Hearthstone: Echi dell’Infinito spiegato bene, meccaniche, meta e perché cambia le partite

Dal Riavvolgimento di Cromie al caos di Morcie, passando per Imbue, Doni Oscuri e la Taverna Distorta: cosa introduce il mini-set e come leggere Dragon Warrior e la quest “Battaglia alla Fine dei Tempi” senza farsi trascinare dall’hype.

Hearthstone: Echi dell'Infinito spiegato bene, meccaniche, meta e perche cambia le partite

Hearthstone, da anni, non vive più di “stagioni” lunghe e statiche: segue un ciclo volutamente frammentato, tre espansioni l’anno e, nel mezzo, un mini-set che fa da cuneo. Allarga il set principale e costringe il meta a ricalcolarsi proprio quando i mazzi iniziano a “fissarsi” e la ladder sembra aver trovato un equilibrio. È una scelta di design, prima ancora che commerciale: Blizzard usa il mini-set per ritoccare il formato con innesti mirati, riattivare keyword, rimettere in corsa archetipi rimasti indietro e, quando serve, inserire una spinta abbastanza forte da generare nuove linee di gioco, senza snaturare l’identità dell’espansione.

Hearthstone: Echi dell’Infinito arriva in quel punto preciso, ma non si limita al classico refresh. Qui l’obiettivo è più chiaro: intervenire su due aree che decidono molte partite, gestione della casualità e confini dell’identità di classe. La Fine dei Tempi non è solo scenografia: è la giustificazione interna per meccaniche “temporali” che toccano direttamente rischio, sequencing e costruzione dei pacchetti. Il tutto dentro un mini-set standard da 38 carte, ottenibili dalle buste dell’espansione collegata o tramite set completo.

In questo speciale non inseguiremo l’hype e non tratteremo le tier list come vangelo. Ci interessa capire cosa cambia davvero in partita, quali archetipi vengono spinti e quali vanno in affanno contro la velocità della ladder. E soprattutto chiudere con indicazioni pratiche su crafting e acquisto, con un’idea semplice in testa: nelle prime settimane un mini-set raramente “definisce” il meta, più spesso lo mette a nudo e lo espone alle prime correzioni.

Le nuove meccaniche di Echi dell’Infinito e cosa cambiano in partita

Nel meta di Hearthstone Standard dopo l’uscita di Echi dell’Infinito si vedono due tendenze nette: mazzi che trasformano subito le nuove carte in pressione a metà partita, e mazzi che puntano su una condizione potente ma più lenta, quindi più esposta contro avversari aggressivi. Il motivo è semplice: questo mini-set non aggiunge solo carte, aggiunge strumenti che cambiano come prendi decisioni, soprattutto su due fronti, casualità e risorse fuori classe.

La meccanica centrale è Riavvolgimento (Rewind): dopo aver giocato una carta con esito casuale puoi scegliere se tenere il risultato o riavvolgere e riprovare. Non è controllo totale, è una seconda chance, quindi la domanda vera è quando usarla. Esempio pratico: sei sotto pressione e ti serve un esito specifico per non perdere la board; Riavvolgimento ti dà un secondo tentativo e spesso vale il costo. Se invece sei avanti, spesso conviene accettare un risultato buono abbastanza e tenere il “reroll” per un turno in cui la partita si decide.

Con Morcie la logica cambia: se puoi tenere entrambi gli esiti del Riavvolgimento, la meccanica smette di essere un paracadute e diventa un moltiplicatore di valore. Qui non stai “correggendo” un tiro sfortunato: stai scegliendo una linea perché la somma dei due risultati ti dà un vantaggio immediato, più presenza in board o più risorse nello stesso turno.

Accanto a questo, il mini-set estende Intensificazione (Imbue) del Potere Eroe su Cavaliere della Morte e Ladro. Sul Cavaliere della Morte, una progressione che potenzia il primo Non Morto giocato ogni turno rende l’ordine delle giocate una risorsa: se giochi prima il Non Morto “sbagliato”, sprechi valore. Sul Ladro, l’Imbue che genera servitori casuali di altre classi a costo ridotto aumenta la variabilità della mano: puoi trovare linee forti, ma devi gestire overdraw e mano intasata da carte fuori piano.

I Doni Oscuri (Dark Gifts), assegnati a Sacerdote, Paladino e Cacciatore, vanno letti come acceleranti: spesso sono ciò che rende una mano iniziale funzionale, perché aiutano a recuperare risorse o a trovare pezzi chiave con un costo contenuto. Infine c’è Mano dell’Infinito, un’arma che non può attaccare gli eroi e che per un turno imposta l’Attacco a infinito: non è una chiusura diretta, serve a riprendere la board eliminando una minaccia fuori scala e guadagnando tempo per completare il tuo piano.

Meta iniziale: Dragon Warrior “solido” e quest ad alto rischio

Dentro questa logica, il mazzo che “regge” meglio l’inizio del formato è il Dragon Warrior. Prescient Slitherdrake è un 6/9 con Elusione che costa 7 mana ma può scendere a 4 se hai un Drago in mano: giocato in curva è difficile da rimuovere con un singolo target e spesso costringe l’avversario a risposte più costose o a trade peggiori. Esempio concreto: se dall’altra parte non c’è una AOE pronta, per toglierlo servono due pezzi o una sequenza di rimozioni, e quel tempo perso si traduce nel tuo turno successivo di sviluppo “gratis”. A supporto c’è Dimensional Weaponsmith, che dà +2 Attacco a tutti i servitori e alle armi nella tua mano: in pratica non devi scegliere tra sviluppo ora e burst dopo, perché prepari entrambe le cose in anticipo. Il turno tipico è semplice: buffi la mano, giochi una minaccia, e sai già che le risorse che entreranno dopo sono sopra curva.

All’estremo opposto c’è la quest Battaglia alla Fine dei Tempi (Cacciatore/Stregone): devi prima riempire la mano a 10 carte e poi svuotarla a 0 per ottenere Tick and Tock, un 8/8 a 5 mana che pesca fino ad avere la mano piena e che con il Rantolo di Morte svuota la mano dell’avversario. Il problema, in ladder, è tempo: per completare i requisiti spesso fai turni che incidono poco sulla board, e contro mazzi aggressivi questo significa prendere danni senza “compensazione”. In più, il payoff vero passa dal Deathrattle, quindi l’avversario ha contromisure chiare: Silence, trasformazioni, rimbalzi, oppure rimozioni che impediscono la morte utile del servitore. Esempio pratico: se giochi Tick and Tock quando sei già sotto pressione, rischi che venga neutralizzato senza attivare l’effetto, e tu ti ritrovi ad aver investito una quest intera per un turno che non ribalta la partita. Per questo la quest alterna due facce: devastante quando trova avversari lenti o impreparati, molto più fragile quando la ladder accelera e le risposte “anti-rantolo” diventano comuni.

Queste due direzioni raccontano bene anche il mini-set: da un lato pacchetti che convertono subito consistenza e pressione, dall’altro strumenti come Riavvolgimento e Morcie che possono generare swing e valore enorme, ma solo se ti guadagni i turni necessari per farli contare davvero.

Battlegrounds: la Taverna Distorta è un’ottima idea, perché cambia davvero le scelte

In Battaglia (Battlegrounds) la novità che si sente di più in partita è la Taverna Distorta (Timewarped Tavern): ai turni 6 e 9 entri in una “stanza a parte” dove puoi comprare servitori cronodistorti usando una valuta dedicata, il Chronum, invece dell’oro. Il punto è che non è un’aggiunta cosmetica, è una finestra di scelta secca: non puoi trattarla come una taverna normale, niente congelamento e niente upgrade della Distorta, quindi devi decidere subito se quel pezzo è un power spike che ti stabilizza o un acquisto che ti spezza la curva.

In pratica, la Distorta premia due profili: chi è già stabile sulla board e può investire in un salto di qualità, e chi è in difficoltà ma trova una carta “fuori scala” che gli compra un turno. La parte divertente è anche la più sana: le carte cronodistorte sono spesso insolite, aprono linee che nella lobby standard non vedresti, ma il gioco ti costringe comunque a pagarle in tempo e in risorse, quindi il risultato non è caos gratuito, è creatività con un prezzo. E proprio perché arriva solo in due momenti chiave, al 6 e al 9, ti obbliga a pianificare: tenere Chronum quando puoi, e capire se vale la pena “spendere tutto” per consolidare ora o se è meglio reggere e puntare alla seconda finestra.

Hearthstone: Heroes of Warcraft
Hearthstone Echi Speciale.png

Hearthstone: Heroes of Warcraft

Echi dell’Infinito è un mini set che si capisce davvero solo giocandolo: non perché sia oscuro, ma perché sposta il peso delle decisioni. Riavvolgimento e Morcie rendono la casualità meno subita e più “gestita”, Imbue e Doni Oscuri alzano la consistenza, e il meta si polarizza tra chi converte subito potenza e chi paga tempo per un payoff enorme. Il punto, quindi, non è inseguire la carta del momento, ma scegliere se vuoi un formato più tecnico, più volatile, o entrambe le cose.

 

Iscriviti alla Newsletter

Resta aggiornato sul mondo Gamesurf: anteprime, recensioni, prove e tanto altro.

ISCRIVITI