End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

Siamo scesi nelle profondità di una produzione che fa dell'estetica fredda e inquietante il suo punto di forza. Siamo sicuri che basterà?

End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione
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End of Abyss è una di quelle produzioni che godono di un fascino innato, uno "charme" di inquietante abbandono in uno stabilimento sotterraneo che cela dei misteri oscuri e, come se non bastasse, delle creature che definire mostruose potrebbe apparire piuttosto riduttivo. Del resto, i ragazzi di Section 9 Interactive hanno maturato una certa esperienza nella creazione di ambientazioni cupe e grottesche: il team, infatti, è formato da ex sviluppatori e fondatori di Tarsier Studios che hanno dato vita ai primi titoli di Little Nightmares.

Trovarsi dinnanzi a End of Abyss è come proiettarsi nelle atmosfere sci-fi tipiche del franchise cinematografico Alien o, per rimanere più nel tema videoludico, in contesti che richiamano fortemente i corridoi claustrofobici della USG Ishimura di Dead Space. Ovviamente parliamo solo di una sorta d'ispirazione, dunque è doveroso specificare che l'opera prima di Section 9 ha una sua precisa identità che si sviluppa in un opprimente complesso industriale ricco di metalli, tubature, cemento e creature che ci faranno rimpiangere di esserci entrati.

End of Abyss è dunque un metroidvania fantascientifico in cui l'esplorazione (e il completamento della mappa) giocherà un ruolo chiave in tutto il gameplay. La criticità più grande forse è riscontrabile in un eccessivo backtracking che potrebbe portare qualche giocatore ad avvertire un po' di frustrazione. Però, dopo averlo completato, bisogna dire che quel senso di scoperta è davvero appagante, al netto di qualche combattimento forse un po' troppo ostico (e non è sempre un male, sia chiaro). 

End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

Giù per il tunnel… ehm, nel sotterraneo.

Ci troviamo, ordunque, nelle profondità di un complesso situato nel sottosuolo nei panni di una giovane ingegnera militare di nome Cel, che avrà un obiettivo ben preciso: indagare sulle interferenze di origine sconosciuta in un ambiente distrutto, marcescente e abbandonato. Quello che non abbiamo considerato è tuttavia la presenza di strane creature che stanno divorando questo luogo, prendendo anche il possesso di corpi in putrefazione (non molto incoraggiante, dopotutto). 

Come è chiaro fin dalle prime battute, End of Abyss non si prende del tempo per i preamboli né vuole darci un assaggio della vita della ragazza prima della "grande missione". Ci proietta altresì sul luogo del misfatto, ove la nostra scaltrezza sarà messa a dura prova in ogni zona che andremo a esplorare. 

Per fortuna ci troviamo in un mondo piuttosto futuristico e l'aiuto di uno scanner altamente tecnologico ci permetterà di raccogliere le informazioni sull'ambiente circostante, dandoci delle utili informazioni su porte serrate da particolari schede magnetiche, dettagli sui vari cattivoni (che riveleranno anche i punti deboli) e note lasciate dagli ex superstiti che ci delizieranno con dei retroscena interessanti. Ma il solo scanner non è per niente utile se non si possiede un'arma e un coltello: Cel potrà estrarre la sua pistola e puntarla sui vari esseri informi che popolano la profondità del complesso.

Facciamo un passo indietro: End of Abyss è un'avventura metroidvania principalmente con visuale top-down (dall'alto) e che si serve delle meccaniche da twin-stick shooter. In altri termini, con l'analogico sinistro del controller si punta la pistola (o qualsiasi altra arma che raccoglieremo lungo il tragitto) e con l'analogico destro si decide la traiettoria del colpo: a quel punto saremo pronti a sparare alle ignobili creature. Se da un lato questo sistema funziona abbastanza bene, dall'altro occorrerà parecchio tempo prima di abituarsi a questa meccanica che diventerà piuttosto rigida quando si dovrà schivare o scappare nella direzione opposta. 

End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

Quello che vogliamo dire è che il combat system non lo abbiamo trovato così fresco e si rivela piuttosto ostico nelle fasi evasive. Se a tutto questo ci aggiungete un livello di difficoltà dai tratti punitivi, capirete da voi come occorrerà più di un tentativo per mandare a nanna i vari avversari, soprattutto i boss che non staranno di certo a guardarvi. La situazione migliora qualora si opti per mouse e tastiera, rendendo alcune situazioni più semplici da gestire.

E se questo non bastasse, dovrete ripercorrere i vostri passi dal precedente checkpoint e riabbattere tutte le creature già mandate in un luogo migliore: perlomeno si accumuleranno notevoli crediti aggiuntivi. Quest'ultimi poi potranno essere spesi nei banchi di lavoro per le munizioni, per armi da lancio o per potenziare il vario armamentario (ma qui occorreranno anche delle leghe accumulabili durante l'esplorazione). Non meno importate "la cabina elettronica" in stile Dead Space che ci consentirà di cambiare i mod alla tuta di Cel e ottenere prelibati vantaggi per beffeggiare chiunque si opponi alla nostra missione.

End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

Un'atmosfera cupa in un mondo interessante.

Il level design di End of Abyss è veramente d'impatto e siamo sicuri che delizierà chiunque ami quei luoghi scuri, tendenti al blu e in cui sarà possibile immaginare cosa sia successo prima del nostro arrivo. L'esplorazione è senza ombra di dubbio l'elemento su cui ruota l'intera esperienza, con mappe da scoprire, serrature da sbloccare e oggetti speciali per accedere a luoghi prima inaccessibili. La visuale è generalmente fissa e in alcune occasioni ruoterà a seconda della scelta di design, studiata alla perfezione per farci vivere il sotterraneo in modo incredibile.

Come è doveroso aspettarsi da un horror game, i vari cattivoni potrebbero anche fingersi morti per poi risvegliarsi e attaccare senza un briciolo di umanità (e quando mai?). Qui la scelta di affrontarli starà al giocatore che potrà anche darsela a gambe levate e sentire quell'inevitabile pressione di fuga alla morte, a suo rischio e pericolo.

L'intera struttura è divisa in aree (che potremo chiamare anche livelli a questo punto) sufficientemente vaste e ricche di segreti, di strade bloccate e ponti impossibili da attraversare. Spesso e volentieri ci si ritroverà a girare avanti e indietro per soddisfare un obiettivo, ritrovandosi a fronteggiare nemici già abbattuti più di un volta che "rispunteranno" negli stessi precisi luoghi. E a lungo andare, il tutto diventerà ripetitivo, anche qualora ci si sposti con il viaggio rapido nelle apposite stazioni: è vero che tornare sui propri passi è l'aspetto principale di qualsiasi metroidvania, ma qui ci è sembrato più marcato del previsto.

End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

La progressione di End of Abyss si è dimostrata tutto sommato soddisfacente e difendersi dalle varie minacce ci ha riportato ai momenti passati in compagnia di Dead Space. Tuttavia, come vi anticipavamo, il gioco è parecchio ostico e occorrerà prepararsi bene e potenziarsi al punto giusto per riuscire a buttare giù i vari boss: faticherete non poco, ma forse è proprio questo il fascino racchiuso nel genere. Mettiamola così: End of Abyss ha qualche problema nel ritmo generale, ma tutto sommato si è rilevata un'esperienza horror parecchio interessante, anche se la storia poteva essere raccontata con qualche retroscena inatteso e documenti aggiuntivi relativi al mondo di gioco.

La localizzazione italiana non ci ha pienamente convinti: l'abbiamo trovata "distratta e imprecisa", come se fosse stata realizzata con l'aiuto di qualche IA. Probabilmente questi piccoli problemi di adattamento potevano essere risolti con una fase approfondita di beta testing: dopotutto, c'è sempre tempo per poter sistemare queste piccole note stonate.

Versione Testata: PC

7

Voto

Redazione

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End of Abyss, un metroidvania claustrofobico a tinte horror - Recensione

End of Abyss è l’opera prima dello studio indipendente svedese: un interessante metroidvania a tinte horror che farà la felicità degli amanti del genere. Se da un lato la scoperta di questi luoghi saprà trasmettere al giocatore un costante senso di mistero, dall’altro un backtracking fin troppo marcato potrebbe generare una certa frustrazione. Del resto, parliamo pur sempre di un metroidvania che, anche in questo caso, ci porterà a scoprire lentamente la mappa e a risolvere i vari enigmi, mai troppo complessi, all’interno di un mondo abbandonato e popolato da creature inquietanti.

Il sistema di combattimento non ci ha sempre entusiasmato e crediamo che una maggiore cura sotto questo aspetto non avrebbe guastato, soprattutto considerando che il titolo presenta picchi di difficoltà non indifferenti, come avrete modo di scoprire nelle boss battle più avanzate. Questo, tuttavia, non dovrebbe scoraggiare il giocatore, che si ritroverà immerso in atmosfere horror davvero meravigliose. Dimenticatevi però dei classici jump scare: qui non sono contemplati.