Fratelli demolitori: Momoa e Bautista in un'action-comedy di routine

Angel Manuel Soto confeziona un buddy-movie ad alto tasso di testosterone che punta tutto sulla chimica tra i due protagonisti. Su Amazon Prime Video.

di Maurizio Encari

Jonny Hale è un poliziotto la cui vita è andata a rotoli, come testimoniano anche la recente rottura con la fidanzata Valentina e il rapporto irrisolto con il padre Walter, che non vede da anni. Quando una sera viene preso di mira da alcuni sicari della yakuza giapponese, che fanno irruzione in casa sua, comprende che qualcosa di grave sta per accadere o è già accaduto. Poco dopo scopre infatti che il genitore è morto in quello che apparentemente sembrerebbe un banale incidente stradale, ma che nasconde ben altri risvolti.

In Fratelli demolitori Jonny è così costretto a tornare alle natie Hawaii, paradiso che aveva abbandonato da tempo in seguito a un'altra tragedia. Lì lo attende James, fratellastro ex Navy SEAL dalla disciplina ferrea, che lavora come istruttore militare ed è padre di famiglia apparentemente irreprensibile e felice. I due non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altro, ma dovranno ben presto mettere da parte rancori e differenze per scoprire la verità sulla morte di quel padre comune e svelare una cospirazione che coinvolge la criminalità organizzata locale e interessi politici ai più alti livelli.

Insieme per forza

Il regista Angel Manuel Soto, portoricano di origini, si era fatto notare a inizio carriera per i due interessanti coming-of-age La Granja (2013) e Twelve (2020), tanto da vedersi affidare la regia dello sfortunato Blue Beetle (2023), primo film DC dedicato a un supereroe latinoamericano, uscito quando il vecchio DCU stava morendo in favore del reboot di James Gunn.

Un cinecomic old school nel quale aveva dimostrato di possedere un certo senso del ritmo e una capacità di gestire sequenze spettacolari, pur ingabbiato all'interno di una struttura narrativa relativamente classica. Con Fratelli demolitori ha deciso di dedicarsi al cinema d'azione puro, abbandonando gli elementi fantastici e supereroistici per concentrarsi su un buddy-movie che guarda dichiaratamente ai canoni anni Ottanta e Novanta del filone, un periodo d'oro probabilmente irripetibile.

Ci troviamo davanti a un'operazione che vive e muore sulla chimica tra i due protagonisti. Jason Momoa e Dave Bautista portano sullo schermo quel carisma muscolare che il genere richiede, cercando di unire all'imponente fisicità anche una proverbiale verve autoironica. Il primo interpreta con il suo consueto piglio spavaldo il fratello più irruento, mentre il secondo - reduce dalla notevole perdita di peso che lo rende visivamente meno imponente rispetto al passato - offre una performance più contenuta e parzialmente sfumata. Il loro rapporto conflittuale, fatto di battibecchi continui e incomprensioni, funziona discretamente, con tanto di scazzottata tra i due e continui rimandi a colleghi come John Cena, Jean-Claude Van Damme e "l'odiato" The Rock, con il quale proprio Bautista ha avuto qualche screzio in passato.

Una storia che non offre nulla di nuovo

Peccato che la sceneggiatura non riesca mai a elevare il materiale oltre le convenzioni più trite e ritrite del genere. Il plot procede su binari ampiamente prevedibili, con rivelazioni telefonate sin dai primi minuti e una gestione dei villain che rasenta la caricatura, nonostante la presenza carismatica di Claes Bang, attore danese di talento che aveva brillato tra i tanti in The Square (2017) e qui ridotto a una sorta di anonima macchietta.

L'ambientazione hawaiana rappresenta sicuramente un punto a favore dell'operazione, che sfrutta efficacemente i paesaggi tropicali per offrire allo spettatore una location esotica, con le spiagge e i quartieri residenziali che diventano teatro di inseguimenti e sparatorie assortite, tra macchine che vanno a cento all'ora ed elicotteri che incombono dall'alto. La fotografia cattura i colori sgargianti dell'isola anche quando l'azione diventa caotica, riuscendo almeno a soddisfare l'aspettativa estetica di un pubblico pronto a essere trasportato in un contesto paradisiaco.

Ma come si suol dire, un bel gioco dura poco e invece qui, con i suoi centoventicinque minuti titoli di coda inclusi, il film si trascina stancamente in più occasioni, vittima di una storia che fatica a trovare il giusto ritmo e inserisce figure secondarie senza approfondirle appieno. Action-movie di questo tipo avrebbero bisogno di una maggiore immediatezza e la lunghezza eccessiva non fa altro che evidenziare i limiti di scrittura. La prima mezz'ora serve sostanzialmente a stabilire le dinamiche tra i protagonisti e poteva tranquillamente essere condensata, mentre il terzo atto si allunga in un susseguirsi di doppi giochi e tradimenti che complicano inutilmente una trama a conti fatti assai più semplice di quanto mostrato.

La presenza nel cast di Morena Baccarin e Temuera Morrison aggiunge ulteriore pepe, ma Fratelli demolitori non ha la necessaria profondità per essere qualcosa di più di un buddy/b-movie confezionato su misura per il poco esigente mercato dello streaming, come confermato dall'uscita esclusiva direttamente nel catalogo di Amazon Prime Video.