The Punisher: One Last Kill: Frank Castle è tornato, più implacabile che mai

Jon Bernthal torna a vestire i panni del Punitore in uno special di quaranta minuti che disegna nuove traiettorie per il personaggio, all'insegna della violenza e della vendetta. Su Disney+.

di Maurizio Encari
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Ritroviamo Frank Castle consumato dai fantasmi del passato, in una realtà dove la brutalità è ormai all'ordine del giorno per le strade. La vendetta per la morte della moglie e dei figli è stata compiuta, ma il vuoto che ha lasciato appare insostenibile: il Nostro non sa vivere in tempo di pace perché la pace, per lui, non è mai davvero esistita.

Mentre le strade sono vittime di un'ondata di ferocia incontrollata, conseguente al fragile equilibrio criminale spezzato dopo il massacro della famiglia Gnucci, commesso dallo stesso Frank, il protagonista di The Punisher: One Last Kill si trova ad affrontare una nuova minaccia. La scintilla narrativa è esile, quasi un semplice pretesto che ricalca a grandi linee il principale snodo narrativo di John Wick 3 - Parabellum (2019). Tutti cominciano a dare la caccia al Punitore, giacché sulla sua testa pende una grossa taglia, ignari che la bestia dentro di lui sia pronta a risvegliarsi ancor più agguerrita e implacabile di prima.

Questione di scelte

C'è un momento preciso in cui Jon Bernthal ha deciso che il suo Punisher non dovesse soltanto tornare, ma farlo nel modo giusto oppure non tornare affatto. Lo racconta lui stesso, con quella franchezza diventata parte integrante della sua presenza pubblica: quando Marvel gli ha proposto lo speciale qui oggetto di recensione, la risposta è stata quella di pretendere piena libertà creativa.

Bernthal voleva un Frank Castle che voltasse le spalle al pubblico, psicologicamente controverso, privo di umorismo e distante da quella comfort zone spesso affine alle produzioni MCU. E in questo The Punisher: One Last Kill mantiene fede all'essenza di un personaggio che, nella sua incarnazione più pura, non ha mai avuto e non può avere mezze misure. Nei quarantacinque minuti di visione ci troviamo davanti a qualcosa di scomodo e tremendamente necessario nel panorama supereroistico contemporaneo: un uomo senza superpoteri ma pieno di traumi, pronto a ricercare nella vendetta e nella violenza l'unico appiglio possibile per raccogliere i cocci della propria vita spezzata.

Il prima e il dopo, la quiete che precede la tempesta

Il progetto nasce da un'idea venuta all'attore durante le riprese della prima stagione di Daredevil: Rinascita, maturata in una conversazione con il regista Reinaldo Marcus Green, sua vecchia conoscenza con cui aveva già lavorato in Una famiglia vincente - King Richard (2021) e nella miniserie We Own This City - Potere e corruzione (2022). Tra i due si percepisce una fiducia reciproca che riesce a convincere nelle anime che caratterizzano il racconto.

Perché la prima parte di The Punisher: One Last Kill possiede un approccio drammatico e introspettivo, con l'antieroe stanco e disilluso che non sa più trovare una ragione per continuare a vivere, tra allucinazioni e ricordi che lo tormentano senza sosta. La seconda vede invece l'azione entrare a spron battuto nelle dinamiche narrative, con una mattanza costruita su una vera e propria escalation al sangue: va forse segnalato un certo autocompiacimento nell'esasperazione della verve emoglobinica, con almeno una sequenza gratuita, giacché il messaggio era già ampiamente passato anche senza calcare ulteriormente la mano.

Un mediometraggio d'autore che guarda al genere, sfruttando la mitologia del personaggio senza tener conto del feeling spesso giocoso del relativo universo. La fotografia di Robert Elswit - premio Oscar per Il petroliere (2007), a rimarcare le ambizioni del progetto - trasforma le strade del Queens e i vicoli di Brooklyn in un paesaggio urbano opprimente e claustrofobico, dove il pericolo si nasconde dietro ogni angolo e la giustizia privata diventa l'unica via possibile per proteggere i più deboli, laddove persino le forze dell'ordine hanno paura di operare in contesti così degradati.