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Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

Il nuovo GDR dallo studio dietro Disco Elysium. Una formula di gioco migliorata non bilancia un comparto narrativo lontano dai gloriosi fasti

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c'e, manca la testa - Recensione PC
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Se avete familiarità con Disco Elysium e ZA/UM, probabilmente avrete sentito parlare dei dissidi interni allo studio estone, che hanno portato buona parte del team di sviluppo, tra cui diverse figure di spicco, a cambiare aria. Qualunque sia la vostra posizione in merito, non approfondiremo ulteriormente l’argomento, né lo useremo per sminuire Zero Parades: For Dead Spies. Il titolo è nato in circostanze sfavorevoli, ma non merita occhiate di traverso. Né le merita chi è rimasto sul pezzo e ha contribuito alla sua realizzazione. Magari ha pure le carte in regola per reggere il confronto con il suo predecessore. È forse così?

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

In Zero Parades accompagneremo Cascade, o Hershel per gli amici, una spia comunista tornata in azione dopo anni di inattività. Le è stata affidata una missione nella cittadina portuale di Portofiro, ma le cose si mettono subito male: il suo informatore è stato “azzerato” e giace inerte nel suo rifugio. Il nostro obiettivo sarà ripercorrere i suoi ultimi movimenti per capire quale sia effettivamente la missione, e successivamente portarla a termine (o mandare tutto in malora). 

I paragoni con Disco Elysium si sprecano, tuttavia Zero Parades cerca di prenderne le distanze, proponendo un’ambientazione e un cast inediti. L’enfasi rimane sulla narrazione, fatta di lunghi, coloriti ed elaborati dialoghi con una sfilza di personaggi tanto eccentrici quanto pomposi. Sembrano sempre ansiosi di vuotare il sacco e raccontarvi vita, morte e miracoli dei loro trascorsi, ideologie e teorie bislacche, fatti e dicerie che li circondano. La nostra capacità di relazionarci con loro però sarà influenzata dalle “voci” nella testa di Hershel.

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

Come in passato, ognuna incarna una statistica, e la loro “prepotenza” aumenterà all’aumentare dei punti abilità investiti per potenziarle. La riuscita del loro intervento è determinata da un lancio di dadi, che ci fornirà maggiori dettagli o un vantaggio nella trattativa. Fallire non comprometterà troppo l’evento (di solito), eccetto le azioni più difficili, per le quali potremo “sforzarci” per aggiungere un dado extra al risultato in cambio del degrado fisico e mentale della protagonista. Fatica, ansia, delirio: se una di queste condizioni raggiunge il limite saremo costretti a ridurre permanentemente un parametro nella relativa categoria. Anche alcune opzioni durante i dialoghi tenderanno ad aggravarle, pertanto dovremo tenerle d'occhio, riposando o assumendo quantità comiche di caffeina, nicotina e medicine più o meno “legali”. 

Le voci analizzano l’ambiente circostante (rivelando talvolta nascondigli segreti), e occasionalmente ci capiterà di prendere parte a “combattimenti” a turni che aggiungono un pizzico di dinamismo. In ogni caso, passeremo le giornate perlopiù a torchiare i passanti in cerca di informazioni. Portofiro non è particolarmente grande, ma è densa, cela un sacco di interazioni e ognuna vi porterà via un bel po' di tempo per carpire tutto, specie se vi viene affibbiata una delle tante missioni secondarie (o primarie, il confine non è ben definito).

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

L’esperienza funziona e la vicenda intrattiene. Spesso si ha l’impressione che non stia accadendo granché, eppure basta lasciarsi prendere un attimo per passare ore a caccia di indizi. Questo perché i singoli tasselli dell'intreccio funzionano, rivelando una buona cura nella caratterizzazione dei personaggi e del ruolo che ricoprono. È il quadro generale a non avermi convinto. Apprezzo che il background del mondo di gioco sia ben sviscerato, ma forse c’è un po’ troppa carne sul fuoco. Ogni conversazione introduce valanghe di concetti, termini, date, curiosità, e non c’è un attimo di respiro per assimilarli. Ricomporre il puzzle strada facendo è sicuramente piacevole, ma c’è così tanto rumore di sottofondo che è impossibile non perdere pezzi e manco accorgersene. 

La nostra missione può essere approcciata da molteplici angolazioni. Per questo il cast si dilunga su più fronti, in modo da non lasciarci a piedi in caso di fallimenti (e ce ne saranno) o in base al nostro kit di partenza. Se siete tipi da puntare a un obiettivo probabilmente non ci farete caso, ma se come il sottoscritto volete esaurire tutte le opzioni e battere ogni pista (anche perché forniscono punti esperienza, e quelli fanno comodo), è alquanto sfiancante stare dietro all'ennesimo monologo senza capo né coda di un altro tizio a caso.

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

Approccio sbagliato? Forse, ma non c’è nessuno a metterci fretta, né avremo mai direzioni chiare da seguire, tanto vale guardarsi intorno. Cascade purtroppo non è una protagonista molto carismatica. La regia non fa che martellare su quanto sia lesbica, tossicodipendente e tormentata da quanto accaduto alla sua vecchia squadra, ma c’è ben poco oltre a quello, e non avremo molto input a riguardo. Le voci nella sua zucca a loro volta vanno dal didascalico al commento random e inopportuno, rendendo molti scambi tronfi e privi di sostanza, che si limitano a ripetere cose già dette in modo più criptico e/o “estroso”. Ok la scrittura romanzata, ma un po’ di fuffa si poteva togliere, anche perché ricercare un’informazione nel mare di aforismi non è semplice. 

È una storia di spionaggio dove si spia veramente poco, ma credo sia voluto. In compenso si parla tanto di cultura, del vecchio contro il nuovo, di consumismo e globalizzazione. La politica resta sullo sfondo, o comunque si cerca sempre di girarci intorno, per un tema ancora in voga. In soldoni, l’unica scema del villaggio è Hershel, che dopo cinque anni sottocoperta pare non sappia più un tubo, salvo rari lampi di genio. Ciò giustificherebbe il tono tra il sardonico e l’annoiato tenuto dalla stragrande maggioranza dei nostri interlocutori. Mi sarei aspettato però un po’ più di vivacità almeno dai bambini che guardano i cartoni o dalle fan invasate dell’idol del momento.

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

A ogni modo, le interpretazioni sono eccellenti, con una buona dialettica e pause naturali. L'espressività talvolta latita, ma è azzeccata alle atmosfere decadenti. Un plauso in particolare alla narratrice, che riesce a dare quel tocco di personalità a tutte e quindici le voci interiori. Purtroppo, capita spesso che le linee di dialogo non coincidano con i sottotitoli, oppure manchino del tutto, e il doppiatore di turno può persino cambiare di punto in bianco. Per qualche motivo poi le descrizioni dei gesti durante le battute non sono doppiati, creando strani vuoti. Giusto qualche giorno fa è uscita una patch che risolve parte di questi problemi, ma il gioco non sarebbe dovuto uscire così. 

La direzione artistica di Zero Parades ricalca quella apprezzata in Disco Elysium, una tavola impressionista in movimento piena di colori e sfumature che descrivono perfettamente il contesto. I ritratti dei personaggi sono più definiti, in linea con lo stato mentale più stabile (relativamente parlando) di Cascade. Menù e interfacce invece sono chiare e leggibili, senza perdere in stile. Ogni tanto i testi a schermo coprono le aree cliccabili. Belle le illustrazioni astratte dei condizionamenti.

Zero Parades: For Dead Spies. Il cuore c’è, manca la testa – Recensione PC

I tempi di attesa sono pochi e brevi, eccetto il primo all’avvio. Performance buone, nessun bug da segnalare, tranne la finestra con il risultato dei dadi che resta incollata dopo un caricamento. Sì, ho abusato del salvataggio rapido per rollare di nuovo certi eventi, ne valeva la pena. Fiacca la colonna sonora, con brani ambient a malapena percettibili. Il più delle volte pare di essere nel completo silenzio. Qualche motivetto per enfatizzare le nostre scorribande non avrebbe guastato.

Zero Parades: For Dead Spies

Versione Testata: PC

7.5

Voto

Redazione

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Zero Parades: For Dead Spies

Tanta voglia di emergere e di farsi notare, Zero Parades: For Dead Spies sembra spesso gridare “guardate, ci so ancora fare". Una frase attribuibile tanto alla protagonista quanto al team di sviluppo, che è riuscito a imbastire un’avventura intricata e intrigante, con un cast eclettico e variopinto. Il gameplay è di pregevole fattura e saprà catturarvi dall’inizio alla fine, tuttavia la storia non convince appieno. I personaggi sono sì memorabili, ma il troppo manierismo fine a sé stesso finisce per appesantire il comparto narrativo e l’attenzione del giocatore, che devono sorreggere una mole impressionante di dettagli superflui. Se vi è piaciuto Disco Elysium riuscirete sicuramente a divertirvi anche con il debutto della rinnovata ZA/UM, ma non aspettatevi il medesimo splendore.