquistare le simpatie dell'opinione pubblica.
Uno dei cattivi viene catturato e si scopre in realtà un essere umano, destinato a essere chiave di volta per coloro che diventeranno ben presto i nuovo samurai. Il tutto mentre le forze del Male continuano imperterrite ad attaccare la Terra senza trovare alcuna resistenza...
Un reboot senza mezze misure
Diretta da Yichi Fujita, veterano responsabile di Gintama e Mr. Osomatsu, la serie si presenta con l'ambizione dichiarata di cambiare le carte in tavola e non limitarsi a riportare sullo schermo i vecchi eroi in versione aggiornata, ma di decostruire radicalmente il mito originale attraverso una narrazione borderline dal taglio quasi satirico, che per l'appunto smitizza quanto ancora vivo nei ricordi di chi ha amato il predecessore. E proprio per questo I cinque samurai: La nuova leggenda delle armature spiazza fin da questa puntata pilota, che spingerà una buona parte di pubblico a non proseguire nella visione. Con tanto di rimandi ad altre opere chiave dell'animazione del Sol Levante, con l'elemento del controllo governativo nei confronti di giovanissimi "prescelti" che fa tanto Evangelion.
La violenza, seppur in forma quasi splatter e mai disturbante, caratterizza infatti questo ritorno: smembramenti, teste mozzate, corpi squartati e così via. E i protagonisti nuovi di zecca come detto sovvertono le aspettative, dimostrandosi dei ragazzini viziati che guardano solo al loro tornaconto. Si intuisce che dal secondo episodio in poi arriveranno coloro che saranno effettivamente degni di indossare le armature, ma la stessa scelta di campo per la figura di colui che dovrà vestire il carismatico potere del fuoco, e quindi assumersi il carico di eroe principale, fa comprendere come l'ambiguità sarà una costante di questa prima stagione.
Dal punto di vista visivo, l'operazione compie scelte coraggiose, con i colori vividi della serie che esplodono letteralmente dallo schermo e conferiscono alla serie un forte appeal visivo, con il bonus aggiunto di far sì che gli elementi 2D e 3D dell'azione si fondano in maniera naturale. Alcune pose plastiche poi guardano proprio alla mitologia storica dei vecchi samurai e lo stesso design delle armature non potrà che far scendere qualche lacrimuccia di nostalgia.
Difficile dire se il radicale cambio di tono e atmosfere gioverà o meno al ritorno di fiamma del pubblico nei confronti del franchise, sicuramente però possiamo dire che segnerà una netta distinzione tra chi ha apprezzato il coraggio di osare fuori dagli schemi anche a costo di bruciare una fanbase consolidata e chi invece è saldamente ancorato ai più canonici valori della serie classica: Giustizia, Saggezza, Fiducia, Determinazione e Sensibilità vinceranno anche questa volta?