The Blair Witch Project Collection 2K – Tra mito e illusione
Sorpresa per il formato video del primo film, box da collezione con vari extra
C’è un momento preciso in cui il cinema horror smette di mostrare e inizia a suggerire, lasciando allo spettatore il compito di riempire il vuoto. The Blair Witch Project nasce esattamente lì, nel confine sottile tra intuizione geniale e operazione costruita a tavolino.
All’epoca fu percepito come qualcosa di rivoluzionario: tre studenti dispersi, una leggenda locale su una strega, il found footage. Il fascino stava tutto nell’illusione della realtà, alimentata da una campagna marketing tanto aggressiva quanto efficace. Rivisto 27 anni dopo il film rivela anche i suoi limiti: più esperimento che racconto compiuto, più atmosfera che contenuto. Il “non mostrare” diventa presto un’arma a doppio taglio, e ciò che inquieta inizialmente rischia di trasformarsi in frustrazione narrativa.
Nel 1999 si scatenò la paura del buio
Ma liquidare The Blair Witch Project del 1999 come semplice inganno sarebbe riduttivo. La sua forza sta nell’aver intercettato un linguaggio e un pubblico, trasformando un’idea minimale in un fenomeno culturale. Non era il primo found footage, ma è stato quello che ha saputo vendersi meglio.
Diverso il discorso per Il libro segreto delle streghe: Blair Witch 2, che abbandona il minimalismo per una struttura più tradizionale e metacinematografica. Qui il tema non è più la paura dell’ignoto ma l’effetto stesso del mito Blair Witch su realtà e percezione. Joe Berlinger costruisce un racconto più esplicito, più costruito e anche più accessibile, ma inevitabilmente meno disturbante.
Nel 2000 si tornò a visitare quei luoghi
Se il primo film inquietava proprio perché sfuggente, il secondo cerca di spiegare — e nel farlo perde parte del mistero. Rimane comunque interessante nel tentativo di riflettere su suggestione, paranoia e manipolazione collettiva. Film che permette di scoprire nel cast un giovane e già talentuoso Jeffrey Donovan (Sicario, Soldado, serie TV Burn Notice).
Due opere profondamente diverse unite da un’idea semplice: la paura più efficace è quella che nasce nella testa dello spettatore. Quando però si cerca di definirla troppo, il rischio è che svanisca. Due opere incluse per la prima volta nel cofanetto Midnight Gold di Plaion Pictures in versione 2K.
Il primo Blair Witch fu girato con mezzi amatoriali tra 16 mm (Cinema Products CP-16A) e video SD (Hi-8 Camcorder della RCA), formato immagine originale 1.33:1 quadrato e così pubblicato per l'Home Video in una prima edizione DVD. Per la pubblicazione 2K la Lionsgate nel 2024 fece la discutibile scelta di riformattare l'immagine in 1.85:1, perdendo una percentuale di informazioni nella parte superiore e inferiore del quadro originale (confronto tra frame qui sotto). Pur salendo (artificialmente) di risoluzione (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50 doppio strato, non si ottengono particolari benefici. Al contrario spesso si finisce per esaltare i limiti del girato nativo, con pesante aliasing.
Pur guadagnando qualcosa sui particolari in primo piano, restano neri alti, colori poco brillanti mescolati a sequenze bianco e nero proprio come nell'originale. Migliore il secondo film, girato volutamente con hardware vario: Betacam SP, 16mm, 8mm, 35mm (100, 250, 500 ASA). Un master a presumibile risoluzione 2K ha portato a questa versione 1.78:1 (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50 doppio strato. Tra passaggi digitali, limitato senso di tridimensionalità e un dignitoso accento sui particolari anche in secondo piano si arriva senza troppe difficoltà ai titoli di coda, pur desiderando maggiore contrasto e puntualizzazione per ogni singolo elemento del quadro visivo.
Traccia DTS-HD MA 2.0 italiano per entrambi i film, l'inglese guadagna qualcosa con il 5.1 sul secondo film (sempre 16 bit). Codifiche di dignitosa resa, anche qui con le tipiche limitazioni di produzioni al risparmio, ci si diverte sicuramente di più con il sequel ascoltando in originale, ma il consiglio è di passare all'inglese anche sul primo, per un maggior grado di coinvolgimento in virtù dei dialoghi in presa diretta.
The Blair Witch Project Collection - Blu-ray 2K Plaion Pictures
Extra interessanti: Blair Witch – Commento con gli autori e registi Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez e i produttori Rob Cowie, Gregg Hale e Mike Manello; Documentario dell'epoca (44'); 4 finali alternativi; Featurette (4'); Filmati aggiuntivi (2'); Trailer 16:9.
Blair Witch 2 – Commento del regista; Scene selezionate con il commento del compositore Carter Burwell, Featurette (2'). Sottotitoli in italiano. Incluso libretto di approfondimenti testuali a cura di Nocturno e 2 cartoline commemorative.