Will: Follow the Light, acque agitate ed echi dal passato - Recensione
Ci siamo addentrati nell'opera prima di TomorrowHead Studio in un viaggio tra latitudini e longitudini.

Will: Follow the Light è stato sicuramente uno tra i giochi più interessanti del Future Games Show del 2024, un'esperienza story driven con visuale in prima persona che ci porta ad attraccare in luoghi piuttosto inospitali, navigando altresì tra acque animate da burrasche improvvise. Anche se il contesto è decisamente diverso, il videogioco di debutto di TomorrowHead trae un po' della sua ispirazione da Firewatch, proponendo una trama inedita che riflette sul significato dell'amore, un sentimento di un padre che deve ritrovare suo figlio partendo con la Molly (la sua personale imbarcazione) attraverso gli insidiosi mari settentrionali.
Quella che ci siamo trovati dinnanzi è un'esperienza tutto sommato interessante, che racconta una storia coraggiosa (anche se non profondissima) e decisamente pericolosa, soprattutto perché (e chi naviga lo sa perfettamente) con il mare non si scherza. Will: Follow The Light non è una semplice simulazione di barca a vela, anche se per certi versi dovremo imparare alcune nozioni nautiche, bensì un gioco che mette in essere la famiglia, il significato della perdita e, ovviamente, i fari.

La forza del guardiano del faro!
Come avrete sicuramente intuito, Will: Follow the Light ci mette nei panni dell'omonimo protagonista, il guardiano del faro di un'isola non meglio identificabile situata nel mare settentrionale. Sembra tutto molto pacifico, e qualcuno potrebbe anche dire che (probabilmente) la vita di un guardiano è decisamente tranquilla: ma questo si confermerebbe solo come un madornale errore. Senza sapere nulla, né i motivi per i quali ci troviamo lì, fin dalle prime battute di gioco dovremo affrontare il mare in tormenta, prendendo le redini dell'imbarcazione e impostando le vele di poppa e quelle di prua. E se fino a quel momento non ne sapevamo un bel niente di come si fissa il boma con la scotta della randa e un bloccante, all'improvviso questi termini ci inonderanno lo schermo fin quando ci sveglieremo nella nostra postazione, nell'ennesimo turno solitario al faro.
Tuttavia, come spesso accade, la routine verrà interrotta da un inaspettato messaggio radio, che ci costringe a effettuare dei controlli all'apparenza standard ma che si confermeranno come il preannuncio di un disastro improvviso. Infatti, la città di Will si ritroverà coinvolta in una catastrofe ambientale e suo figlio (Thomas) è sparito improvvisamente. La disperazione diventa quasi straziante, finché non veniamo a sapere da amici superstiti che il ragazzo si trova con il nonno, ovvero il padre del guardiano del faro. E da questo momento in poi inizierà il viaggio, una traversata nautica alla ricerca della propria famiglia che farà emergere alcuni scheletri nell'armadio, rimorsi, e verità che si celano nel rapporto con i nostri cari. E queste "verità" verranno a galla mentre raggiungeremo isole disabitate raggiungibili via mare e immense catene montuose (percorribili solo con cani da slitta).

Will: Follow The Light è un'esperienza lineare, caratterizzata da esplorazioni, letture di documenti, segreti da scoprire e oggetti da collezionare (come modellini di imbarcazioni e scatoline per il Tè da assaporare). E a chiudere il cerchio dell'esperienza, ci pensano i vari rompicapi disseminati lungo i 6 capitoli che ci porteranno a ritrovare (o salvare?) nostro figlio o forse noi stessi.
I vari enigmi, diciamo l'aspetto più corposo dell'esperienza, si sono rivelati tutto sommato interessanti, tra delle ricerche intense di codici per sbloccare vari lucchetti, porte e casseforti, alla risoluzione di alcune sequenze per far arrivare la corrente all'ultimo generatore del faro. Senza farsi mancare fasi in cui siamo stati chiamati ad assemblare un argano per la Molly (sempre la barca) o a riparare la slitta con levigatrici, martelli e altri svariati attrezzi. Queste attività, potremo dire così, spezzano un po' il ritmo della storia che va unicamente verso una direzione ma che, a conti fatti, non ci offrono niente di così innovativo.
Perlopiù, e questo potrebbe essere un pregio per coloro che non possiedono molta pazienza, gli enigmi non sono così difficili da risolvere e con qualche tentativo se ne riesce a venire a capo con assoluta scioltezza. L'aspetto che fa riflettere di più, tuttavia, risiede nel viaggio in alto mare, a maggior ragione quando si devono combattere i propri demoni che potrebbero trascinarci più a fondo del dovuto.

Una traversata non semplice con la Molly
Tra una zona e l'altra di Will: Follow The Light prenderemo spesso e volentieri le redini del timone, un'attività che ci è stata insegnata da nostro padre. Dopo aver tracciato la rotta su un'apposita mappa, impostando altresì le coordinate in modo dinamico, potremo issare le vele e prepararci a delle traversate in acque calme e agitate, mentre nella mente si manifesteranno ricordi del nostro passato. Questa attività, seppur gradevole nella sua semplicità, non ci ha pienamente convinto: avremo gradito delle fasi più impegnative, in cui Will se la doveva battere con il mare in tempesta per raggiungere il prossimo punto di attracco (considerando che il gioco parte proprio da un periodo non semplice nei mari settentrionali).
E infatti, nemmeno a dirlo, in qualsiasi momento potremo saltare il viaggio e ritrovarci verso il punto di arrivo che avremo dovuto seguire attraverso la mappa nautica. Una scelta nata per favorire quei giocatori che vogliono solo immedesimarsi nella storia senza troppi patemi ma, lasciatecelo dire: che senso ha "skippare" il viaggio se rappresenta uno dei punti di forza su cui si basa l'esperienza?

Nonostante tutto, Will: Follow The Light regala degli scorci nordici intrisi di malinconia e decisamente immersivi. E se da un lato siamo stati incantati da certe esposizioni artistiche (come l'aurora boreale ad esempio), dall'altro non si può dire lo stesso per quel che concerne il lato tecnico, tra cui una spiccata goffaggine nei movimenti e nella realizzazione di alcuni personaggi molto distanti dalla realtà per il loro aspetto. Su PlayStation 5, versione da noi testata, abbiamo trovato diversi PNG non proprio in forma, con sopracciglia deformate e occhi poco espressivi. Comprendiamo certi limiti tecnici, soprattutto quando si tratta di un'opera prima per un team di sviluppo, ma capiteci che scorgere un capitano portuale immobile con la tazza di tè in mano per un tempo indefinito non è molto credibile.
Nonostante i limiti, Will: Follow The Light è un'esperienza tutto sommato interessante, contraddistinta da drammi familiari, svariati enigmi e che dà anche la possibilità di riflettere su alcune questioni. Non è un'avventura perfetta, questo è vero, e forse c'è troppa introspezione, ma le sei ore passate in compagnia di Will sono letteralmente volate.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

Will: Follow The Light
"Naviga verso la luce quando non sai dove andare". E probabilmente questa frase descrive in modo coerente l'esperienza che abbiamo vissuto: una traversata in lungo e in largo nei mari settentrionali per compiere una missione azzardata, coraggiosa e che dimostra quanto può essere forte l'amore paterno. Will: Follow The Light, nonostante dei ritmi a volte discontinui, mette sul piatto una storia interessante arricchita dalla risoluzione di diversi rompicapi e da una navigazione per mare da far innamorare il giocatore.
Peccato per alcune sequenze fin troppo rigide e da meccaniche di gioco che forse sono ancorate a qualche generazione fa. Al netto di questo, il nostro consiglio è quello di dare una possibilità alle onde emotive di Will: Follow The Light e lasciarsi trasportare dai misteri che questa navigazione porta con sé.

