The Seduction: su HBO Max sesso e giochi di potere nella Francia del Settecento

Miniserie in sei episodi che adatta liberamente il romanzo Le relazioni pericolose, tra erotismo, inganni e tradimenti nella nobiltà francese.

The Seduction: su HBO Max sesso e giochi di potere nella Francia del Settecento

La giovane Isabelle Dassonville viene sedotta dal Visconte di Valmont, il quale la fa innamorare e le chiede di sposarlo. La ragazza ignora che questi sia un libertino aristocratico senza scrupoli, che l'ha conquistata e poi abbandonata per puro diletto. Il matrimonio è stato infatti una farsa unicamente per approfittarsi di lei e ora cacciata dal convento e disonorata agli occhi della società, Isabelle si presenta furiosa alla dimora di Madame de Rosemonde, zia di cotanto mascalzone. Quella che doveva essere una richiesta di giustizia si trasforma però in un'inaspettata alleanza: Rosemonde, colpita dalla determinazione della mancata nipote acquisita, decide di prenderla sotto la sua ala e trasformarla in una delle cortigiane più potenti di Parigi.

In The Seduction, conosciuta in Francia con il titolo originale Merteuil, ha così inizio l'ascesa di Isabelle de Merteuil nel mondo dell'aristocrazia pre-rivoluzione francese. Determinata a vendicarsi di Valmont e del Conte di Gercourt, altro nobile che l'ha umiliata, la giovane donna impara a usare la propria bellezza e intelligenza come armi letali in una società che negava alle donne qualsiasi altra forma di potere. Ma il prezzo della vendetta potrebbe rivelarsi più alto di quanto immaginato.

The Seduction: su HBO Max sesso e giochi di potere nella Francia del Settecento

The Seduction: ancora una volta?

A chi ama i film in costume e i classici letterari a tema i nomi risulteranno certamente familiari: creata da Jean-Baptiste Delafon e diretta da Jessica Palud, questa miniserie in sei episodi rappresenta il primo Original in lingua francese targato HBO e si configura come prequel del celeberrimo romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, pubblicato nel 1782 e trasposto più volte su grande e piccolo schermo.

Un'opera che ha già conosciuto innumerevoli adattamenti, dalla più celebre versione cinematografica di Stephen Frears del 1988 con Glenn Close e John Malkovich, fino all'aggiornamento teen-drama anni Novanta di Cruel Intentions (1999). L'ambizione dichiarata di questa nuova operazione è quella di voler rileggere in chiave femminista la figura della Marchesa de Merteuil, qui giovane e ancora non consumata dal cinismo che la caratterizzerà nelle pagine scritte. Una origin story che trasforma quella che nei testi precedenti era una villain glaciale e manipolatrice in una donna ferita, che lotta per conquistarsi uno spazio in una società patriarcale cinica e spietata. Un approccio che sulla carta risulta affascinante, ma che nella resa complessiva mostra diverse crepe strutturali.

The Seduction: su HBO Max sesso e giochi di potere nella Francia del Settecento

Dal punto di vista della messa in scena, The Seduction è a dir poco impeccabile. La fotografia restituisce con precisione il lusso decadente dell'aristocrazia settecentesca, con i costumi curati e la scenografia che ricreano con dovizia di particolari quei salotti sfarzosi, i balli e quelle camere segrete dove tutto può accadere. Le riprese sono state girate in autentici castelli e la ricostruzione d'epoca è il vero e proprio punto di forza dell'operazione, con una resa estetica davvero ammaliante.

Al centro del pericolo

La regista Jessica Palud - già conosciuta per i film drammatici Revenir (2019) e Maria (2024), quest'ultimo biopic sulla vita di Maria Schneider - dirige con mano sicura, orchestrando con efficacia i giochi di sguardi e le dinamiche di potere che si consumano nei salotti parigini, in quel mix tra inganno ed erotismo che d'altronde caratterizza le circa quattro ore di visione complessiva. L'uso sapiente dell'illuminazione sottolinea la bellezza avvelenata di un mondo alla vigilia della propria autodistruzione, con l'opulenza che sembra ottenebrare chiunque. Non è un caso che l'arrivo nell'alta società di Isabelle, di umili origini e in cerca di vendetta per il trattamento subito, scardini le sicurezze acquisite, dando il via ad una serie di intrighi sempre più paradossali e crudeli, tra odio e amore che convivono come non mai in una battaglia emotiva senza esclusione di colpi. 

The Seduction: su HBO Max sesso e giochi di potere nella Francia del Settecento

Il problema principale risiede nell'effettiva gestione del ritmo, che dopo un avvio promettente tende ad appiattirsi nella ridondanza e nella monotonia di situazioni, con il sesso che acquista sempre più campo in sequenze soffusamente spinte, dove i protagonisti soprattutto femminili non hanno paura di mettersi a nudo. Anamaria Vartolomei, reduce dal successo de Il Conte di Montecristo (2024), veste i panni della giovane Isabelle con una presenza scenica intensa ma non sempre all'altezza delle ambizioni che tale ruolo richiedeva. Vincent Lacoste interpreta Valmont con la giusta dose di ambiguità ma il suo personaggio rischia di essere messo in secondo piano da quella predominanza femminile, che vede anche una splendida Diane Kruger, negli elegantissimi panni di Madame de Rosemonde, rubare costantemente la scena quando compare davanti alla macchina da presa.

Ma tra scelte narrative coraggiose e squilibrate al contempo e un reiterarsi di turbinii romantici apparentemente senza fine, The Seduction rischia di trascinarsi più stancamente del previsto al drammatico epilogo, accompagnato per altro da una moderna versione dell'Halleluja che stona, volutamente o meno, con il contesto storico e quanto visto fino ad allora.

 

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The Seduction

Rating: TBA

Nazione: Francia

6

Voto

Redazione

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The Seduction

The Seduction è un’operazione ambiziosa che tenta di rileggere un classico della letteratura attraverso lenti contemporanee, convincendo però soltanto a tratti. Adattare Le relazioni pericolose per le nuove generazioni, con un mid-prequel incentrato sul sesso e sui giochi di potere delle classi aristocratiche, era un’occasione interessante che, dopo un primo episodio carico di aspettative, si sfilaccia progressivamente in una certa monotonia di toni e atmosfere, tra un eros spesso gratuito e un romanticismo assoggettato alle logiche del tradimento. La sontuosa messa in scena, notevole per una produzione seriale in costume, e la presenza di Diane Kruger in un ruolo chiave valgono comunque il “prezzo” della visione.

 

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