The Walking Dead: The Ones Who Live. Rick Grimes torna in TV, ma è ancora lo stesso?

Rick Grimes o non Rick Grimes? Questo è il problema...

di Chiara Poli

Il tempo passa. Per la precisione, per noi, sono passati più di 5 anni dall’ultima volta che avevamo visto Rick Grimes.

Era l’episodio 5 della nona stagione di The Walking Dead. Il protagonista, com’è noto, doveva uscire di scena perché il suo interprete Andrew Lincoln, inglese, voleva smettere di stare lontano da casa tanto a lungo, a girare la serie negli USA, oltreoceano.

La trasposizione televisiva del fumetto quindi si separava definitivamente dalla linea narrativa conosciuta dai fan di Robert Kirkman: Rick Grimes resta il nostro punto di riferimento nel fumetto fino alla sua conclusione.

In TV non sarebbe stato così ma, non pago di aver abbandonato il ruolo, Lincoln aveva firmato un contratto per riesumare il personaggio. Rick veniva creduto morto dai suoi cari, ma noi sapevamo che Jadis/Anne (Pollyanna McIntosh) l’aveva salvato, facendolo trasportare in segreto da un elicottero del misterioso CRM, l’esercito della Civic Republic di cui abbiamo avuto notizie negli spin-off.

Per il ritorno di Rick si prevedevano inizialmente tre film, il primo dei quali sarebbe dovuto uscire anni fa ed esclusivamente al cinema, come annunciato dal trailer. Ma poi è arrivata la pandemia (ironia della sorte, per una serie che parla di una pandemia di… zombie).

Tutto è stato rimandato e dopo la conclusione di The Walking Dead con la stagione numero 11, il 20 novembre del 2022, sono nati altri spin-off. Dopo Fear The Walking Dead era arrivato The Walking Dead: World Beyond e dopo la chiusura della serie “madre” lo spin-off su Daryl Dixon (Norman Reedus), intitolato semplicemente The Walking Dead: Daryl Dixon e ambientato in Francia. Con un’atmosfera profondamente diversa da quella della serie originale ma anche di tutti gli altri spin-off.

Il 25 febbraio su AMC - ancora non è noto dove e quando la serie arriverà in Italia - ha debuttato l’ultimo titolo del franchise The Walking Dead: The Ones Who Live in cui, come sappiamo da tempo, avremmo ritrovato i personaggi di Rick e Michonne (Danai Gurira).

E non è stato esattamente come ritrovare due vecchi amici.

ATTENZIONE: SEGUONO SPOILER SU THE WALKING DEAD: THE ONES WHO LIVE

Rick Grimes non è più Rick Grimes


Nel corso di 8 stagioni e 5 episodi della nona, il personaggio di Rick Grimes ha sempre agito in modo coerente. Si è evoluto davanti ai nostri occhi, in base alle necessità - non agli eventi - della sua gente. La sua famiglia allargata, che ha tenuto al sicuro in ogni modo possibile. Facendo tutto ciò che doveva per tenere fede al proprio compito, incluso azzannare un uomo alla gola come avrebbe fatto uno walker.

Rick non è cambiato, si è semplicemente adattato alle situazioni ma è sempre rimasto coerente. Sempre.

Ebbene, in The Ones Who Live sembra proprio aver perso quella coerenza.

Lo incontriamo, oltre 5 anni dopo averlo lasciato morente, mentre sta per suicidarsi. Poi si ferma.

La storia dell’episodio ci porta indietro nel tempo, ripercorrendo velocemente gli anni precedenti, dalla partenza in elicottero (con la famigerata divisione delle persone in A e B, che ci viene finalmente svelata) e riassumendo i tentativi di fuga di Rick dal CRM.

Messo a lavorare ai confini per ammazzare i vaganti, dopo 6 anni si sarebbe guadagnato lo status di cittadino, ma ne ha combinate troppe. Eppure, i vertici hanno visto qualcosa in lui. La stoffa del leader (“ma va?” verrebbe da commentare. Soprattutto a me, che gli ho perfino intitolato un libro).

Qualcuno come il Generale Beale (Terry O’Quinn, l’ex Locke di Lost). Donald Okafor (Craig Tate, Snowfall), che per Rick non è certo un amico. Perfino Pearl (Lesley-Ann Brandt, la Lilith di Lucifer) che come Rick aveva sempre voluto andarsene.

Ma il CRM ha piegato anche Pearl. E Pearl è convinta che Rick trarrà presto le sue stesse conclusioni: deve restare lì, dov’è costretto, e vivere. Agire. Fare qualcosa della sua vita.

Secondo Okafor Rick ha fatto la sua scelta. Ha scelto di vivere entrando nel CRM. Vuole usarlo per cambiare il CRM dall'interno, e Rick ne è a conoscenza (alla fine). Per farlo però deve cambiare. Dimenticare la vita di prima. Rinunciare a sua figlia, a sua moglie e a tutti gli altri. Avete mai visto Rick Grimes rinunciare a qualcosa? Mai. 

Peccato che stavolta accada. E peccato che Rick Grimes, il nostro Rick Grimes, quello che abbiamo conosciuto e seguito per otto anni e mezzo - perché lui era stato scelto, fin dal pilot del 2010, come nostra guida oltre che guida degli altri sopravvissuti - non l’avrebbe mai fatto.

Rick Grimes sarebbe riuscito a fuggire, o sarebbe morto provandoci. Punto.

Certamente non dopo anni di rassegnazione.

Certamente non si sarebbe mai, mai suicidato.

Certamente non sarebbe mai entrato nel CRM. L’esercito che per Michonne, e per tutti gli altri della sua famiglia, rappresenta il nemico.

Non è un caso che i due si ritrovino, dopo tutti gli anni trascorsi (8 anni, nel tempo della narrazione), proprio mentre Michonne sta eliminando gli altri soldati del CRM. Solo facendo un’eccezione toglie il casco a Rick. Solo perché serviva che lo facesse.

The Walking Dead: The Ones Who Live contiene una parte dei tentativi di fuga di Rick Grimes.

Il terzo era stato quello che l’aveva visto ricatturato e riportato all’ovile in elicottero. Il quarto quello in cui si taglia una mano - stupidamente, va detto, perché non aveva calcolato troppe cose, piano non da Rick - pur di provare a scappare.

Così, Rick Grimes perde una mano, come il suo corrispettivo nel fumetto. Ma in circostanze del tutto diverse.

In un modo che, alla fine, lo porta a rassegnarsi come il Rick che abbiamo conosciuto non avrebbe mai fatto.

In modo incoerente con la psicologia, la storia e i valori del personaggio.

Fra un sogno e l’altro di un mondo normale in cui incontra Michonne e tutto va per il verso giusto. Pizza inclusa.

E pensare che è proprio Scott M. Gimple, ex showrunner di The Walking Dead e “burattinaio” chiamato a tenere i fili narrativi dei vari spin-off del franchise, a fare da showrunner alla serie del ritorno di Rick.

Negli anni, Gimple è stato molto criticato dai fan per alcune svolte narrative che allontanavano la serie dal fumetto.

Io l’avevo sempre difeso. Io, fan numero 1 di The Walking Dead.

Ma a giudicare dalla quantità di delusioni emerse dagli ultimi due spin-off, immagino che avessero ragione i suoi detrattori.

Lo dico col cuore spezzato, ma lo dico e lo ripeto: quello non è Rick Grimes.

Non il nostro Rick.

Non il nostro leader.

La vita continua, e anche la storia di coloro che avevamo conosciuto in The Walking Dead.

Ma fra la serie che ce li aveva presentati e fatti amare e gli spin-off in cui si sono trasferiti c’è un abisso.