La sua verità: a caccia delle menzogna nella miniserie Netflix
Sei episodi per scoprire chi si nasconda dietro il brutale delitto di una donna in una piccola comunità della Georgia, tra segreti del passato e inaspettati ritorni. Con Tessa Thompson e Jon Bernthal.

Nella cittadina di Dahlonega, in Georgia, il brutale omicidio di una donna scuote una comunità che non aveva mai dovuto affrontare un crimine di tale portata. La vittima, che si scoprirà essere tale Rachel Hopkins, è stata uccisa con una quarantina di coltellate e abbandonato sul cofano di un'auto nel cuore della foresta, diventando immediatamente un caso mediatico di portata nazionale. Le indagini sul delitto sono affidate al detective locale Jack Harper, figura tormentata che nasconde più di un segreto.
In La sua verità fa ben presto la sua comparsa in città Anna Andrews, conduttrice televisiva caduta in disgrazia dopo essere sparita per un anno intero in seguito a una tragedia personale, che vede in quel caso di cronaca nera l'opportunità perfetta per rilanciare la propria carriera. Nel ruolo di reporter inviata sul campo, decide di tornare in quella che è la sua cittadina natale per seguire il caso, ritrovandosi faccia a faccia proprio con Jack, che altri non è che il marito dal quale si è separata dopo la morte improvvisa della loro figlioletta. La reunion "forzata" darà il via a dinamiche inedite e inaspettati colpi di scena.

La sua verità: chi ha ucciso Rachel Hopkins?
Un grande classico il topoi del thriller psicologico ambientato in una piccola comunità apparentemente tranquilla, dove crimini di varia entità minano lo status quo e riportano in vita scheletri nell'armadio sepolti da lungo tempo. La sua verità, adattamento dell'omonimo bestseller di Alice Feeney pubblicato anche nel nostro Paese, approda su Netflix con l'ambizione dichiarata di distinguersi dalla massa grazie a un duo di protagonisti d'eccezione formato da Tessa Thompson e Jon Bernthal e alla regia di William Oldroyd, regista britannico noto per opere turbolente e affascinanti come Lady Macbeth (2016) e Eileen (2023), qui al suo esordio nel mondo della serialità, pur dividendosi con la collega Anja Marquardt.
Ci troviamo davanti a un'operazione che oscilla tra momenti di genuina tensione e scivoloni in soluzioni più derivative, tra la ricerca di essere un dramma sui traumi familiari e su quel passato che ritorna e la necessità di soddisfare le aspettative del genere contemporaneo, con una girandola di colpi di scena che nella seconda metà rischia di far deragliare l'intera costruzione narrativa - anche se va detto la rivelazione finale arriva relativamente inaspettata.

Il titolo originale His & Hers nella sua ambiguità vorrebbe sottolineare la contrapposizione tra le due versioni dei fatti - ovvero quella di Jack e quella di Anna - ma a conti fatti le ambiguità vengono meno in una sceneggiatura che anzi spiega tutto fin troppo chiaramente, lasciando poco spazio al dubbio e bensì amplificando l'importanza delle scelte, in qualsiasi piano temporale queste avvengano. Anzi si finisce per giocare almeno in un paio di occasioni con l'intelligenza dello spettatore, che si ritrova a essere ingannato con ricordi che cambiano in maniera incoerente a favore delle logiche del racconto.
Come prima, più di prima
Sei episodi, dalla durata media di circa quaranta minuti l'uno, che ci accompagnano in questa love-story tormentata tra i protagonisti, ormai ex ma non del tutto restii a riaccendere la fiammella della passione, spentasi in seguito a un dramma indicibile. E che trovano adeguata forza caratteriale nelle ruvide interpretazioni di Tessa Thompson e Jon Bernthal, pronti a nascondere come i loro personaggi sfumature e dettagli, prossimi a venire alla luce nel procedere dei sempre più concitati eventi. Eventi che vivono un crescendo esasperato nella seconda metà di stagione, con un parziale sbilanciamento del ritmo che rischia di togliere organicità alla visione complessiva.

Il regista trasforma la Georgia in un purgatorio umido e opprimente, dove la natura rigogliosa nasconde putrescenze morali che hanno le loro radici in adolescenze dimenticate. La fotografia enfatizza i contrasti, con le tonalità calde della campagna diurna che si scontrano con l'oscurità delle sequenze notturne, creando un'atmosfera da noir moderno che porta la messa in scena a un livello sopra la media per produzioni di questo tipo. Peccato che certe finezze stilistiche non trovino sempre adeguato supporto da una vicenda che ha senza dubbio i mezzi per tenere incollato il grande pubblico allo schermo, ma che come spesso accade si adagia su soluzioni facili e non sempre credibili.
Gallery
Rating: TBA
Nazione: USA
Voto
Redazione

La sua verità
Ogni storia ha almeno due verità, sostiene il voice-over iniziale, e quell'almeno va sottolineato in fase di recensione in quanto ampiamente voluto a indicare come il principale colpo di scena avvenga proprio negli istanti finali, ribaltando ciò che sembrava ormai dato per acquisito. La sua verità gioca con le aspettative di chi guarda, ingannandolo a tratti in maniera appagante, altrove più forzatamente, in sei episodi che vivono su un ritmo discontinuo ma possono contare sul carisma di Tessa Thompson e Jon Bernthal, protagonisti d'eccezione in questo racconto di non detti e di scheletri sepolti che tornano alla luce. Il discreto livello tensivo e l'ottima messa in scena da parte di un regista abituato al grande schermo come William Oldroyd permettono di perdonare le forzature di una sceneggiatura, adattamento dell'omonimo romanzo, che si muove in diverse occasioni a convenienza.













