Human Vapor conquista Netflix: il remake parte col botto
Un assassinio in diretta televisiva, un misterioso soggetto annuncia di voler eliminare i membri di un'organizzazione

Netflix continua a puntare sulle produzioni asiatiche e i primi numeri sembrano darle ragione. Rilettura di uno storico film giapponese del 1960, Human Vapor, ha debuttato con circa 2 milioni di visualizzazioni nella prima settimana, entrando tra le serie non in lingua inglese più viste della piattaforma. Distribuita dal 2 luglio, la serie ha raccolto circa due milioni di visualizzazioni nella prima settimana, entrando nella Top 10 mondiale dei titoli in lingua non inglese e confermando l'interesse del pubblico per le produzioni asiatiche.
Il progetto prende ispirazione dall'omonimo film diretto da Ishirō Honda, autore del primo Godzilla, ma sceglie una strada narrativa completamente diversa. L'idea dell'uomo capace di trasformarsi in vapore rimane il punto di partenza, mentre la vicenda viene sviluppata come un thriller contemporaneo fatto di omicidi, indagini e misteriose cospirazioni.
Dal film del 1960 alla serie Netflix
La storia si apre con un assassinio in diretta televisiva: l'omicida si presenta come Human Vapor e annuncia di voler eliminare tutte le persone legate a un'organizzazione chiamata White Center. Le indagini finiscono così per convergere su un evento rimasto irrisolto per quasi trent'anni, dal quale sembrano dipendere le reali motivazioni dell'assassino.
Frutto della collaborazione tra Toho e produttori sudcoreani, la serie vede tra gli autori anche Yeon Sang-ho, già noto per Train to Busan ed Hellbound. Netflix aveva indicato Human Vapor come una delle produzioni internazionali di maggiore rilievo del 2026, e il debutto sembra confermare le aspettative.



