Warren Spector si ritira dallo sviluppo di videogiochi: «Non mi diverte più come prima»
Il creatore di Deus Ex lascia dopo quasi 44 anni di carriera. Ha ancora tre giochi che vorrebbe realizzare, ma sente di aver raggiunto gli obiettivi che si era posto.

Warren Spector ha annunciato il ritiro dallo sviluppo di videogiochi dopo quasi 44 anni di carriera. Il designer di Deus Ex, tra le figure più importanti nella storia degli immersive sim, ha comunicato la decisione in un messaggio pubblicato su LinkedIn, spiegando di essere «abbastanza sicuro» che questa volta sarà definitivo, pur avendo già cambiato idea in passato.
Spector dice di aver lavorato a circa 17 giochi completi e nove espansioni, passando dai giochi di ruolo da tavolo ai videogiochi e guidando team composti da una dozzina fino a circa 800 persone. Una carriera legata a titoli come Ultima Underworld, System Shock, Thief: Deadly Shadows, Deus Ex e Disney Epic Mickey, fino al recente Thick as Thieves di OtherSide Entertainment.
Alla base della scelta ci sono l'età, alcune questioni di salute sulle quali non vuole entrare nel dettaglio e soprattutto un rapporto ormai diverso con l'industria. «Il business dei videogiochi è cambiato e per me non è più divertente come prima», ha scritto, aggiungendo che una nuova generazione di sviluppatori merita ora il proprio spazio. Spector sente soprattutto di aver «fatto quello che si era prefissato di fare».
Il ritiro lascia però qualche rimpianto. Spector ha ancora tre giochi che vorrebbe realizzare: uno «molto grande», uno «molto piccolo» e un terzo che non sa ancora come sviluppare, proprio quello che lo intimorisce maggiormente. Non ha fornito altri dettagli né collegato queste idee a proprietà intellettuali conosciute.
Non significa comunque che scomparirà completamente dall'ambiente. Vorrebbe dedicarsi alla scrittura di libri, alla lettura e alle conferenze, valutando anche attività di consulenza e trovando nuovamente tempo per il pianoforte. Un eventuale ritorno non viene escluso del tutto: «mai dire mai», ha precisato Spector prima di salutare gli sviluppatori più giovani ricordando che i videogiochi sono ancora un problema non risolto, con molto spazio rimasto per sperimentazione e innovazione.



