Michael – In 4K il re del pop tra mito e realtà

Girato nativo fino a 8.6K, biopic tra spettacolo musicale e omaggio alla carriera di un'icona assoluta

di Claudio Pofi
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Il biopic diretto da Antoine Fuqua ripercorre parte della vita di Michael Jackson, dall'infanzia trascorsa assieme ai fratelli sotto la guida del padre Joe fino alla trasformazione in fenomeno pop mondiale. Racconto che attraversa i Jackson 5, il desiderio della carriera solista e alcuni dei momenti più celebri della sua ascesa. Il risultato resta però meno incisivo quando prova a spingersi oltre il personaggio pubblico per raccontare la persona dietro il mito.

La parte più riuscita riguarda proprio la famiglia. Il rapporto con il padre Joseph “Joe” Jackson permette al film di mostrare un Michael ancora bambino, segnato da una figura autoritaria e violenta, con la madre tra i pochi punti di riferimento fuori dall'obbligo alla dedizione totale alla musica. Quando la narrazione si allontana dall'ambiente familiare procede spesso per episodi, concentrandosi sulle tappe più note della carriera.

Più Jackson sul palco che nella vita

È soprattutto nelle sequenze musicali che Michael trova la propria dimensione. Fuqua filma le performance con energia e grande attenzione alla messinscena, ma dietro quelle immagini rimane spesso una figura difficile da afferrare. Paure, fragilità, rapporti personali e dipendenza dai farmaci vengono affrontati solo marginalmente, lasciando sullo sfondo proprio quella complessità che avrebbe potuto dare maggiore profondità al racconto.

Sul fronte delle interpretazioni arrivano invece le soddisfazioni maggiori. Colman Domingo è notevole nei panni di “Joe” Jackson, mentre Jaafar Jackson sorprende per presenza scenica e capacità di restituire gesti e movenze dello zio. Molto convincente anche il giovane Juliano Valdi. In italiano film rischia di scivolare in parte sulla scelta discutibile di accostare un doppiatore con una voce simile a quella del vero Michael, che a tratti appare caricaturale. Si poteva tentare una strada diversa quanto a caratterizzazione del personaggio, ideale la strada di non doppiare il film ma in Italia sarebbe stato un suicidio commerciale.

Michael resta soprattutto uno spettacolo musicale e un omaggio alla carriera dell'artista, mentre il ritratto personale risulta inevitabilmente più sfumato. Il rewatch in Home Video consente una più approfondita rilettura, lasciando la sensazione di un'occasione solo parzialmente sfruttata. In preparazione il sequel. Qui la recensione artistica approfondita di Elisa Giudici.

Materiale filmico ibrido

Girato ibrido principalmente digitale a risoluzione nativa 5.8K, 8.6K (Sony CineAlta Venice 2), con inserti 16mm (Canon Scoopic 16) e 35mm (Panavision Panaflex) e un master finale 4K. Formato immagine originale 1.85:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato. Il materiale analogico-digitale si può cogliere nelle variazioni della grana di fondo. Curiosamente le differenze più marcate si avvertono anche nelle scene digitali, dove in alcuni momenti aumenta sensibilmente, soprattutto nelle sequenze ambientate in ospedale dopo l'incidente dello spot Pepsi.

La prima parte mantiene una palette cromatica meno brillante, dominata dai marroni della casa dei Jackson, mentre l'ingresso della band sul palco cambia radicalmente l'impatto visivo. È soprattutto il rosso delle esibizioni a beneficiare dell'HDR, con tanto di Dolby Vision per maggiore fedeltà rispetto alle scelte del cinematographer. Dettaglio molto elevato valorizzando scenografie e costumi, neri profondi mentre qualche effetto digitale meno convincente risulta più evidente in UHD.

Dolby Digital Plus 7.1 canali (754 kbps) per un italiano accettabile quanto limitato nell'offrire un palcoscenico ampio e dinamico, tra i momenti live e le registrazioni in studio, con bassi relativamente profondi. L'originale Dolby TrueHD 7.1 (24 bit) con oggetti ATMOS è la traccia da privilegiare, facendo la differenza soprattutto nelle scene dal vivo. Il pubblico invade i canali posteriori e contribuisce a ricreare efficacemente l'atmosfera degli spettacoli, mentre i diffusori verticali intervengono anche nelle scene più tranquille, con effetti discreti quanto percepibili. In egual misura i bassi, più corposi.

Comparto extra piuttosto ricco. Il pezzo forte è il making of della durata di quasi un'ora, tra backstage e interviste. Seguono una visita alla villa dei Jackson a Encino e un interessante approfondimento sul trucco utilizzato per trasformare gli interpreti nei personaggi di Michael e Joe.

Completano il pacchetto diversi brevi contributi dedicati a Jaafar Jackson, all'impatto dei Jackson sulla cultura pop e alla lavorazione sul set, con ulteriori immagini dietro le quinte e la partecipazione di Prince Jackson per un totale di circa 18' minuti. Sottotitoli in italiano. Edizione 4K italiana per ora solo steelbook.