Disclosure Day recensione: Spielberg torna agli alieni e firma un thriller sci-fi da non perdere

Con Josh O'Connor, Emily Blunt e la musica di John Williams, il 36° film di Spielberg riporta il grande Cinema di fantascienza sul grande schermo

di Andrea Giordano
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Silenzio, gira Spielberg, e il risultato (ci) spiazza nuovamente. Perché Disclosure Day (sarà in sala dal 10 giugno, distribuito da Universal Pictures Italia, ndr), il suo 36esimo film, segna un suo ritorno affascinante nel mondo della fantascienza, da lui già esplorato ai tempi di Incontri ravvicinati del terzo tipo (anno 1977), con quel cameo-ruolo-omaggio a Truffaut, e in E.T., l’extraterrestre dotato di un’umanità meglio della nostra.

Quelli sono stati capisaldi nella cinematografia “spielberghiana”, capace di sconfinare nella A.I., in altri universi (Ready Player One e Minority Report), ritrovando altri alieni, più invasivi e meno accomodanti, come ne La guerra dei mondi.  Ora la posta si alza, diventa tutto più tangibile, si gioca a carte scoperte, bisogna, e lo dice, ascoltare la verità.

l cast di Disclosure Day: Josh O'Connor e Emily Blunt trascinano un thriller alieno pieno di sfumature

Il primo, Daniel Kellner, è interpretato da Josh O’Connor (primo lavoro insieme), è un (ex) hacker, uscito dal carcere per crimini informatici. È in fuga da chi che lo aveva reclutato proprio per i suoi “meriti”, una società non governativa, la Wardex, capeggiata da Noah Scanlon (Colin Firth), scaltro e integerrimo personaggio, capace di connettersi attraverso alcune strumentazioni, in grado di scovare dettagli, veicolando azioni, prevedendole in anticipo, manipolando.

Ha il compito di proteggere molti segreti (e video) di 79 anni di storia americana, gli stessi che neanche i presidenti degli Stati Uniti, sanno, tanto, dice “durano otto anni, e poi tornano civili”. Kellner ha un sussulto etico, decide che quello che ha visto non può essere ignorato, deve essere invece condiviso col mondo, dunque ruba tutto l’archivio, file, video, registrazioni, immagini incredibili, riguardanti incontri e ritrovamenti alieni, a partire da Roswell, prove inconfutabili di altre presenze oltre a noi, considerate minacce da abbattere, seviziare, analizzare, insabbiare.

Dunque scappa, sempre in contatto con il leader, ed ex dipendente Wardex, Hugo Wakefield (Colman Domingo), nel frattempo uscito dalla società, insieme ad altri, per “salvare” le informazioni, proteggendole ad ogni costo in una sorta di ribellione e attivismo parallelo. Dall’altra parte, a Kansas City, lavora una meteorologa, Margaret Fairchild, volto della tv locale, interpretata da una superba Emily Blunt.

Una vita normale, sconvolta fino a quando un uccellino, un Cardinale Rosso, non le entra in casa, fissandola. Inizia a parlare russo, senza accorgersene, e mentre sta correndo in macchina per la prossima diretta, in lei qualcosa scatta, “si immerge” nella vita degli altri, succede ad un poliziotto che la ferma per eccesso di velocità. Una volta in studio, davanti la telecamera, si blocca e sviene. Il video è ormai virale: è la conferma che lei (e lo stesso Kellner) sono dei “passeggeri”, chiamati a farsi trainare da una forza inspiegabile e a portare (insieme) a fondo una missione.

Da cosa nasce? Hanno vissuto da bambini un’esperienza di rapimento alieno, per qualcuno rimossa. Ora è tutto chiaro: lottano per la stessa causa: diffondere la verità, in quello che sarà il giorno della rilevazione e divulgazione, e tutti, proprio tutti, dovranno guardare cosa (e chi) c’hanno tenuto nascosto.

Il film parla anche di questo, della nostra paura riguardo all’ignoto, capace di mettere in discussione anche ciò in cui crediamo, la nostra stessa fede, chi ci governa, e forse sta mentendo da troppo tempo. È ora di mostrare il vero lato dell’informazione, a reti e piattaforme unificate. Ne viene fuori un thriller-fantascientifico da guardare con attenzione, non è intrattenimento, è Cinema nella sua essenza, con Spielberg ancora desideroso di meravigliare il pubblico attraversandolo silenziosamente, con l’unica eccezione della colonna sonora di John Williams, a condurci gradualmente.