The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon, la recensione del JRPG che chiude l'arco di Calvard!
Il capitolo conclusivo di Calvbard tra picchi di combat system e una grafica rivedibile

The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon, le ambizioni del capitolo finale
The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon, per quanto non abbia numeri nel proprio titolo, è il seguito diretto di The Legend of Heroes: Trails Through Daybreak e The Legend of Heroes: Trails Through Daybreak 2 ed è da poco approdato su PC, Switch, Switch 2, PlayStation 4 e PlayStation 5. Se vi interessa scoprire cosa troverete alla fine del ciclo di Calvard non potete perdervi la recensione di The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon che abbiamo fatto dopo averlo giocato sulla console ammiraglia di Sony. Partiamo da alcuni punti cardini: il marchio The Legend of Heroes è una sconfinata serie di JRPG di stampo classico che vede tra le sue fila i “Trails”, una “sotto serie” molto amata e prolifica che consta di svariati archi narrativi estremamente connessi tra loro.
Trails Beyond the Horizon è, appunto, il capitolo finale di Calvard, ma va a compiere un lavoro narrativo in cui confluiscono storie e personaggi che abbiamo imparato ad amare anche in altri cicli. Nonostante negli ultimi anni i titoli Nihon Falcom abbiano goduto di diverse riedizioni, è comprensibile che i neofiti abbiano difficoltà a recuperare ogni gioco che va a formare questo grande e affascinante mondo, per quanto l’ideale sarebbe giocare una lista di ben 12 titoli, in modo da avere una versione completa. Conoscere il ciclo di Liberl con i tre Trials of the Sky, il ciclo di Crossbell e soprattutto quello di Erebonia formato dai quattro Trial of Cold Steel è un plus non indifferente per godersi a pieno il titolo che stiamo esaminando oggi.

D’altro canto chiariamo subito che Trails Beyond the Horizon nasce per essere esattamente quello che è: l'episodio conclusivo di una trilogia con profondi richiami a un universo ben formato ed estremamente articolato. Il messaggio è chiaro, anche se il team di sviluppo ha inserito un glossario dove vengono presentati i personaggi principali e spiegati diversi fattori geopolitici, serve una conoscenza pregressa. Lo stesso archivio di cui abbiamo appena parlato non riesce a colmare il non aver giocato qualche capitolo precedente, più che altro aiuta a rivedere alcuni concetti dei titoli passati che, magari, richiedono una rinfrescata. Van Arkride e la sua Arkride Solution sono di nuovo protagonisti, assieme a un nutrito gruppo di compagni che vede comparire gradito ritorni direttamente da altri archi narrativi, vedi il mitico Rean Schwarzer e Kevin Graham.
La trama poggia sul primo progetto aerospaziale che da Calvard punta a conquistare il cielo, in un mix di intrighi sociopolitici che porteranno i nostri eroi a trovare risposte a domande che hanno le proprie radici in cicli narrativi precedenti come i già citati Cold Steel e Trails in the Sky, tanto che ci saranno tre linee narrative dedicate ai gruppi di Van, Rean e Kevin. Lo sforzo in fase di sceneggiatura è enorme, con una quantità di testi (tutti in inglese) non indifferente che vanno a descrivere i tantissimi aspetti dell'ambientazione, della trama e della caratterizzazione di tutti i personaggi, al punto che in alcune situazioni tutto diventa sin troppo prolisso, per quanto ben studiato e coerente.
Il combat system che eccelle: è il migliore dei Trials?
La struttura è estremamente tradizionale, tra fasi esplorative e di combattimento, con quest’ultime che potremo affrontare sia in modalità action che a turni (salvo casi specifici), esattamente come nei due precedenti Trails Through Daybreak. Tendenzialmente il combattimento action è utile per snellire le fasi con i nemici più deboli, mentre quando saremo in difficoltà sarà meglio passare al combat system a turni, fermo restando che potremo (quasi) sempre switchare liberamente tra le due modalità. Sebbene sia stato rifinito, il combattimento action non è particolarmente profondo, per quanto ci sia la possibilità di utilizzare colpi speciali e sfruttare diverse abilità in modo più fluido rispetto al passato.

Il fiore all’occhiello resta la modalità a turni che, oggi più che mai, risulta estremamente profonda, stratificata e soddisfacente, andando a premiare i giocatori capaci di pianificare e studiare ogni situazione, soprattutto se si vuole alzare il livello di difficoltà e godersi tutto quello che The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon è in grado di offrire. Per quanto mi riguarda, il combat system a turni di questo titolo è in grado di mettere in riga tanti prodotti più blasonati e spicca anche rispetto agli altri episodi della stessa saga, grazie a una grande maturità raggiunta dai ragazzi di Nihon Falcom.
Si scende in campo con quattro personaggi, con la possibilità di scambiarli con il resto del team in “panchina” e nella parte alta dello schermo compare una linea temporale che indica l’ordine con cui alleati e avversari potranno attaccare. Una volta raggiunto il proprio turno, ogni personaggio può muoversi sul campo di battaglia in modo da raggiungere posizioni favorevoli per sferrare un attacco, agire in combinazione con un compagno o sottrarsi al raggio d'azione avversario. Le azioni da compiere sono davvero tante e vanno dalle classiche come attacco, difesa, usare gli oggetti, a molti comandi che possono dare una svolta alla nostra battaglia.
Abilità fisiche, arti magiche e le devastanti mosse S-Craft possono fare la differenza tra sconfitta e vittoria, se utilizzate al momento giusto. Gli ingredienti principali sono la sinergia tra protagonisti, tantissimi effetti da attivare e la possibilità di mettere in atto strategie legate allo ZOC cioè il rallentamento del tempo, che potremo utilizzare riempiendo un apposito indicatore. Ad esempio potreste combattere contro un nemico particolarmente potente usando la modalità a turni e riuscire a stordirlo, a quel punto potreste passare al combattimento in tempo reale, attivare lo ZOC e sfruttare il momento propizio per riempirlo di colpi, guadagnando un discreto vantaggio, ma questa è solo una delle varie strategie che potrete attuare, grazie alla varietà di comandi e alle caratteristiche uniche dei vari personaggi a vostra disposizione.

Anche questa volta è molto importante saper gestire l'Orbment, un dispositivo di ogni personaggio in cui si possono inserire i quartz, cristalli dai molteplici usi che conferiscono bonus, abilità passive, magie e colpi speciali. Il sistema dei quartz permette di combinare vari cristalli in modo da riempire delle apposite righe dell'Orbment. Con la giusta attenzione si possono sbloccare magie molto potenti o migliorare enormemente le proprie statistiche, con un sistema ancora più flessibile e personalizzabile che in passato. Insomma, il combat system di The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon non solo mantiene quanto di buono c’era nei precedenti episodi, ma riesce a migliorarsi ulteriormente.
Comparto tecnico: grafica arretrata, audio convincente
Come al solito, però, a deludere è il comparto grafico, ancora una volta tasto dolente delle produzioni Nihon Falcom, a dimostrazione di come il budget a disposizione non vada di pari passo con le altre componenti del gioco. Il livello visivo ci riporta quasi all'epoca PlayStation 3 e nonostante è chiaro che alla base c'è un buon design di ogni elemento, la resa rimane ancorata al passato, tra animazioni legnose, texture povere e modelli poco particolareggiati, fatta eccezione per alcuni boss. È presente la possibilità di scegliere tra modalità grafica e prestazioni e vi consiglio vivamente di scegliere quest'ultima, visto che l'impatto grafico rimane simile in entrambi i casi, ma almeno potrete avere una buona fluidità intorno ai 60 FPS.
Molto meglio l'audio, con il solito ottimo doppiaggio nipponico e quello in inglese che si rivela più che sufficiente, ma i complimenti vanno fatti anche alle musiche, dove a fronte di qualche pezzo un po' anonimo, ci sono alcuni temi che restano immediatamente impressi e ci accompagnano per tutta la durata del gioco. La longevità arriva senza problemi alle fatidiche 100 ore, soprattutto se deciderete di giocare a livelli di difficoltà più alti (con naturale necessità di grindare) e se vi dedicherete alle tante missioni e attività secondarie. Consiglio assolutamente di non andare di fretta e prendervi tutto il tempo necessario per esplorare a dovere il mondo di gioco, visto che avrete svariate sorprese e potrete approfondire molti fattori della lore generale. Impossibile non citare il Grim Garten, un dungeon opzionale dove potrete fare incetta di punti esperienza e oggetti utilissimi e che richiede un certo impegno per essere portato a compimento.

In sintesi, The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon è un ottimo JRPG, ma graficamente arretrato, adatto unicamente a chi ha una adeguata conoscenza della trama e con una quantità di testi che potrebbero spaventare alcuni gamer, soprattutto se poco avvezzi alla lingua inglese. Per chi ama i Trails, Beyond The Horizon è una tappa obbligata, che regala interessantissimi colpi di scena sul mondo di gioco, chiude un'epoca e apre la porta al futuro di questa incredibile saga di The Legend of Heroes. Se siete fan di questa saga, Trails Beyond the Horizon è un appuntamento che non potete perdere!
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

The Legend of Heroes: Trails beyond the Horizon
The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon non solo chiude in modo epico l'arco narrativo di Calvard, ma segna un punto di svolta nella narrazione condivisa dell'universo di tutti i Trails. Gli eventi sono ben narrati, come sempre accade in questo brand, con importanti colpi di scena che mettono sotto una nuova luce molto di quello che conoscevamo sino a oggi riguardo questa coinvolgente ambientazione. Tanta attenzione per la gestione del cast e tantissime linee di testo che rendono ancora più vivo il mondo, ma l'assenza della lingua italiana potrebbe essere uno scoglio non indifferente per i non anglofoni, con l’aggiunta che alcuni passaggi hanno davvero troppi dialoghi, col rischio di spezzare il ritmo generale. Il gameplay è sempre più rifinito e soddisfacente, con il combat system a turni che brilla di luce propria e raggiunge nuove vette di profondità. Le musiche non deludono e alcuni brani entrano subito in testa, mentre la grafica rimane il tallone d'Achille, sembrando ancora una volta uscita da un progetto vecchio di due generazioni. Certo, nessuno gioca ai titoli Nihon Falcom per il loro aspetto, ma continuo a chiedermi quando, finalmente, potrò vedere questo team lavorare con un budget adeguato e a oggi non conto più le recensioni dei loro giochi in cui mi sono fatto questa domanda. Rimane il fatto che The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon è un ottimo JRPG che chiude più che bene un lungo arco narrativo e pone le basi per il futuro di una saga che non può passare inosservata.


