Replaced, la recensione: un'IA dal cuore umano
Siamo scesi a fondo nei vicoli cyberpunk di Replaced in un'avventura dalle forti tinte emotive.

Si è fatto attendere e questo è innegabile. Tuttavia, dopo tanti rinvii, Replaced si è mostrato con la sua forte identità in un futuro distopico che abbraccia la bellezza di capolavori intramontabili come Blade Runner. Le impressioni che ci aveva lasciato (e che potete leggere qui) erano pressocché positive, anche se dal poco provato era difficilissimo capire fino a che punto il videogioco di Sad Cat Studios potesse spingersi.
Dopo averci passato più di 15 ore, completando anche la maggior parte degli obiettivi secondari, possiamo dirvi in prima battuta che quella che ci si trova davanti è una vera e propria lettera d'amore a tutti gli appassionati di fantascienza, a maggior ragione per coloro che hanno amato pietre miliari come Terminator, il già citato Blade Runner e le ambientazioni di Dredd - La legge sono io, di quest'ultimo segnate bruscamente dagli effetti di una guerra nucleare. E proprio in un contesto simile che Replaced mostra tutta la sua distopica bellezza, con dei luoghi dove le persone sopravvivono e si aggrappano le une le altre per non darla vinta (per quanto possibile) a delle corporazione che non conoscono il significato della benevolenza.
Replaced ci porta proprio in quelle strade, in un mondo alternativo con richiami alla storia americana (non a caso vengono citati anche i presidenti Kennedy e Nixon) e che al tempo stesso riscrive il contesto come un colossal statunitense. Un'avventura di grande impatto, che ci è sostanzialmente piaciuta, anche se forse un po' diluita in alcune sequenze. Nonostante qualche piccolo appunto, l'opera prima di Sad Cat si presta perfettamente al palato degli appassionati, tra luci al neon e una pioggia battente che rende tutto così uggioso.

Replaced: essere sostituiti da un'IA fuori dal comune
Nel contesto in cui stiamo vivendo, le intelligenze artificiali sono state integrate nella vita di tutti i giorni, generando altresì diverse polemiche di carattere umano e sociale. Replaced tocca questo difficile tasto, proponendo un protagonista non ordinario, un'IA che resterà intrappolata nel corpo di uno dei suoi creatori: Warren Marsh. E come se non bastasse, R.E.A.C.H. (il nome dell'intelligenza artificiale) è stata creata dalla Phoenix Corporation, una compagnia che, a quanto pare, a oscuri segreti non è seconda a nessuno, tanto da affermarsi su una società ormai messa in ginocchio.
Per Reach è tutto nuovo: muoversi nel corpo di un umano e capirne i suoi bisogni non sarà facile e, fin dalle prime battute, parlerà con William senza ricevere mai una risposta. Sembra infatti che lo scienziato sia stato "sovrascritto" e per noi sarà come nascere, apprendere i fabbisogni degli altri e sviluppare una sorta di empatia verso quegli esseri umani di cui, almeno per il momento, sembriamo far parte.
Ci sarebbe tanto, troppo da dire, ma ci stiamo limitando per non rovinarvi in nessun modo l'esperienza che dovrete godervi nella sua interezza. Quello che possiamo dirvi è che, durante le varie esplorazione e dialoghi che affronterete, scoprirete come un'intelligenza artificiale possa anche comprendere le esigenze altrui, mostrandosi talvolta decisamente più umana di tanti bruti corrotti nell'anima e che ragionano solo con la forza bruta.
E, anche se non si dovrebbe rispondere con la stessa arma, l'IA sarà costretta a dare pan per focaccia per difendere il corpo di William e garantire la salvezza di entrambi. Essendo dotato di un'intelligenza fuori dal comune data dalla grande capacità di elaborazione, Reach plasmerà il corpo di William per renderlo perfetto al combattimento, affermando altresì che avrà bisogno di tante ore di riposo per riprendersi dal cosiddetto "overflow" umano.

Il nostro eroe saprà dunque difendersi contrattaccando al momento giusto e assestare dei colpi con la pistola manganello, oltre a saper sfruttare tutte le peculiarità dell'arma, tra cui sparare dei potenti proiettili dopo aver accumulato un apposito indicatore. Durante i combattimenti, potremo muoverci abilmente tra i vari cattivoni, schivare i loro attacchi con delle formidabili capriole e distruggere scudi o armature con un particolarissimo piccone. Il combat system ricorda vagamente quello già assaporato nelle serie di Batman: Akrham ma sviluppato in due dimensioni, con gruppi di termiti (una banda di criminali senza scrupoli) o poliziotti corrotti che si daranno il cambio nelle varie fasi.
In Replaced, a seconda del livello di difficoltà scelto, avremo a disposizione un numero limitato di medi-stim, degli iniettori (di adrenalina?) adatti a ripristinare in parte l'energia residua. Quest'ultimi si ripristinano in parte ogni qual volta che inizieremo uno scontro: utilizzarli nel modo più congeniale potrebbe fare la differenza, a maggior ragione nelle fasi più avanzate del gioco in cui si affronteranno delle boss battle, divise in più sezioni, che daranno del filo da torcere al giocatore.
Proseguendo nei vari capitoli, Reach acquisirà nuove abilità per la sua pistola manganello, tra cui anche la possibilità di deviare il colpo al momento giusto e restituirlo al mittente o verso chi si pone sulla sua traiettoria. E qui li timing sarà fondamentale, poiché qualora ci fosse qualche momento di indecisione, incasseremo il colpo che ci farà barcollare leggermente all'indietro. Ovviamente, ci sono anche altre soprese dietro questo particolare gingillo, e preferiremo non svelarvi altro per non farvi inutili spoiler. Quello che possiamo dirvi è che il combat system è particolarmente funzionale, dinamico ed esplosivo al punto giusto, anche se coloro che non sono particolarmente avvezzi alle battaglie alla "Batman" o "Spider-Man" potrebbero trovarlo un tantino complesso.
La vita oltre il muro: predatore o preda?
Replaced mette in essere una dura realtà, quella in cui c'è una corporazione (la Phoenix) che detta legge e persone che ne pagano le conseguenze. Eppure, tutto era stato eretto per una giusta causa al fine di creare un mondo vivibile dopo la distruzione nucleare. Chi viveva oltre il Muro, un confine che divide la ricchezza dalla povertà (per usare termini semplici), doveva possedere tutti i beni di prima necessità ma, ahinoi, non è stato esattamente così. Reach si ritroverà alla Ferrovia, un vero e proprio hub in cui le persone si "abbracciano" e cercano di creare un ambiente che sia il più confortevole possibile, anche se a volte dovranno prendere delle decisioni importanti per la sopravvivenza del gruppo.
La resilienza, questo è uno dei principi cardine di Replaced, in cui il nostro eroe metterà al servizio della comunità la sua novizia umanità. Infatti, nei momenti in cui non saremo in giro a picchiare furfanti o risolvere intrighi, potremo ascoltare le richieste degli autoctoni e dar loro una mano: si tratta sostanzialmente di missioni secondarie che vanno a espandere la visione globale del mondo e che ci faranno ottenere anche degli upgrade al nostro arsenale, tra cui una maggiore efficacia dei medi-stim o una raddoppiata velocità di ricarica del colpo potenziato.
Le missioni secondarie sono principalmente di natura sociale, quindi non saremo mai chiamati a dare la caccia a degli psicopatici fuori la stazione, bensì a trovare fumetti perduti o accessori per riparare dei cabinet di una sala giochi anni '80. E proprio quest'ultimi possono "essere giocati" e completati per raggiungere un determinato punteggio: parliamo di varianti di giochi tipo Space Invaders o Frogger che si sono rilevati impegnativi e ben inseriti.

Ogni capitolo dunque ci darà accesso a nuove missioni che si riveleranno del tutto opzionali: il nostro consiglio è quello di non saltarle perché daranno una visione d'insieme del mondo di Replaced. E una volta usciti fuori in ricognizione o nel tentativo di salvare qualche innocente, potremo intercettare diversi log, documenti che raccontano tanti piccoli aneddoti su personaggi ed eventi, mettendo anche l'accento su determinate allostorie, dei what if che tirano in ballo personaggi storici realmente esistiti. Questi documenti verranno scansionati e registrati nel Wingman 2, un palmare monocromatico al plasma rosso che potremo anche utilizzare come strumento per hackerare droni o dispositivi di sorveglianza: niente di così rivoluzionario, ma che arricchisce quest'universo Cyberpunk.
Un mondo tutto da scoprire!
Quando saremo là fuori, non sapremo mai se faremo ritorno al campo base. I limiti umani sono questi, a maggior ragione quando un'intelligenza artificiale spinge il corpo oltre i massimi della sopportazione, valutandone attentamente i rischi ma non ragionando più come macchina, bensì come uno sprovveduto umano. Il libero arbitrio, eh già: Reach farà infatti i conti con delle sfide impossibili che lo porteranno ad arrampicarsi su finestre logorate dal tempo o a dondolarsi su grate al fine di superare sentieri irti di tensione (e intendiamo corrente elettrica).
Ogni angolo là fuori è stato realizzato con una cura certosina nei dettagli, mettendo in evidenza una brillante pixel art che riesce a donare alla produzione quel fascino di altri tempi. Impresa non semplicissima, ma che il team creativo è riuscito a concretizzare in ogni zona di Replaced, in cui si passerà attraverso laboratori tecnologici fino ad arrivare a zone post-apocalittiche in cui echeggiano le voci di un tempo. Anche dal punto di vista del sonoro questa produzione fa centro, con delle musiche che accompagnano la narrazione in modo soave, quasi come se le vicende si cullassero del suono per esprimersi ottimamente.

Replaced si articola sostanzialmente in tre fasi: esplorazione lungo sentieri perlopiù orizzontali, enigmi ambientali in cui saremo chiamati a risolvere qualche piccolo grattacapo per aprirci una strada e ovviamente i combattimenti. E questi tre aspetti viaggiano su binari separati rendendo il tutto più sequenziale del previsto. Per intenderci: una volta superati gli enigmi e perlustrato i vari scenari, ci sarà subito dopo una sequenza in cui far fuori ogni cattivone che si pone lungo un tragitto predefinito.
Siamo d'accordo che Replaced sia un'esperienza perlopiù lineare e che punta fortemente sul fattore narrativo, senza trascurare un buon combat system, però avremo voluto vedere più amalgamazione di questi elementi per rendere l'esperienza meno diluita e più dinamica possibile. Un po' di varietà la garantisce lo stealth, in cui evitare delle sentinelle fin troppo cattive e che a volte faranno sudare un po' più del dovuto. Tra le mani abbiamo un videogioco che funziona, e su questo non ci sono dubbi, ma a volte si avverte una piccola "forzatura" nella durata di alcune sessioni che, forse, avremmo evitato.
In ogni caso, questa produzione è stata una vera e propria scoperta, sia dal punto di vista narrativo che nella creazione di personaggi credibili. Sì, questo mondo cyberpunk anni '80 funziona, e forse dovreste concedervi un giro in una di quelle città in cui non può piovere per sempre.
Versione Testata: PC
Voto
Redazione

Replaced
Replaced è un viaggio convincente nel mondo cyberpunk, un'avventura intraprendente, coraggiosa e con una narrativa da lasciare il segno. Si nota fin dai primi minuti l'amore per il genere e il richiamo a quei mondi creati da un esponente di spicco di questo tipo di storie, ovvero William Ford Gibson. Nel corso delle 8/9 ore utili per completare le vicende (e ben 15 qualora vogliate scoprire tutto il possibile) si vivrà un'epopea in cui si metteranno in discussione alcune tematiche del genere e sull'importanza del genere umano nella società. Ma soprattutto, fa sorgere un quesito interessante: "un'IA è in grado di provare dei sentimenti umani?".
Replaced ricalca sentieri già esplorati, ma li affronta in modo tutto suo, osando e provando a mixare diverse caratteristiche. Certo, non sempre ci riesce nel migliore dei modi e a volte si riscontrano momenti in cui si sente una certa "forzatura" ludica, ma che non compromette in nessun modo la fruizione dell'avventura. Il nostro consiglio rimane quello di giocarlo nella sua interezza, provando a raccogliere ogni documento dal mondo e non perdere nemmeno una missione secondaria (seppur, per la maggiore, si tratti di fetch quest). Disordini e fiducia nel prossimo: così potremo definire quella che, a tutti gli effetti, è una buona esperienza di genere cyberpunk.


