Poker Face: la serie crime-comedy di Rian Johnson diverte e appassiona
Arriva su Sky la prima stagione della serie con protagonista Natasha Lyonne nei panni di un'improvvisata detective che risolve delitti su delitti on the road.
Charlie Cale, la protagonista assoluta di Poker Face, è una donna in fuga, costretta ad abbandonare il casinò di Las Vegas dove lavorava dopo essersi trovata coinvolta in una storia più grande di lei. La donna, che lavora lì come cameriera, possiede un dono tanto raro quanto potenzialmente pericoloso: riesce infatti a capire immediatamente quando qualcuno sta mentendo. Una capacità che finisce inevitabilmente per metterla nei guai quando si ritrova coinvolta in un caso di omicidio legato proprio ai loschi affari di chi gestisce il business.
Costretta alla fuga attraverso gli Stati Uniti per evitare di essere eliminata, Charlie intraprende un viaggio on the road attraverso motel decadenti, diner sperduti in mezzo al nulla, autogrill dimenticati e piccole comunità popolate da personaggi eccentrici. E ogni volta, da novella Jessica Fletcher, si imbatte in un delitto che si ritrova puntualmente a voler risolvere direttamente in prima persona, con tutte le conseguenze del caso.
La genesi del progetto
Vi è un dettaglio alla base di Poker Face che vale la pena sottolineare prima di entrare nel merito della recensione, giacché racchiude in sé il senso più profondo dell'operazione che Rian Johnson ha voluto realizzare. Il personaggio di Charlie Cale appariva già brevemente in Glass Onion - Knives Out (2022): un riquadro in una videochiamata, pochi secondi, una presenza meta e quasi subliminale, mentre l'attrice Natasha Lyonne si trovava effettivamente sul set della serie qui oggetto di discussione.
Serie che come scopriamo in questa prima stagione - ad oggi ne sono uscite due, con la terza annunciata ma poi cancellata - che fa ora la sua pur tardiva comparsa su SKY, è composta da episodi quasi interamente verticali nella narrazione, presentante ciascuno un caso autonomo, un'ambientazione diversa, un cast di guest star che cambia continuamente. Una scelta atipica e quasi controcorrente nel panorama della serialità contemporanea, che da anni spinge nella direzione opposta, verso lunghi racconti orizzontali. Poker Face torna deliberatamente alle origini che avevano fatto la fortuna di opere entrate nell'immaginario comune come Il tenente Colombo o la già citata La signora in giallo.
Una questione di aspettative
Lo spettatore sa già sin da subito ogni volta chi è il colpevole e le varie puntate si concentrano perciò su come questi e il mistero dietro il delitto verranno effettivamente smascherati, con quella tensione "rovesciata" che chiede a chi guarda di parteggiare per la protagonista ben sapendo già a che conclusione dovrà giungere. Johnson non si limita a omaggiare il genere, ma lo aggiorna, contaminandolo con le proprie ossessioni stilistiche e affidando le chiavi stesse del risultato a Natasha Lyonne, che riesce a dar vita a una figura irresistibilmente tragicomica, sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato - o meglio, ribaltandone la logica, al posto giusto nel momento giusto.
Tra guest star d'eccellenza, come quel pilot che vede nel ruolo del villain un magistrale Adrien Brody pre-secondo Oscar o ancora Chloe Sevigny come cantante rock, e situazioni sempre più assurde, Poker Face cerca di essere il più eterogeneo possibile. Da band metal a ospizi popolati da arzille vecchiette, da diner isolati a feste country e così via, ogni nuovo tassello della storia cerca di raccontare qualcosa di nuovo collocato in un preciso immaginario, che viene a sua volta più o meno parodiato all'insegna di una leggerezza tonale dove comunque, va ricordato, "ci scappa il morto".
L'anima ludica e il ritmo sostenuto si rivelano così i principali punti di forza della serie, con la struttura procedurale che, pur portandosi dietro il rischio della ripetizione meccanica, riesce a trovare il giusto equilibrio di umori e paradossi, lasciando che sia il pubblico a immergersi totalmente nelle folli disavventure e indagini della volenterosa e scatenata Charlie.