Cinque serie da non perdere assolutamente su NOW TV

di Aida Picone

Con i cinema chiusi la possibilità di godere di buoni prodotti di intrattenimento si è decisamente ridotta, ma per fortuna le piattaforme in streaming sono in grado di incollare lo spettatore sui diversi device per poter guardare o riguardare – soprattutto – prodotti seriali. Del resto, siamo nell’era del binge watching, ecco perché potrebbero essere sfuggite, anche per i più accaniti cinefili, la visione di alcune serie tv.

Ecco, quindi, cinque serie tv da guardare, riguardare e gustarsi in compagnia del proprio congiunto disponibili in streaming sulla piattaforma di Now Tv, che oggi lancia una promozione incredibile legata al Black Friday.

Romulus

Questa serie tv, prodotta da Cattleya, Groenlandia, Sky e l’estera Itv, fa sicuramente al caso vostro se siete degli amanti dell’epica o dei fantasy più classici. Infatti, come è facilmente intuibile dal titolo, il protagonista principale è la storia, mista a leggenda, che circonda la figura mitica di Romolo.

Esattamente come per quanto realizzato nel film “Il Primo Re”, le 10 puntante indagano e amplificano il mondo narrativo ricreato da Matteo Rovere; narrando, dunque, in modo verosimile gli eventi che hanno preceduto la nascita del mito sulla fondazione di Roma. Indipendentemente dal fatto che la serie possa o meno rientrare nel gusto del pubblico, anche se secondo molti è stata giudicata come la versione di Game Of Thrones nostrana, questo è un progetto crossmediale senza precedenti. Matteo Rovere ha, infatti, curato con minuziosa attenzione il suo universo raccontando al suo pubblico una leggenda che tutti abbiamo almeno una volta sentito. Narra un mito e lo ha fatto dapprima con la sua pellicola, poi con questa serie, ma anche con una trilogia – edita Harper Collins e scritta da Luca Azzolini – volta ad attenzionare quei personaggi che per forza di cose non possono essere trattati all’interno della serie.

Diavoli

Se, invece, siete più interessati ai sotterfugi e alle scaltre mosse finanziare, Diavoli è la serie che fa per voi. Alessandro Borghi, doppiato dalla stupenda voce di Andrea Mete, è al fianco di Patrick Dempsey e alla bellissima Kasia Smutniak. La serie è ambientata a Londra nel 2011, proprio nel mentre la crisi finanziare infuria sull’Europa. Massimo (Borghi) sta facendo centinaia di migliaia di soldi, ma uno scandalo che coinvolgerà il suo privato gli tarperà le ali nella sua scalata verso la vetta.

In questo ambiente, infatti, il protagonista si troverà con i veri Diavoli che muovono i fili del mondo e che possono essere considerati i diretti ideatori della guerra in Libia o della crisi finanziaria di alcuni dei paesi del Mediterraneo europeo.   

Il consiglio è quello di sedersi in poltrona per potersi lasciar coinvolgere da intrighi e inganni che un po’ ricordano l’ambiente – più nostrano e odierno – che era stato messo in mostra con il film The Wolf of Wallstreat.

Lovecraft Country

Amanti del genere "a tinte forti"? Bene, perchè qui c'è un po’ di sano horror condito da rivincita sociale e mostri usciti direttamente dalla penna di Lovecraft, questa è la serie che fa per voi. Ambientata negli anni ’50 e ribalta un po’ quelli che sono alcuni degli stereotipi che da sempre hanno accompagnato l’horror. Il protagonista della serie è Atticus Freeman, un ragazzo afro discendente, che, dopo aver combattuto per il proprio paese in Corea, torna a casa per poter cercare il padre che è scomparso da un paio di settimane. In compagnia dello zio e di un’amica di infanzia decide ci mettersi in viaggio. Le tracce che suo padre ha lasciato dietro di se, però, lo poteranno proprio verso Arkham – o Ardham come viene detto nel corso delle prime puntate – celebre cittadina presente proprio nell’immaginario Lovecraftiano. Demoni e mostri di ogni genere, in ogni caso, servono solo per poter celare il vero orrore, quello che viene scaturito dalla cattiveria e dall’ignoranza dell’uomo.

In questa serie non abbiamo la classica visione del ragazzo di colore che è macchietta comica o il primo a morire, ma al contrario è il protagonista della scena. Un ribaltamento che un po’ era stato attuato da film come “Get Out” e che calca bene l’umore dei tempi. La serie è comunque tratta dall’omonimo libro scritto da Matt Ruff, pubblicato nel 2006, che comunque racconta le avventure di un protagonista descritto esattamente come è stato portato in scena.

Se il timore è quello di una possibile “emulazione”, in realtà, ci si trova semplicemente davanti a una serie che tratta tematiche importanti, ma che rende semplicemente omaggio alla fantasia di Howard Phillips Lovecraft.

The Third Day

Questa, invece, è una mini-serie ciò vuol dire che con le sue 6 puntate ha concluso il suo arco narrativo. Nel caso vi fosse sfuggita questa è una di quelle serie tv che deve far parte del vostro bagaglio se amate il thriller e il mistery. Le vicende sono ambientate a Osea, un’isola legata alla terra ferma solo da una stradina costruita dagli stessi romani; qui vi vive una ristretta comunità volta alla conservazione delle loro secolari tradizioni. Osea è ostile con chi è indesiderato, ma è anche calamitante per chi, invece, è destinato a restare al suo interno.

Le prime tre puntate si concentrano sulle avventure, o meglio dire disavventure, che coinvolgeranno Sam (Jude Law) arrivato sull’isola – sembrerebbe – quasi per caso. Le altre tre puntate, invece, coinvolgono Helen e le sue due figlie che sono arrivate in quel luogo per poter cercare qualcosa.

Questa serie si muove sul gioco delle prospettive, dei punti di vista, e cerca di far provare allo spettatore lo stesso smarrimento che provano i protagonisti della scena. La sua bellezza è data sia dai toni vividi e saturi nonostante puntino su delle gradazioni del verde e del blu in grado di cambiare persino la luce nel colore degli occhi di Jude Law, ma anche dalla cura e dall’attenzione al simbolismo che è possibile cogliere se si è amanti della mitologia e del misticismo.

Una mini-serie che riesce a unire diverse tematiche e che lascia la possibilità allo spettatore di interpretare l’intera narrazione.

Fargo

Sardi contro afroamericani. Solo una serie "fuori di testa" come Fargo poteva mettere in scena una cosa del genere, rendendola comunque credibile e sceneggiata alla perfezione. Del resto, Fargo è un serie Fatta per spiazzare. Rischiando di deludere gli "adoratori" delle serie precedenti, salvo poi conquistarli nella coda della storia, e di ampliare ancora di più il proprio pubblico. E' in onda su dal 16 novembre su Sky Atlantic e Now Tv la quarta stagione di Fargo. Attesissima, come sempre accade quando si parla del ritorno di una delle serie più amate e premiate degli ultimi anni. Ma chi ha adorato la coppia perfetta Lorne Malvo-Lester Nygard della prima stagione, chi si è appassionato all'incredibile storia criminale con contorno di nativi americani fuori controllo e dischi volanti della seconda stagione, chi ancora aveva trovato affascinante la terza (sofisticatissima, pure troppo) con i malavitosi dell'alta finanza dell'Est arrivati a sconvolgere la lotta per il primato fra due fratelli gemelli, è molto probabile che stavolta resterà a bocca aperta. Nel senso del non saper bene che dire di fronte agli episodi appena arrivati in tv. A cominciare dai protagonisti