The Day I Became A Bird: un’avventura da un battito d’ali - Recensione
Una storia d'amore dell'infanzia diventa un videogioco, ma il suo volo è davvero troppo breve.

Ci sono storie che toccano le corde del cuore e che ci fanno tornare indietro di molti anni, a quel primo "amore", a quel sentimento così intenso e talvolta incomprensibile capace di stravolgere la quotidianità. The Day I Became a Bird non nasce come videogioco, ma si ispira dall'incantevole libro per l'infanzia di Ingrid Chabbert, un'autrice che ci parla in modo essenziale della scoperta di nuovi sentimenti.
E lo fa con grande delicatezza, puntando fortemente sulla creatività smisurata di un bambino che escogiterà un vero e proprio stratagemma per attirare le attenzioni di quella fanciulla che gli ha rubato il cuore. Una storia dai tratti nostalgici, sempre attuale e che riscalda gli animi di coloro (un po' tutti) che hanno vissuto questi attimi così soavi.
Prima di capire che tipo di esperienza videoludica ci troveremo tra le mani, lasciateci fare un piccolo appunto: The Day I Became A Bird (tradotto letteralmente in gioco come "Il giorno in cui sono diventato un passerotto") anche se racconta in modo ancora più interattivo un libro illustrato di circa 40 pagine non riesce a deliziare con un impianto ludico degno di nota. È vero, parliamo di un'avventura grafica rivolta perlopiù alle giovani leve, ma crediamo che qualche elemento aggiuntivo avrebbe reso questo racconto ancora più invitante e coinvolgente.
The Day I Became A Bird è un'avventura da giocare con i più piccoli, anche se verrà completata in poco meno di 50 minuti.

Prendere il volo con il potere dell'amore
Il primo giorno di scuola, chi di noi non lo ricorda? Un momento fatto di ansia, di scoperta e di avventura che ci avvicina sempre di più nel "mondo dei grandi". Il protagonista di questa storia è Frank, un frugoletto vivace e allegro che al primo sguardo si innamora di Sylvia, una gentile bambina che ama oltre ogni modo i passerotti: del resto, non sopporta vederli vivere in gabbia e si prende cura di loro quando sono feriti.
Probabilmente Frank è rimasto folgorato dall'animo buono di Sylvia ed escogiterà uno stratagemma niente male per attirare la sua attenzione: si trasformerà nientepopodimeno che in un uccello. Per farlo dovrà raccogliere scatoloni, foglie e disegnare ogni parte anatomica per trasformare il suo corpo in quello di un passerotto, ciondolando avanti e indietro per la scuola e scatenando anche l'ilarità degli altri bambini. Ma chi se ne importa, dopotutto: Frank è determinato e ha anche abbandonato le sue passioni pur di rendere felice Sylvia, una vera e propria musa in quel percorso fatto di farfalle nello stomaco.
Molti di noi si saranno ritrovati a vivere un'esperienza simile e The Day I Became A Bird, così come nel libro, riproduce fedelmente questo sentimento e anima quelle pagine illustrate con assoluta delicatezza. Il gioco si suddivide in quattro giornate, caratterizzate da mini capitoli nei panni di Frank in cui vivrà la sua vita con assoluta leggerezza (che bella la fanciullezza!). Dar da mangiare al cane, palleggiare come dei prodigi del calcio, ballare a ritmo e giocare a campana, saranno solo alcune delle attività a nostra disposizione. In ogni capitolo, oltre a svolgere dei compiti ben precisi tra cui prepararci per la scuola o recuperare alcune materie prime, potremo anche raccogliere delle piume per completare il capitolo al 100%.

E qui sorgono le nostre prime perplessità: perché inserire degli oggetti da raccogliere se poi non ci ricompenseranno con extra degni di nota? Sembra quasi un'attività fine a stessa, un pretesto per girare i piccoli scenari senza uno scopo ben preciso. Crediamo che ogni componente ludica debba essere sempre armonica all'interno di una produzione, altrimenti si potrebbe omettere senza problemi.
Nei quattro giorni che accompagneranno le vicende, si potrà interagire con il mondo di gioco ma sempre in modo piuttosto basilare: a scuola o al parco, oltre a recuperare gli oggetti che poi ci serviranno per costruire il nostro "costume pennuto", si ascolteranno alcuni dialoghi che mettono in essere i problemi più comuni per dei bambini di 6/7 anni. E non è piacevole, ad esempio, per un trentenne essere definito un vecchio… ma d'altro canto è così che va la vita. Alla fine di quasi ogni sequenza dovremo costruire un puzzle, riordinare quei pezzi che poi ci consegneranno un artwork che verrà narrato come un vero e proprio libro illustrato.

Un'esperienza fin troppo contenuta
Il racconto, seppur interessante e dai tratti toccanti, lo abbiamo trovato sbrigativo e probabilmente ancora più immediato di un libro per bambini. E siamo tutti d'accordo sul fatto che allungare la storia avrebbe snaturato il libro di Ingrid Chabbert, ma inserire più elementi di contorno, più dialoghi e momenti in cui vivere la vita di Frank, avrebbe sicuramente fatto bene al videogioco. Invece, The Day I Became A Bird finisce subito e, appena si riesce a entrare in simbiosi con il protagonista, la storia giunge ai titoli di coda. Diciamocela tutta, a noi piacciono enormemente le storie e quella di The Day I Became A Bird è stata come un viaggio indietro ai momenti dell'infanzia. Altresì, questa produzione non ha un giusto rapporto qualità prezzo e la bontà artistica, nonostante tutto, non lo giustifica appieno.

Se dal punto di vista meramente ludico non siamo rimasti pienamente soddisfatti di questa avventura indie, restiamo piacevolmente colpiti dalla sua natura visiva. Infatti, il team creativo è riuscito ad animare splendidamente le illustrazioni monocromatiche di Raúl Nieto Guridi, rendendole così vivide e piene di colore agli occhi del videogiocatore. E oltre a questo, abbiamo apprezzato l'implementazione dei caratteri che consentono alle persone con dislessia di leggere più facilmente i vari testi.
The Day I Became A Bird è una storia di delicata bellezza e che mette a nudo le emozioni, quelle più sincere, vissute dagli occhi di un bambino che vuole donare il cuore alla persona amata. Però, per un videogioco, ci saremmo aspettati qualcosina in più.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

The Day I Became A Bird: un’avventura da un battito d’ali - Recensione
The Day I Became A Bird è un videogioco narrativo che riesce a catturare l'essenza emotiva del primo amore di un bambino che ci è stata già raccontata nell'omonimo libro di Ingrid Chabbert. Si tratta di un viaggio di scoperta e dell'espressione più pura del proprio IO bambino, nonché un messaggio precoce dello sviluppo delle "abilità sociali". Tuttavia, questa trasformazione in un passerotto è caratterizzata da un volo fin troppo breve, toccante per certi aspetti, ma con poco mordente ludicamente parlando.
È un gioco indirizzato principalmente ai bambini, consigliato a quei genitori che vogliono far vivere ai propri pargoli una vera e propria avventura interattiva e a tratti emozionante. Però, non bastano pochi elementi di gameplay ed enigmi estremamente elementari per rendere questa poesia una vera e propria opera videoludica.
In ogni caso, questo viaggio è stato animato con grande maestria artistica, sia dal punto di vista della grafica in generale che per quel che concerne l'impianto audio. Una storia emozionante e che fa riemergere il proprio fanciullo interiore, ma che avremmo voluto durasse un po' di più.


