La Mummia 4K - Una maledizione dal sapore familiare
Girato nativo all'incredibile risoluzione di 8.6K, ATMOS inglese e un commento tutto da ascoltare

Dopo La casa - Il risveglio del male, Lee Cronin torna a confrontarsi con un altro grande classico dell'horror, ma lo fa senza inseguire la tradizione dei film dedicati alla Mummia. Al centro del racconto ancora una famiglia costretta a fare i conti con un male che si insinua tra le mura domestiche, trasformando gli affetti in una minaccia.
La storia prende avvio in Egitto, dove la scomparsa della piccola Katie segna per sempre la vita dei suoi genitori. Anni dopo, la bambina viene ritrovata in circostanze inspiegabili e il ritorno a casa coincide con l'inizio di eventi sempre più inquietanti. Cronin costruisce la tensione sfruttando l'ambiguità della protagonista, una presenza capace di alternare fragilità e apprensione senza ricorrere continuamente agli effetti più vistosi.
Possessione con pesanti echi dal passato
L'atmosfera funziona e non manca qualche momento alleggerito da un umorismo nero ben dosato, ma il film fatica a emanciparsi dai modelli che lo hanno preceduto. I richiami a L'esorcista emergono con una certa evidenza, sia nella costruzione della possessione che nel confronto con la fede, rendendo alcuni passaggi fin troppo familiari.
Pur mantenendo un buon ritmo e interpretazioni convincenti, La Mummia preferisce muoversi in territori conosciuti anziché cercare una strada davvero personale. Il risultato è un horror ibrido e almeno in parte godibile, destinato a lasciare un'impressione meno profonda di quanto le premesse lasciassero sperare.

Girato in digitale a risoluzione nativa 8.6K (Sony CineAlta Venice 2), il trasferimento 4K beneficia di una fotografia valorizzata da HDR10 e Dolby Vision. Formato immagine originale 2.39:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato. Elevato risalto particolari anche in secondo piano, ombre profonde e una palette cromatica che esalta le cupe atmosfere.
L'elevato bitrate assicura un'immagine stabile, priva di artefatti anche nelle sequenze più impegnative, come la tempesta di sabbia iniziale o i lunghi corridoi della dimora in cui si svolge gran parte della vicenda. Le tonalità più scure e le sfumature volutamente livide contribuiscono a rafforzare l'identità visiva del film, pur privilegiando l'atmosfera rispetto alla spettacolarità.

La traccia originale Dolby TrueHD 7.1 (16 bit) con (11) oggetti ATMOS è punto di riferimento, con un soundstage ampio e avvolgente valorizzando ogni singolo effetto. Scricchiolii e rumori provenienti da ogni direzione contribuiscono a creare un'atmosfera costantemente inquietante, mentre il subwoofer entra deciso, sostenendo gli eventi soprannaturali e i passaggi musicali. Dialoghi carismatici dal centrale, sostanza anche dai corposi canali surround.
La traccia italiana Dolby Digital 5.1 (640 kbps) offre una resa complessivamente sufficiente, con parlato chiaro e una dignitosa diffusione di elementi discreti, benché in netta inferiorità rispetto alla controparte inglese.

Tra gli extra figurano in primis il commento audio di Lee Cronin (purtroppo non sottotitolato), a seguire il making of (11'), focus sugli effetti pratici (8'), lo speciale (6') dedicato alla produzione e ai temi del film, oltre a 7 scene eliminate (10'). Per il resto sono presenti sottotitoli in italiano.



