Bugonia - Lanthimos in 4K tra follia e satira aliena
Incredibile rig di cineprese 35 mm 8-perf e formato "Side Matted" vicino all'IMAX, ma qualche riserva resta
Con Bugonia il regista Yorgos Lanthimos torna a muoversi su quel terreno instabile che è ormai la sua firma: storie spiazzanti, personaggi fuori asse e una realtà che sembra sempre sul punto di deformarsi. Ispirandosi liberamente al film coreano Save the Green Planet! il regista costruisce un racconto che parte come una farsa paranoica e si trasforma lentamente in qualcosa di più ambiguo.
Due cugini convinti di aver scoperto un’invasione aliena rapiscono una potente dirigente, persuasi che sia la chiave per salvare il pianeta. Da qui prende forma un gioco narrativo che alterna assurdo e inquietudine, senza mai offrire appigli sicuri allo spettatore. Lanthimos non si limita a ridicolizzare i complottisti: li mette sullo stesso piano di chi li giudica, creando una satira che colpisce in più direzioni.
Girare contro le regole, vedere oltre lo schema
Al centro della scena Emma Stone e Jesse Plemons confermano la loro sintonia con l'autore greco. Lei controllata e sfuggente, lui sorprendentemente naturale anche nei momenti più grotteschi: insieme danno equilibrio a un film che vive proprio sulle sue contraddizioni.
Meno appariscente sul piano visivo rispetto ad altre opere del regista, Bugonia punta più sulla scrittura e le dinamiche tra i personaggi. Non tutto funziona allo stesso livello, soprattutto nel finale, ma resta un’opera fuori dagli schemi, capace di suscitare sorrisi e al contempo inquietare. Qui la recensione artistica completa di Elisa Giudici.
Girato analogico fuori dagli schemi tipici di ripresa “rettangolare”, in questo caso con espansione più verticale del quadro in formato 1.50:1 “Side Matted” (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato. A livello hardware è stato impiegato un battaglione di cineprese: Arricam ST, Arriflex 235 per le riprese aeree con drone, Arriflex 435 e 435 Advanced, Beaumont VistaVision Camera, Wilcam W-11. Queste ultime due con prototipi di ottiche Panavision sviluppati per il film. Stesso discorso per le pellicole 35 mm anche 8-perf (quindi il doppio dell'area di un tipico negativo a 4 perforazioni), anche scorrimento orizzontale e un volume incredibile di sensibilità ASA: Kodak da 50, 250 e 500 ASA + Kodak B/N con ASA variabile tra 250 e 500 ASA.
Il risultato è tecnicamente da riferimento, anche se l'estensione cromatica e dinamica delle luci è supportata solo dell'HDR-10 (l'indicazione Dolby Vision in quarta di copertina è errata), per uno spettacolo che meriterebbe uno schermo 10 bit nativo, come nel caso del nostro Panasonic Z85. Neri profondi, bianchi anche brillanti, incredibile realismo con alla base una leggerissima grana.
Sufficiente la traccia Dolby Digital 5.1 italiana (640 kbps) che offre un'accettabile diffusione sonora a canali discreti in presenza di un vero impianto HT, tra dialoghi e accompagnamento musicale. L'opera assume maggiore corposità e coinvolgimento solo con l'originale Dolby TrueHD 7.1.4 con oggetti ATMOS, che nonostante i 16 bit sa coinvolgere.
Incluso un dietro le quinte in cui Lanthimos racconta la genesi del progetto: il cast riflette sull’esperienza sul set, con particolare attenzione alla trasformazione fisica della Stone e alla celebre scena della rasatura dei capelli. Sottotitoli in italiano.
Bugonia edizione steelbook limited 4K
La steelbook in edizione limitata, l'unica a offrire il 4K, include il BD-50 con la versione 2K e stesse tracce audio.