Keeper - L'eletta: in 2K il film di Osgood Perkins

Girato nativo 4K, doppia traccia DTS lossless e un breve incontro con il regista

Keeper - L'eletta: in 2K il film di Osgood Perkins
Segui Gamesurf su Google

Con Keeper il regista Osgood Perkins torna a esplorare un orrore che si insinua strisciando, facendo in modo che sia il luogo a parlare. La baita, circondata da una foresta impenetrabile, non è un semplice rifugio isolato: tra quegli alberi si cela un segreto antico che continua a reclamare nuove vittime. Ogni rumore, ogni assenza, ogni apparente momento di quiete sembra suggerire che qualcosa osservi nell'ombra, in attesa che il passato presenti il conto.

Più che cercare il colpo di scena, Perkins lavora sulla sensazione che qualcosa non sia al posto giusto. La regia alimenta un disagio costante, che cresce lentamente e accompagna per tutta la durata del film. La baita non è soltanto l'ambientazione del racconto, ma una presenza che sembra assorbire il passato dei suoi abitanti, contribuendo a creare una tensione che non ha bisogno di forzature.

Horror che lascia parlare silenzi e ambientazioni

Se sul piano visivo Perkins dimostra una notevole sicurezza, lo stesso non si può dire della componente narrativa. I dialoghi faticano a risultare credibili e diversi passaggi della sceneggiatura sembrano procedere senza un reale sviluppo, lasciando alcune situazioni prive del necessario peso emotivo. Anche il montaggio contribuisce a questa sensazione di discontinuità, con una costruzione che a tratti spezza il ritmo invece di sostenerlo.

Il risultato è un film capace di affascinare per atmosfera e messa in scena, ma meno efficace quando deve trasformare la tensione in un racconto davvero coinvolgente. Keeper - L'eletta offre momenti di autentico disagio e un'inventiva visuale che resta impressa, senza però riuscire a sfruttare fino in fondo le idee su cui costruisce il proprio horror. Chissà quale risultato se il regista di Longlegs avesse avuto per le mani una migliore sceneggiatura.

Keeper - L

Girato nativo digitale 4K, master di pari misura che ha favorito un'edizione Full HD di ottima resa. Formato immagine originale 1.85:1 (1920 x 1080/24p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-25 singolo strato. L'edizione privilegia un'impostazione visiva dai toni caldi e smorzati, con una cinematografia che valorizza gli interni della baita e i paesaggi autunnali. Il dettaglio è convincente nei primi piani e nella resa degli ambienti, con minimi accenni di banding per via delle molteplici sequenze immerse nel buio. Le alte luci restano piuttosto contenute, contribuendo a un'immagine complessivamente sobria. Negli USA c'è anche la versione 4K, ma di discutibile qualità.

DTS-HD Master Audio 5.1 originale con dialoghi bilanciati dal centrale, accompagnati da una colonna sonora che contribuisce efficacemente a creare tensione. I canali surround valorizzano gli effetti ambientali della baita e del bosco circostante, attraverso effetti ben definiti e ricchi di enfasi. La gamma bassa interviene con discreta efficacia nelle sequenze più intense, senza assumere un ruolo predominante. La controparte italiana è comunque interessante, anche se un po' meno carismatica per via del doppiaggio. Entrambe sempre a risoluzione 16 bit.

Keeper - L

Come extra un focus sul film in compagnia del regista (3'). Sottotitoli in italiano.