Odissea di Nolan, i luoghi delle riprese: scenari italiani che diventano leggenda

Dove il mito di Ulisse incontra la magia del cinema.

di Biagio Petronaci

Il premio Oscar Christopher Nolan si misura con una delle narrazioni fondanti della cultura occidentale: l’Odissea di Omero. Atteso nelle sale il 17 luglio 2026, il film racconta il tortuoso viaggio di Ulisse, interpretato da Matt Damon, di ritorno a Itaca dopo la guerra di Troia. Se il cast stellare, che comprende Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson e Charlize Theron, rappresenta già un richiamo formidabile, è la scelta delle location di ripresa ad alimentare l’attesa: scenari studiati per conferire al racconto un’impronta di autenticità e una forza visiva capace di trasportare lo spettatore in un universo sospeso tra mito e realtà.

Le location italiane dell’Odissea di Nolan

Per dare forma alla sua personale visione dell’epopea omerica, Christopher Nolan ha scelto l’Italia come uno dei cardini visivi del progetto. Tra tutte, spiccano la Sicilia e il Lazio, territori in cui mito e natura si fondono in paesaggi che sembrano scolpiti apposta per accogliere il viaggio di Ulisse. Le atmosfere mediterranee, i contrasti cromatici e la potenza primordiale dei luoghi selezionati offrono allo spettatore non solo una cornice spettacolare, ma anche un’autenticità capace di radicare il mito nella realtà tangibile.

Favignana, la perla delle Egadi

Cuore pulsante delle riprese italiane è Favignana, la maggiore delle Isole Egadi. Con il suo paesaggio aspro e incontaminato, fatto di grotte marine, scogliere a strapiombo e baie dal fascino primordiale, l’isola si è rivelata un set naturale ideale per tradurre in immagini la dimensione epica dell’Odissea.

Alcuni studiosi identificano Favignana con l’“isola delle capre” menzionata da Omero. Le imponenti telecamere IMAX hanno catturato scorci iconici come Cala Rossa e Cala Azzurra, insieme alle grotte disseminate lungo la costa, trasformando l’isola in un ponte tra realtà e mito. Le acque cristalline dell’arcipelago hanno infine offerto lo scenario ideale per spettacolari sequenze in mare aperto, destinate a diventare uno degli elementi visivi più potenti del film.

Ostia, tra storia e modernità

Un altro tassello cruciale del mosaico visivo di Nolan è Ostia, scelta come set per le sequenze navali. Il porto turistico, con le sue strutture moderne, è stato trasformato in una cornice cinematografica in grado di evocare il respiro epico del Mediterraneo.

La decisione non è stata casuale: Ostia, situata alle porte di Roma, è da sempre un punto nevralgico per i traffici marittimi e mantiene ancora oggi un legame profondo con la propria vocazione storica. In questo contesto, Nolan ha potuto unire l’efficienza logistica delle infrastrutture contemporanee con l’autenticità storica di un luogo che affonda le sue radici nell’antichità, creando uno scenario sospeso tra passato e presente, tradizione e tecnologia.

Le Eolie, scenari da leggenda

Accanto a Favignana, anche le isole Eolie sono entrate nel tessuto visivo dell’Odissea di Nolan. Patrimonio dell’UNESCO e da sempre avvolte da un’aura di leggenda, queste terre hanno offerto scenari che sembrano nati per ospitare il mito.

Lipari, Basiluzzo e Vulcano sono state scelte come set per rappresentare l’isola di Eolo, il dio dei venti. I paesaggi vulcanici, le fumarole naturali e la tavolozza cromatica che varia dal nero delle rocce al blu profondo del mare hanno conferito alle sequenze un’atmosfera sospesa, capace di rendere palpabile la dimensione soprannaturale del viaggio di Ulisse. Un contesto in cui la potenza della natura diventa protagonista tanto quanto gli attori sullo schermo.

Cinema e turismo a braccetto

L’arrivo di una produzione monumentale come The Odyssey in Sicilia e nel Lazio rappresenta anche un’occasione di straordinaria promozione culturale e turistica. Le isole di Favignana e delle Eolie, già celebri per la loro bellezza naturale, si preparano a conquistare una nuova vetrina internazionale, destinate a entrare nell’immaginario collettivo attraverso l’obiettivo delle telecamere IMAX.

Allo stesso modo, Ostia potrebbe vivere una stagione di rinnovato interesse, grazie a un connubio inedito tra la sua eredità storica e l’estetica del cinema contemporaneo. Un effetto collaterale che conferma come il cinema di Nolan non si limiti a raccontare storie, ma contribuisca a ridefinire la percezione dei luoghi, trasformandoli in scenari simbolici capaci di attrarre spettatori e viaggiatori.

Dove è stato girato Odissea all’estero?

Il viaggio cinematografico dell’Odissea ha toccato diverse parti del mondo.

  • In Grecia, set come Pylos, Corinto e il Castello di Methoni hanno restituito l’autenticità di scenari intrisi di storia antica, ideali per evocare l’atmosfera dei miti omerici.
  • In Marocco, invece, le città di Ouarzazate, Marrakech ed Essaouira sono state scelte per ricreare la maestosa Troia e i paesaggi desertici circostanti. Alcune sequenze sono state girate persino a Dakhla, nel Sahara Occidentale, una scelta che ha acceso dibattiti politici e culturali.
  • I paesaggi aspri e incontaminati di Scozia e Islanda hanno dato vita alle isole incantate e ai territori più oscuri che Ulisse affronta nel suo cammino, mentre Malta e il Regno Unito hanno completato il mosaico internazionale delle riprese.

La lavorazione, durata circa sei mesi, ha rappresentato un’impresa logistica colossale, con riprese in mare, castelli medievali, coste battute dal vento e deserti sconfinati.

Odissea di Nolan: la trama e la data d’uscita

Atteso nelle sale il 17 luglio 2026, il film segue il tormentato ritorno di Ulisse verso Itaca dopo la guerra di Troia. Nel suo viaggio, l’eroe dovrà affrontare prove sovrumane: dal confronto con i ciclopi all’inganno delle sirene, fino agli incantesimi di streghe e all’intervento capriccioso delle divinità.

Christopher Nolan (il regista di Interstellar, Il Cavaliere Oscuro, Oppenheimer) promette un adattamento spettacolare e immersivo, in cui il fascino eterno del mito si intreccia con la potenza visiva del cinema contemporaneo. Un’opera che non si limita a ripercorrere i versi omerici, ma che mira a restituire al pubblico l’esperienza sensoriale e drammatica di un racconto che continua a parlare all’uomo moderno.